Capitolo 2
Ho provato a chiamare Alice al telefonino, ma non mi ha risposto.
La chiamo nuovamente ma ancora nulla! Cosi le lascio un messaggio vocale con WhatsApp.
<< Sacrofano! Sono ore che ti chiamo e non rispondi, ti conviene rispondere a questo messaggio se non vuoi passare le prossime tre settimane con i cadaveri in via di decomposizione! >> La minaccio ormai esausto di questo suo silenzio. Lancio la pallina contro la parete e visto che non funziona come sfogo decido di andare a strillare qualche specializzando a caso.
Esco dalla stanza e trovo due matricole che amoreggiano.
<< Se volete amoreggiare andate al parco!>> Gli dico incazzato perso.
<< Ma che succede?>> Chiede Marco Allevi mentre sta bevendo un caffè con Lara e Paolone
<< Zitto!>> Lo rimprovera Lara, ma è ormai tardi perché l’ho sentito. Mi avvicino a loro e guardo il fratello di Alice.
<< Dov’è finita Alice?>> Gli chiedo inchiodandolo con lo sguardo, se c’è una cosa che ho capito in questi mesi del giovane Allevi e che non riesce a tenermi testa come invece fa Alice.
<< Ehm non lo so! Non la sento da ieri, ma fossi in te non mi preoccuperei! Alice è normale che sparisca in questi giorni! Se non ti risponde al telefono non lo fa perché è arrabbiata con te! È normale,lo fa sempre in questo periodo!>> Risponde leggermente a disagio ed io non capisco il senso delle sue parole.
<< Che cosa? Normale? Cosa sai ? che cosa non mi vuoi rivelare?>> Gli chiedo avvicinandomi pericolosamente a lui.
<< Non posso dirtelo! Per quanto tu mi faccia paura, Alice mi terrorizza, sarebbe capace di sfasciarmi le macchine fotografiche! Mi spiace!>> Detto ciò recupera il suo giubbotto in pelle e fugge via.
<< Io non so nulla!>> Si affretta a dire Lara.
<< Pure io!>> Aggiunge Paolone, li incenerisco con lo sguardo e ritorno nel mio ufficio con l’umore peggiorato.
Al limite dell’esasperazione alle undici e mezzo passate chiamo Calligaris per chiederli un favore.
” Conforti, che succede?”Mi chiede appena risponde.
<< Ciao Roberto, senti dovrei chiederti un favore,>> lo saluto lasciando in sospeso la frase. Non sono il tipo che chiede favori, tantomeno di questo genere.
” Certo, dimmi pure.”
<< Non riesco a mettermi in contatto con Alice da questa mattina, potresti far localizzare il suo telefonino? Il fratello non sa nulla!>> Gli chiedo arrendendomi alla necessità della situazione.
” Certo, dammi qualche minuto! Chiedo e ti faccio sapere subito.”
<< Grazie!>> Affermo grato e chiudo la chiamata e guardo il divano presente nel mio studio e rilascio un sospiro mentre ripenso alla prima volta che l’abbiamo fatto su quel divano. E poi la mia mente salta al momento in cui mi sono ritrovato Alice all’aeroporto e mi ha impedito di fare la più grande cazzata della mia vita ossia lasciarla e partire. Per fortuna è arrivata in tempo! Il mio telefonino suona e mi riporta alla realtà.
<< Roberto, sai dove posso trovarla?>> Gli chiedo alzandomi ed inizio a levarmi il camice per andare alla ricerca della piccola detective.
” Oh, si! Ho fatto localizzare il telefono di Alice e da quanto mi hanno detto si sta avvicinando all’istituto di Medicina legale, Claudio! ” Smette di parlare e sento la voce di Visone in sottofondo, ma non capisco le sue parole. ” Si, è vicino all’istituto, Claudio! Quindi puoi stare tranquillo!”
Certo, tranquillo! Come no! Ora Alice mi sente!
<< Grazie Roberto! E scusa il disturbo!>> Gli dico cercando di tenere a freno il nervoso e la rabbia che provo.
<< Figurati, fammi sapere se arriva in istituto! E Claudio non incazzarti con lei, Alice è strana da qualche giorno! Sembra persa in ricordi spiacevoli!>> Mi dice cercando di mitigare la mia sfuriata.
<< Grazie! Ci sentiamo, Roberto!>> Senza attendere oltre interrompo la chiamata ed esco fuori dall’ufficio e mi apposto all’ingresso e dopo qualche minuto la mia Allieva fa il suo ingresso nel tempio della medicina legale. Cammina senza guardare dove mette i piedi e finisce con lo sbattermi addosso, faccio in tempo a catturare la sua vita con le mie braccia e senza dire una parola la porto nel mio ufficio per poter parlare da soli.
<< Si può sapere dove diavolo eri finita? E perché cazzo non ti sei fatta sentire? Un messaggio, Alice, un messaggio potevi inviarlo!>> Gli dico con rabbia dando voce alla preoccupazione che ho avvertito per tutto questo tempo. Lei non parla, tiene la testa abbassata e gli occhi chiusi, la sento tremare. Smetto di parlare perché penso di averla spaventata con il mio tono.
<< Alice, scusa non dovevo usare quel tono! Ero preoccupato!>> Gli dico con sincerità e lei dopo un po’ solleva la testa e mi guarda con i suoi occhi scuri, che sono arrossati e lucidi e noto le lacrime bagnarle il viso,
<< Alice,>> comincio a dire spaventato dalla sua reazione. Lei scoppia a piangere e nasconde il viso nel mio petto. La stringo a me, mentre mi chiedo se qualcuno non le abbia fatto del male in queste ore. << Ti hanno fatto del male? Qualcuno ti ha molestata? Aggredita? Hanno allungato le mani? Hanno tentato di farti qualcosa? >> Le chiedo aumentando la presa i torno al suo corpo. Lei nega con la testa per ogni singola domanda che le ho fatto. Rilascio un sospiro di sollievo e cammino fino al divano, dove mi siedo con lei in braccio. Alice nasconde il viso tra la mia spalle ed il collo, continua a piangere per non so quanto tempo e poi dopo un po’ smette di piangere.
<< Alice, che è successo? >> Le chiedo dopo che si è calmata.
<< Non mi ha fatto del male nessuno oggi, Cla!Possiamo non parlarne per favore? Almeno per qualche ora!>> Mi risponde lei guardandomi con i suoi occhi da cerbiatto. Annuisco e visto le poche ore lavorative decido di tornare a casa con Alice.
<< Va bene, però andiamo a casa e dopo mi spieghi! Avverto la direttrice!>> Le dico e prima che possa ribattere recupero il telefonino e chiamo la Manes, la quale mi dice di non preoccuparmi e di occuparmi di Alice.


Cosa ti è successo Alice? Non farci preoccupare….
Mi piace questo capitolo, non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo
Cercherò di accontentarti presto 😊