
Speciale Halloween di San Valentino ed un cuore spezzato?
• La festa di Halloween del passato
Alice’s Pov
Sono seduta sul letto della mia stanza da letto a casa di nonna Amalia mentre la mia migliore amica mi parla di una festa di Halloween a cui vorrebbe andare.
<< E dai Alice, sarà fantastico!>> Esclama la mia migliore amica con un tono di voce entusiasta.
<< Non mi va di andare ad una festa,>> le dico per l’ennesima volta.
<< Pensi che restando chiusa in casa di Amalia quel bastardo del tuo ex venga qui a chiederti scusa? >> Mi domanda lei con un tono di voce sarcastico.
<< Lo so che non farà nulla del genere, ma non mi va di andare ad una festa di Halloween piena di liceali,>> dico con un sospiro per poi sdraiarmi sul letto di peso.
<< Liceali? Credi che sia una festa di liceali, io punto ad un nuovo territorio di caccia,>> mi dice la mia amica attirando la mia attenzione.
<< Ho paura quando il tuo sguardo si illumina così,>> le dico con molta sincerità.
<< Ci divertiremo,>> si limita a dire lei con un sorriso che non promette niente di buono.
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Guardo la folla che sta aspettando di entrare dentro questo locale che non conosco e che si trova a Roma.
<< Secondo me è una pessima idea,>> dico alla mia amica guardando le bellissime ragazze che stanno aspettando per entrare ed i loro costumi di halloween,<< guardali si metteranno a ridere quando capiranno che siamo due liceali!>>
<< Sei esagerata e non lo capiranno grazie a queste,>> mi dice la mia amica vestita da vampira sexy estraendo dalla borsetta a tracolla -perfettamente in tinta col vestito e col mantello- due maschere da indossare per celare il viso,<< la maschera nera è la mia mentre quella blu è la tua e si abbina perfettamente alla decorazione dell’abito che ha realizzato Amalia.>> Nel dire ciò indica il mio costume da Belle di “La bella e la bestia”.
<< Tu e mia nonna siete pericolose,>> le dico perché a mia insaputa queste due hanno organizzato tutto nei minimi particolari e hanno pure trovato una degna sistemazione qui a Roma per trascorrere la notte.
<< Tua nonna doveva essere una forza quando era ragazza,>> mi dice lei con entusiasmo ed io sorrido perché la nonna mi ha raccontato alcune sue avventure da giovane mentre il nonno scuoteva la testa.
<< Lo era e nonno Claudio può confermartelo,>> le dico ripensando a tutte le volte che nonno Claudio aggiunge dei dettagli a cosa combinava nonna Amalia da giovane.
<< Mi devo fare raccontare qualcosa, ma ora indossiamo queste ed entriamo!>> Afferma lei con un tono che non ammette repliche.
<< Visto che siamo qui entriamo,>> dico sistemandomi la maschera sugli occhi per poi fissare i nastri sulla nuca.
<< Ora riconosco la mia migliore amica!>> Afferma lei con entusiasmo per poi indossare pure lei la maschera
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Claudio’s Pov
Sono in un angolo del locale mentre bevo un bicchiere di whisky.
<< Coraggio fratellino, su la vita!>> Afferma mio fratello arrivando all’improvviso e dandomi una pacca sulla spalla per poi sistemarsi davanti a me.
<< Ti rendi conto di come mi hai fatto conciare?>> Gli chiedo indicando con il bicchiere il costume che indosso per colpa di mio fratello Giacomo.
<< Quanto sei permaloso!>> Esclama mio fratello maggiore.
<< Chiedevano un costume per partecipare a questa festa di Halloween e quello è l’unico che ho trovato,>> aggiunge lui difendendosi.
<< Ti rendi conto che ho delle corna in testa?>> Gli chiedo parlando con un tono di finta calma.
<< Nessuno può riconoscerti con quella maschera che ti copre gli occhi,>> mi risponde lui per poi guardare un punto alle mie spalle,<< e poi sembra che sia appena arrivata la tua Bella.>>
Nel dire ciò mi indica un punto alle mie spalle, mi volto e vedo una ragazza con i capelli castani semi raccolti che indossa un vestito lungo giallo parlare con una ragazza travestita da vampira.
<< Vedi è tutto sistemato lei è la Bella e tu sei la bestia: La bella e la bestia! Bene ora vado a ballare!>> Detto ciò si allontana da me di qualche passo per poi tornare indietro.
