Capitolo 6 San Valentino ed un cuore spezzato?
Claudio’s Pov
Esco dal mio ufficio e percorro velocemente il tragitto che mi separa dalla macchinetta del caffè o meglio da quello che spacciano come tale.
Seleziono la bevanda e mi stropiccio gli occhi con la mano.
<< Claudio,>> mi dice qualcuno dandomi una pacca sulla spalla e mi giro e vedo Anceschi e Paul.
<< Tutto bene?>> Mi chiede Anceschi con preoccupazione.
<< Si, è stato un lungo e pesante weekend,>> rispondo sinceramente.
<< Come mai?>> Mi domanda Paul. Sospiro e recupero il bicchierino col caffè dal distributore.
<< È stato un weekend bello pesante,>> mi limito a dire portandomi il bicchierino alle labbra,<< diciamo che mi servirebbero almeno altri cinque di questi per stare sveglio!>>
<< Che è successo?>> Mi domanda Paul usando pure lui un tono preoccupato.
<< Mia madre si è sentita male e ha trascorso quasi tutto il weekend in ospedale,>> gli svelo e sto per aggiungere altro quando vedo entrare mia madre.
<< Mamma!>> Esclamo abbandonando il caffè sul tavolino e mi affretto ad avvicinarmi a lei.
<< Mamma, che ci fai qui? Dovresti riposare!>> Le dico partendo all’attacco e lei sbuffa.
<< Claudio sto bene, ho riposato ieri dopo aver fatto le analisi e ti ho portato i risultati,>> mi dice lei sventolando sotto il mio naso una cartellina.
<< Devi riposare lo stesso,>> le dico afferrando la cartellina dalle sue mani.
<< Mi ha accompagnata tuo padre con l’auto ed è rimasto fuori,>> risponde prontamente mia madre mentre io apro la cartellina ed inizio a leggere gli esiti delle analisi.
<< Sembra tutto nella norma,>> dico sollevando per un secondo lo sguardo dai fogli e vedo mia madre guardare un punto alle mie spalle.
<< Non posso crederci!>> Esclama la donna che mi ha messo al mondo. << È lei!>>
<< Ma lei chi?>> Chiedo confuso.
<< Come chi? La dottoressa che mi ha soccorso!>> Esclama lei guardandomi per un secondo in viso prima di scattare in avanti. Mi giro e vedo mia madre raggiungere Alice che sta ferma mentre legge dei fogli che tiene in mano.
<< Alice?>> Domando incredulo e la specializzanda solleva lo sguardo come se fosse stata strappata del suo mondo di marzapane e sbatte incredula le palpebre e mette a fuoco mia madre, la quale è ormai davanti a lei e le sta afferrando le mani.
<< Signora? Cosa ci fa qui?>> Domanda la piccola detective dando voce alla sua confusione.
<< Sono venuta qui per vedere mio figlio!>> Annuncia mia mamma senza lasciare le mani della mia allieva.
<< Suo figlio?>> Chiede Alice con un tono incerto.
<< Si, mio figlio Claudio,>> risponde prontamente mia madre.
<< Alice ti presento mia madre Elisa ,>> dico avvicinandomi alle due per poi fermarmi al fianco di mia madre,<< mamma ti presento la dottoressa Alice Allevi!>>
<< Lei è la mamma di Claudio?>> Domanda incredula la piccola detective passando lo sguardo da me a mia madre e viceversa.
<< Si, dammi del tu e chiamami solo Elisa. Volevo ringraziarti per avermi soccorso,>> risponde mia madre proprio nell’istante in cui si avvicinano a noi Paul ed Anceschi.
<< Non ho fatto nulla di straordinario,>> ribatte Alice arrossendo lievemente.
<< Invece si cara,>> controbatte alla svelta mia madre,<< mio figlio ed il dottore mi hanno spiegato che il tuo intervento è stato fondamentale.>>
<< Mia madre ha ragione,>> dico intromettendomi nel loro dialogo,<< ho parlato con il dottore al mio arrivo e mi ha spiegato la situazione nei dettagli.>>
<< Sono felice di averti vista e di poterti ringraziare, come lo sarà mio marito Vittorio!>> Esclama mia madre afferrando nuovamente le mani di Alice.