<< Se fossi in te l’ha raggiungerei,>> mi dice facendomi l’occhiolino per poi allontanarsi senza darmi il tempo di rispondere o minacciarlo.
Mi giro e non vedo più la ragazza in giallo. Appoggio il bicchiere che tenevo in mano e mi incammino verso l’esterno stufo di stare circondato da questa massa di gente mascherata. Colgo la Wally che parla con il Supremo e la sua nuova moglie mentre passo poco distante dal divano in cui tutti e tre si sono accomodati.
Finalmente riesco ad uscire fuori, faccio un paio di passi e vedo la ragazza in giallo seduta sul dondolo che guarda la luna nel cielo.
<< Nelle migliori notti si possono vedere le varie costellazioni!>> Esclamo all’improvviso rompendo il silenzio che vigeva e finisco per fare sobbalzare la ragazza.
<< Ciò che ti impedisce di vedere qui le costellazioni sono le luci della città che interferiscono,>> mi risponde lei senza alzarsi e con un tono di voce di sfida.
<< Quindi deduco che tu non sia di qui misteriosa ragazza in giallo,>> controbatto avvicinandomi a lei, che mi guarda ancora per qualche secondo per poi risollevare lo sguardo verso il cielo.
<< Forse si, forse no,>> mi risponde lei in modo enigmatico tornando a guardarmi.
<< E da dove provieni? Sei una principessa fuggita dal mondo Disney?>> Le chiedo in modo provocatorio sorridendo in modo accattivante ed affascinante.
<< È una tattica che funziona di solito? Adulare la ragazza, darle della principessa funziona come tattica?>> Mi chiede lei cogliendomi alla sprovvista.
<< Un gentiluomo non svela mai i dettagli delle sue imprese,>> dico senza rispondere realmente alle sue domande.
La ragazza mi osserva in silenzio con attenzione e nonostante le poche luci riesco a sentirmi il suo sguardo addosso.
<< Deduco che la risposta sia positiva,>> mi dice lei levandosi una scarpa e poi l’altra,<< mi ha fatto piacere incontrare il coprotagonista della mia favola.>>
Detto ciò si alza ed inizia ad avviarsi verso il giardino.
<< Dove vai? La festa è dentro,>> le dico afferrandola per un braccio bloccando il suo avanzare.
<< Non sarei di grande compagnia,>> mi risponde lei liberandosi della mia presa con un gesto,<< quindi mio misterioso uomo direi che possiamo salutarci.>>
<< Eccoti!>> Esclama qualcuno all’improvviso arrivando di corsa.
<< Che è successo domanda la ragazza in giallo alla tizia mascherata da vampira.
<< Ho conosciuto un tizio, insomma per fartela breve vado da lui però,>> le risponde l’amica con un sorriso malizioso.
<< Ho capito ti copro io! Vai e stai attenta, ti lascio le chiavi nel posto concordato,>> le dice la misteriosa Belle con un tono quasi scontato.
<< Grazie, grazie sei la migliore!>> Afferma la vampira abbracciandola con forza.
<< E tu come pensi di tornare? Prenderai un taxi vero?>> Le chiede poi osservandola con attenzione e la ragazza in giallo sorride in modo innocente.
<< Non puoi andartene in giro per la città a piedi, conoscendoti rischi di perderti,>> la sgrida la vampira e la signora in giallo sbuffa.
<< Quante storie per un paio di passi da fare di notte,>> borbotta quella tenendo sempre le scarpe in mano.
<< L’accompagno io, non lascio andare in giro per le strade una fanciulla indifesa,>> dico sorridendo ad entrambe le sconosciute.
<< Vedi ? È perfetto, io vado. Ci sentiamo,>> risponde l’amica per poi allontanarsi.
<< Aspetta,>> risponde la ragazza in giallo ma è troppo tardi per poter bloccare l’altra ragazza.
<< Vuoi tornare dentro?>> Le chiedo una volta che siamo rimasti da soli.
<< No, penso che andrò via,>> dice lei guardandosi in giro come se stesse cercando qualcosa.
<< Ti serve una mano?>> Le chiedo curioso.
<< No,>> dice inchinandosi per poi appoggiare le scarpe a terra.
<< Ti aiuto io, appoggiati al mio braccio per sostenerti!>> Le dico offrendole il braccio e visto la sua ritrosia ad accettarlo procedo con il passarle un braccio intorno alla vita e faccio in modo che la sua mano finisca appoggiata sul mio torace.
<< Non c’è bisogno,>> mi dice lei e visto la nostra vicinanza riesco a cogliere il rossore che le colora le guance.
<< A me pare di sì,>> ribatto senza mollare la presa.
<< Faccio veloce,>> dice lei per poi calzare prima una scarpa e poi l’altra. Per poi abbassarsi e sistemare i cinturini delle scarpe alle caviglie.
<< Bene, grazie per l’aiuto,>> dice lei staccandosi dal mio corpo.
<< Ho promesso alla tua amica di accompagnarti a casa,>> le ricordo mentre lei si sistema bene la gonna del vestito.
<< In realtà dove andrò non è casa mia, ma è solo una sistemazione per questa notte a Roma,>> mi risponde lei estraendo da una tasca della gonna del vestito una specie di foulard bianco.
<< Quindi non sei di Roma,>> dico osservandola con attenzione mentre lei si sistema quel pezzo di stoffa sulle spalle tipo leggero scialle.
<< Fai troppe domande,>> mi risponde lei finendosi di sistemare il foulard.
<< Hai qualcosa da nascondere?>> Le chiedo ironicamente.
<< Può darsi,>> mi risponde lei in modo enigmatico e senza aspettarmi esce fuori dal locale passando per il cortile.
<< Vuoi prendere un taxi?>> Le chiedo una volta che l’ho raggiunta all’esterno del locale e lei sobbalza.
<< Vuoi farmi prendere un colpo?>> Mi chiede lei portandosi una mano sul cuore perché era persa tra i suoi pensieri.
<< Sono un medico, sarei in grado di rianimarti,>> le rispondo con un tono arrogante e lei alza un sopracciglio in modo scettico.
<< Sono davvero un medico, ho 26 anni,>> le dico e sto per aggiungere altro ma lei mi blocca con la mano.
<< Va bene ti credo. E quindi sei più grande di me di dieci anni. Credevo che fossi più vecchio,>> ribatte lei con un tono di voce birichino mentre io osservo il suo corpo da adolescente.
<< Hai sedici anni? E che accidenti ci facevi ad una festa del genere?>> Le chiedo sconvolto e lei sbuffa.
<< Avrò anche sedici anni ma so cavarmela benissimo da sola. Sappi che ho girato il mondo per partecipare alle gare di pattinaggio,>> ribatte lei con un tono irritato.
<< Paesi o palestre? Perché c’è una grossa differenza o non lo sai ragazzina?>> Le chiedo con un tono di voce sarcastico che la fa scattare avanti ed alza il braccio come se volesse colpirmi ma io sono più veloce e riesco ad intercettare il suo braccio.
<< Ferma! Ti accompagno, non posso farti andare via da sola,>> le dico mentre con la coda dell’occhio vedo un gruppo di ragazzi che stanno fissando la ragazza in giallo e la trascino verso la mia auto ché è parcheggiata qui accanto.
<< Io non ci salgo nella tua auto,>> mi dice lei fermandosi e senza voler muoversi di un passo,<< non salgo in macchina con uno sconosciuto.>>
<< Bene. Se ti dico il mio nome?>> Le chiedo scrutandola ma lei scuote la testa.
<< No, non voglio sapere il tuo nome e non ti dirò il mio ma puoi accompagnarmi a piedi sempre che tu non sia troppo stanco per fare quattro passi,>> mi dice lei con un tono che sa chiaramente di sfida.
<< Stanco io? Ti faccio io da Cicerone piccola ragazzina in giallo! Andiamo!>> Esclamo per poi prenderla a braccetto ed inizio a camminare tenendola a braccio.
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<< Non ci credo! Davvero non hai mai fatto il bagno nudo al mare?>> Mi chiede lei mentre stiamo passeggiando nel cuore della notte con ancora le maschere che celano i nostri visi.
<< No, perché tu ragazzina l’hai fatto?>> Le chiedo io convinto che stia beffando.
<< Si a Capri ed è rigenerante,>> risponde lei con un sorrisetto per poi scoppiare a ridere,<< dovresti vedere la tua espressione!>>
<< Piccola impertinente, >> comincio a dire e lei si stacca da me e sempre ridendo comincia a correre nonostante i tacchi.
<< Tanto ti prendo!>> Affermo ricorrendola. Corriamo così per non so quanto tempo fino a quando lei non si ferma all’improvviso.