<< Oh ecco…Non c’è bisogno..>> Inizia e dire Alice imbarazzata.
<< Certo che si!>> Ribatte mia madre senza lasciarle le mani. << Mio marito è qui fuori, sai non gli piace entrare in un posto pieno di persone morte! Coraggio vieni con me!>>
Appena finisce la frase la trascina all’esterno ed Alice mi guarda in cerca d’aiuto.
<< È fatta così,>> mi limito a dire facendo spallucce mentre le seguo fuori ed appena usciti vedo mio padre sui gradini che guarda verso il parcheggio.
<< Vittorio!>> Lo chiama mia madre e lui si gira ed appena nota Alice spalanca gli occhi.
<< Ma lei è la dottoressa che ci ha aiutato!>> Esclama mio padre osservando Alice, la quale annuisce.
<< Si chiama Alice Allevi ed è un medico legale come Claudio,>> lo informa mia madre.
<< In realtà sono ancora una specializzanda,>> precisa la piccola detective con un tono leggermente imbarazzato.
<< Sciocchezze, per come mi hai soccorso dovresti già essere abilitata,>> ribatte mia madre con sicurezza.
<< Mamma,>> la sgrido e lei sbuffa.
<<È la verità! È stata bravissima! Come lo sono stati i suoi bambini!>> Afferma energicamente la donna che mi ha messo al mondo.
<< La ringrazio per i complimenti signora Conforti,>> risponde Alice anticipando una risposta da parte del sottoscritto.
<< Non chiamarmi signora, ma Elisa e devi darmi del tu!>> Afferma mia madre guardando con attenzione Alice.
<< Va bene, come vuoi Elisa,>> dice Alice e mamma sorride felice.
<< Potresti venire a pranzo con noi,>> propone mia madre con un tono speranzoso.
<< È gentile, ma non credo di poter accettare,>> risponde la mia allieva con un sorriso.
<< Perché no?>> Ribatte mia madre con un tono triste.
<< Devo finire una ricerca e vorrei terminare buona parte del lavoro entro oggi,>>risponde sinceramente Alice.
<< Oh!>> Si limita a dire mia madre e colgo la sua delusione.
<< Credo che una pausa pranzo possa solo aiutarti,>> s’intromette mio padre con un tono rassicurante lanciandomi un’occhiata di rimprovero.
<< Mio padre ha ragione,>> dico attirando l’attenzione di Alice su di me,<< una pausa può solo farti bene.>>
Alice sta per rispondere ma viene interrotta dalla suoneria del suo cellulare.
<< Scusate,>> dice recuperando il cellulare dalla tasca del camice per poi rispondere,<< pronto Yukino!>>
Alice ascolta ciò che le viene detto in silenzio e con attenzione.
<< Non preoccuparti Yukino. Mi organizzo io in qualche modo,>> dice la mia allieva con un tono dolce e rassicurante,<< ci sentiamo più tardi. Non preoccuparti! Ciao ciao!>>
<< Temo di dover rifiutare il vostro invito,>> dice dopo aver chiuso la chiamata e procede a riporre il cellulare dentro la tasca del camice.
<< Perché?>> Domanda mio padre confuso.
<< Yukino si occupa dei bambini e non può occuparsene per un contrattempo, quindi nella pausa pranzo devo recuperarli da scuola e portarli da mia nonna Amalia a Sacrofano!>> Afferma Alice rispondendo a mio padre, quest’ultimo lancia uno sguardo d’intesa con mia madre.
<< Potresti venire a pranzo insieme a loro e poi lasciarci i bambini quando torni a lavoro,>> le propone mia madre con una luce speranzosa negli occhi.
<< Oh! Io non so cosa dire,>> dice Alice guardandomi per un secondo e colgo la sua incertezza,<< i miei bambini sono impegnativi e vivaci. Non vorrei darvi fastidio.>>
Rido per la sua descrizione ed Alice arrossisce leggermente.