<< Ti sei stancata?>> Le chiedo raggiungendola.
<< Non lo senti? Il profumo di dolci appena sfornati,>> dice lei guardandosi attorno,<< viene da lì. Io ho fame! Bussiamo ? >>
<< Vuoi davvero bussare alla porta della pasticceria?>> Le chiedo incredulo e lei annuisce.
<< Busso io,>> le dico cedendo alla sua fame,<< ma guarda te cosa mi tocca fare.>>
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<< Eccomi!>> Affermo appena rimetto piede sulla strada principale ritrovo la mia compagna di questa stravagante nottata seduta su una panchina sotto la luce di un lampione.
<< Che hai preso?>> Mi chiede lei scrutando con attenzione il sacchetto che tengo in mano.
<< Questi!>> Affermo estraendo dal sacchetto il dolce.
<< I maritozzi!>> Afferma la giovane ragazza con un tono di voce felice.
<< Tieni, questo è per te!>> Le dico passandole il maritozzo che lei afferra e mi sorride felice con un sorriso gigante.
<< Grazie mille! Li adoro!>> Esclama per poi dare un morso al dolce.
Recupero il dolce per me e quando torno a guardarla sorrido divertito.
<< Che c’è?>> Mi chiede lei sollevando il viso dal dolce.
Invece di risponderle mi avvicino e le bacio l’angolo delle labbra che è sporco di panna e poi sposto le labbra sulle sue che sanno di panna.
<< Sono davvero buone,>> le dico appena mi stacco dalle sue labbra e nonostante la maschera riesco a cogliere l’incredulità nel suo sguardo.
<< Mi hai baciata!>> Afferma lei portandosi una mano sulle labbra.
<< Si!>> Affermo osservandola con il desiderio di baciarla nuovamente.
<< Perché?>> Mi chiede lei con un tono di voce incredulo.
<< Ci deve essere per forza un motivo?>> Rispondo con una domanda alla sua domanda.
<< Si, ma non credo che sia importante visto che non ci conosciamo e dubito che dopo stanotte ci rivedremo,>> mi risponde lei sollevando il maritozzo ed avvicinandolo alle sue labbra,<< anche perché io non vivo qui.>>
<< E davvero non vuoi dirmi il tuo nome? O sapere il mio?>> Le chiedo con poca convinzione. Lei alza le spalle ed inizia a camminare.
<< No,>> mi dice lei senza smettere di camminare.
<< Non ti credo,>> le dico seguendola mentre lei continua ad avanzare lentamente e con una grazia innata.
<< Puoi anche non credermi,>> mi risponde lei con un sorriso birichino.
<< Ho difficoltà a crederti,>> ammetto con uno sbuffo che le strappa una risata.
<< Ho capito quindi il bacio di prima era la dimostrazione del latin lover,>> mi dice lei andando dritto al segno,<< sei fortunato perché grazie al maritozzo che mi hai regalato è impossibile arrabbiarmi. Non posso arrabbiarmi con chi mi regala un dolce così buono!>>
E come dimostrazione dà un morso al dolce.
Riprendiamo a camminare fianco a fianco in silenzio troppo immersi nel gustare i dolci che stringiamo tra le mani.
Ad un certo punto quando arriviamo nei pressi di Piazza di Spagna lei si ferma e quando mi guarda scoppia a ridere.
<< Che c’è?>> Le chiedo senza capire il motivo della sua risata. Lei scuote la testa ed estrae dalla tasca della sua gonna un fazzoletto.
<< Sei sporco di panna,>> mi dice lei sollevandosi in punta di piedi per poi iniziare a pulirmi il viso col suo fazzoletto ed io da carogna quale sono approfitto della situazione per stringerla a me e baciarla nuovamente. Lei cede e ricambia il bacio con la mia stessa passione ed entusiasmo.
<< Devo andare,>> mi dice appena le nostre labbra si separano,<< è tardi. Sono arrivata e non c’è bisogno che tu mi accompagni fino al portone.>>
<< Se è questo che vuoi,>> mi limito a dire senza riuscire a trovare altro.
La ragazza annuisce e si stacca da me.
<< Allora ciao,>> mi dice lei facendo un passo indietro.
<< Ciao,>> le dico mentre lei si volta raggiunge la scalinata di piazza di Spagna ed inizia a scendere la lunga scalinata.
La seguo per accertarmi che non le succeda niente e lei quando scende l’ultimo gradino si gira, mi sorride e mi saluta con la mano. Ricambio il saluto e poi lei entra nella casa che è attaccata alla scalinata.
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Non so cosa ci faccio qui ma voglio rivedere la ragazza sconosciuta, così ora mi ritrovo in piazza di Spagna con in mano il fazzoletto di stoffa della sconosciuta da usare come scusa per rivederla.
Mi guardo intorno ed osservo il palazzo dove è entrata la ragazza in giallo ieri notte.
Non c’è nessun nome scritto nel citofono, premo il tastino del citofono ed aspetto poco tempo visto che il portone viene aperto e sbuca una signora di una certa età.
<< Cosa desidera?>> Mi chiede la signora con un tono gentile.
<< Buonasera signora, scusi il disturbo ma volevo restituire una cosa alla ragazza che è entrata qui ieri notte,>> le dico sfoggiando il mio tono più rassicurante ed affascinante.
<< Oh. Mi spiace ma la signorina ed i suoi nonni sono già partiti,>> mi risponde lei con una voce dispiaciuta,<< se vuole può darlo a me ed il mio padrone potrà farlo riavere alla sua ospite.>>
<< Il signore non è in casa?>> Chiedo mantenendo un tono pacato.
<< Oh no. Non vive qui, questa casa è disabitata da quando il fratello della mia povera defunta signora è defunto. Vuole lasciare un messaggio?>> Mi propone la signora ed io capisco che non ho la possibilità di rintracciare la ragazza sconosciuta con cui ho passato la notte più bella e piacevole della mia vita.
<< No, non fa niente. Arrivederci!>> Le dico per poi allontanarmi da lei e raggiungere la fontana. Tiro fuori il fazzoletto di stoffa, lo apro e vedo Bianconiglio ricamato ed una A.
Della sconosciuta mi resta solo il ricordo dei nostri baci e questo fazzoletto.
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• Halloween del Presente -> il primo Halloween di Alice come specializzanda di medicina legale
Alice’s Pov
Sono in istituto come ogni giorno e mi sto dedicando all’ennesima ricerca che la Wally mi ha affidato.
<< Allora noi andiamo!>> Afferma Lara alzandosi dalla sua sedia per poi togliersi il camice e viene imitata da Paolone.
<< Quindi tu davvero non verrai?>> Mi chiede Lara mentre recupera la sua giacca dall’attaccapanni.
Annuisco mentre osservo la mia amica indossare la giacca.
<< Ti perderai la festa del nostro amato istituto?>> Mi chiede lei con poca convinzione.
<< Ho due figli da recuperare da una festa a cui dovrò partecipare anche un minimo,>> le rispondo per l’ennesima volta e ripenso ai miei bambini che sono felici all’idea di potersi mascherare.
<< Sacrofano preferisci una festa di bambini a me?>> Mi sento chiedere all’improvviso da una voce che ho imparato a riconoscere ormai.
<< In realtà quando ti comporti così sembri pure tu un bambino,>> gli dico con un tono impertinente e le mie parole suscitano le risate dei miei due amici.
<< Voi due non stavate andando via? Allora andate almeno che non volete trascorrere la notte con i cadaveri in stato di putrefazione!>> Afferma CC usando un tono irritato e pauroso che fa scappare i miei amici a gambe levate.
<<A domani!>> Esclamano in coro quando sono già fuori dalla stanza degli specializzandi.
<< Non credi di esagerare con le minacce,>> gli dico mentre riporto lo sguardo sul monitor del.computer.
<< No, visto che a quanto pare con te non funzionano,>> mi risponde lui ed io faccio spallucce senza distogliere lo sguardo dal computer.
<< Mamma!>> Esclamano contemporaneamente due voci che saprei riconoscere tra mille.
Mi volto e vedo sulla soglia i miei figli insieme alla Wally e a mio fratello.
<< Angela, Claudio che ci fate qui?>> Domando alzandomi e velocemente mi avvicino a loro.
<< Ho accompagnato i bambini alla festa come mi avevi detto ma una volta arrivati abbiamo scoperto che la festa è stata annullata,>> mi spiega mio fratello rispondendo al posto dei miei figli.
<< E perché?>> Chiedo cercando di capirci qualcosa in più.
<< Il bambino che organizzava la festa ha la febbre,>> mi risponde sempre mio fratello ed io osservo i miei figli tristi con indosso i loro vestiti.
<< Sapete che cosa facciamo? Andiamo a fare dolcetto e scherzetto a Sacrofano, vi va?>> Chiedo ad entrambi abbassandomi alla loro altezza.
<< Io volevo andare ad una festa col mio vestito da principessa,>> mi risponde mia figlia con un tono di voce triste.
<< Pure io volevo andare alla festa,>> s’intromette mio figlio usando lo stesso tono triste.
<< Lo so bambini ma gli inconvenienti possono succedere e le feste possono essere annullate,>> gli dico con dolcezza cercando di fargli capire la situazione e le mie pesti annuiscono.
<< Dottoressa Allevi potrebbe venire con i suoi figli alla festa del nostro Istituto che si terrà stasera,>> mi propone la Boschi all’improvviso attirando l’attenzione dei miei figli.
<< Davvero possiamo venire?>> Chiedono in coro le due pesti e la Boschi annuisce.
<< Certo bambini, sempre che la dottoressa Allevi sia d’accordo,>> gli risponde la terribile Wally passando la parola alla sottoscritta.
<< Mamma possiamo andare? Ti prego!>> Affermano in coro sfoggiando i loro sguardi da cuccioli a cui non riesco dire di no.
<< Va bene, ci andiamo,>> rispondo cedendo alla loro richiesta.
<< Evviva!>> Affermano in coro le due pesti strappandomi un sorriso.
<< Bene allora ci vediamo più tardi,>> dice la Wally accarezzando una guancia di entrambi i miei figli per poi girarsi e guardarmi,<< dottoressa Allevi mi raccomando il vestito. È necessario un costume per partecipare alla festa.>>
<< E dove lo trovo un vestito per halloween con così poco preavviso?>> Mi ritrovo a chiedermi appena la Wally si è allontanata.
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Claudio’s Pov
Sono alla festa di Halloween organizzata dal Supremo.
Mi guardo in giro e vedo che ci sono tutti i vari specializzandi tranne Alice.
<< Claudio come stai?>> Mi chiede Anceschi sistemandosi accanto a me con addosso un camice.
<< Bene grazie. E tu come stai?>> Gli chiedo osservando il mio collega.
<<Bene ora che sono lontano da mia suocera,>> mi risponde Giorgio e sto per replicare ma vengo preceduto da un tornando in tulle che mi salta in braccio.
<< Angela,>> le dico rafforzando la presa sul suo corpo per evitare che caschi a terra,<< dove sono tuo fratello e tua madre?>>
<< Ciao,>> mi risponde lei con un sorriso furbo.
<< Angela,>> le dico usando un tono di voce serio.
<< Mamma sta parlando con Lara mentre Claudio è qui,>> mi risponde lei indicando il fratello che sta arrivando.
<< Benvenuti,>> gli dice Giorgio che ha osservato la scena.
<< Ciao Giorgio!>> Esclamano in coro le due pesti.
<< Avete davvero dei bellissimi costumi, anche la mamma si è mascherata?>> Chiede il mio collega e le due pesti annuiscono.
<< Si eccola! >> Esclama Angela indicando la figura della mia allieva. Seguo la direzione indicata e manca poco che faccia cadere a terra la bambina per la sorpresa.
Alice è vestita da Belle di “La Bella e la bestia” !
È la stessa ragazza sconosciuta con cui tanti anni fa ho trascorso la notte di Halloween passeggiando per Roma, la sola differenza è che all’epoca indossava una maschera sul viso.
Alice avanza e saluta e sorride a tutti quelli che incrocia lungo la sua strada.
<< Buonasera Claudio, professor Anceschi,>> ci saluta in modo educato come è solita fare.
<< Alice il ritardo ti fa sembrare ancora più meravigliosa,>> le dice Anceschi con un tono di voce Paternò.
<< Grazie. E mi scuso per il ritardo ma abbiamo portato i fiori in cimitero a Davide e ai nonni,>> dice Alice con un tono di voce tremolante.
<< Non preoccuparti. Sei in perfetto orario!>> Afferma Anceschi sfiorandole una guancia come se Alice fosse una figlia.
<< Così anche papà ha potuto vedermi vestita da principessa!>> Afferma la piccoletta che tengo ancora tra le braccia.
<< E a me da Batman!>> Esclama il figlio di Alice.
<< Va bene bambini cosa dite di cercare l’angolo del cibo? Non volevate mangiare qualcosa?>> Chiede Sacrofano ad entrambe le pesti.
<< Si,>> ribatte Claudio per poi tirare leggermente un lembo della gonna della sorella.
<< Scendo,>> si limita a dire la bambina ed io mi abbasso per poterla mettere a terra.
<< Vi accompagno io, visto che ho fame pure io!>> Afferma Anceschi rivolgendosi ai bambini e mi si avvicina per un secondo.
<< Chiudi la bocca Claudio, altrimenti entrano le bische,>> mi dice a bassa voce il mio collega più anziano per poi allontanarsi lasciandomi da solo con Alice.
Alice si guarda intorno con curiosità.
<< È davvero un bel locale,>> dice interrompendo il silenzio che si era creato.
<< Si, hai ragione,>> mi limito a dire osservandola con attenzione e non riesco a credere di non averla collegata fino a questo momento alla ragazza sconosciuta vestita di giallo.
<< È davvero un bel locale per organizzarci una festa,>> dice lei continuando a guardarsi intorno,<< vengono organizzate altre feste dell’istituto in questo locale?>>
<< Si, sono state organizzate altre feste di Halloween in questo posto. Perché questa domanda?>> Le chiedo curioso di scoprire se pure lei si ricorda di quella notte.
<< Bè tanti anni, in realtà dieci anni fa ho partecipato ad una festa di Halloween in questo stesso locale,>> mi risponde lei con estrema sincerità,<< la cosa assurda è che indossavo questo stesso costume. Etciu!>>
<< Salute,>> le dico mentre osservo i movimenti del suo braccio e della sua mano.
<< Grazie,>> mi risponde lei mentre estrae dalla tasca della donna un fazzoletto in stoffa ed io riconosco il Bianconiglio e la lettera A che vi sono ricamati.
<< È opera di nonna Amalia. Adora personalizzare i fazzoletti di stoffa e a me piace averli con me anche se finisco con l’usare quelli di carta o perderli.
<< Sono particolari,>> mi limito a dire e lei annuisce per poi soffiarsi delicatamente il naso.
<< Raggiungo i miei figli prima che facciano sparire tutti i dolci,>> mi dice lei con un sorriso per poi allontanarsi verso l’angolo del buffet.
Alice Allevi, Sacrofano è la misteriosa ragazza in giallo di Halloween!
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• Halloween del futuro?
Alice’s Pov
Sono al cimitero e sto sistemando i fiori che ho portato per Davide e per i nonni.
<< Ecco così dovrebbe andare,>> dico sollevando da terra in cui ero inginocchiata per poter sistemare tutto con più comodità.
Mi fermo ad osservare la foto di mio marito Davide e nei miei figli riesco a rivedere tante cose di lui nonostante non l’abbiano conosciuto di persona ma solo attraverso le parole ed i racconti.
Il mio momento di osservazione viene interrotto da due braccia che mi circondano la vita.
<< Ho terminato,>> gli dico anticipandolo e ciò gli strappa un sorriso che riesco a percepire visto che il suo viso è attaccato al mio collo.
<< Lo spero perché i bambini sono impazienti di festeggiare,>> mi risponde lui accarezzando la mia pancia anzi pancione,<< come lo è anche qualcun altro. D’altronde da qualcuno avranno pur preso!>>
<< Divertente!>> Borbottò per poi girarmi in modo da poterlo guardare dritto negli occhi.
Mi giro e la scena diventa tutta buia.
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Apro gli occhi di scatto e mi porto automaticamente la mano sulla pancia, che si rivela essere piatta come dovrebbe essere.
Allungo il braccio verso il comodino ed accendo la luce.
La camera da letto è vuota e non ci sono segni della presenza di altri occupanti.
<< Era un sogno,>> mormoro mentre posò lo sguardo sulla mia pancia e muovo la mano per controllarla nuovamente,<< non sono incinta e non c’è nessuno che mi abbracci così.>>
Mi stendo nuovamente e mi copro per non prendere freddo.
<< È tutta colpa della cena organizzata da Paolone a casa sua! >> Borbotto abbassando le palpebre mentre mi raggomitolò in posizione fetale.
<< Mi devo ricordare di non mangiare tutto ciò che cucina la prossima volta,>> mormoro per poi sbadigliare e nel giro di poco ricado tra le braccia di Morfeo.