<< Cara abbiamo cresciuto Claudio e suo fratello Giacomo, dubito che possano essere peggio di loro due da bambini ed adolescenti,>> ribatte mia madre con un tono di sarcastico mentre mio padre annuisce.
<< Mamma!>> La sgrido mentre avverto l’imbarazzo avvolgermi ed Alice ride.
<< È la verità tesoro!>> Risponde prontamente mia madre ed io alzò le mani e mi arrendo.
<< Va bene, se i bambini accettano possono restare con voi due,>> nel dire ciò Alice sorride e mia madre per poco non esulta dalla felicità.
~~
Alice è appena andata a recuperare i suoi bambini mentre io ed i miei genitori siamo già seduti in un ristorante poco distante dall’istituto in attesa del loro arrivo, noto mia madre osservarmi ogni tanto.
<< C’è qualcosa che devi chiedermi ?>> Le chiedo dopo l’ennesima occhiata.
<< Nulla tesoro,>> risponde velocemente, troppo velocemente per essere sincera e lancia uno sguardo a papà.
<< Uno dei due vuole sputare il rospo?>> Domando inarcando il sopracciglio.
<< Ecco Alice!>> Annuncia mamma indicando l’entrata della sala da cui spunta Alice con i gemelli.
<< Poi mi spieghi,>> mi limito a dire visto che Alice è ormai a pochi passi dal tavolo.
<< Eccoci qui, bambini loro sono i genitori di Claudio,>> dice Alice appena è accanto a noi,<< si chiamano Elisa e Vittorio!>>
<< Sono felice di poter stare con voi e mi raccomando dateci del tu,>> dice mia mamma con un dolce sorriso.
<< Come stai?>> Domandano in coro i bambini mentre io mi alzo e tiro leggermente indietro le sedie per fare accomodare Alice ed i bambini.
<< Bene, tesori ed è solo grazie a voi due ed alla vostra mamma,>> risponde prontamente mia mamma mentre Angela sì accomoda alla mia destra ed il gemellino si sistema alla destra della sorellina.
<< Prego,>> dico ad Alice tenendo la sedia per lei e lei si siede ed approfitto del momento per sfiorarla.
<< Grazie Claudio,>> dice lei ed avverto il momento in cui sussulta lievemente.
<< Prego,>> mi limito a dire prima di accomodarmi al mio posto ovvero alla sua sinistra.
Il passo trascorre in tranquillità ed in vivacità grazie alle parole dei bambini, i quali sono felici di poter stare con i miei genitori visto che i miei hanno una casa con giardino e munita di altalena.
<<Mamma ti prego possiamo stare con Elisa e Vittorio? Ti prego!>> Le chiede Angela anzi in realtà la sta supplicando.
<< Va bene cuccioli,>> risponde Alice mentre i piccoli quasi saltano dalla gioia,<< ma dovete fare i bravi e dovete fare i compiti per domani ed anche per dopodomani!>>
<< Tutti quanti?>> Domandano in coro le piccole pesti.
<< Tutti quelli di domani e dovete almeno iniziare quelli per dopodomani,>> specifica la ragazza di Sacrofano.
<< Va bene, ma poi parliamo del tema del nostro compleanno!>> Esclama Angela sollevandosi leggerne dalla sedia.
<< Io voglio Frozen conme tema!>> Afferma Angela mettendosi le mani sui fianchi.
<< Io gli astronauti!>> Esclama Claudio junior accigliandosi.
<< Bambini farete una festa in comune quindi deve piacere ad entrambi il tema,>> risponde Alice cercando di fare ragionare le due pesti,<< dovette trovare un tema che piaccia ad entrambi!>>
<< Frozen!>>
<< Astronauti!>> Esclamano i bambini nello stesso momento ed Alice scuote la testa con esasperazione.
<< Facciamo così buttate giù ciascuno i temi che vi piacerebbero e vediamo se troviamo uno uguale in entrambe le liste,>> dice Alice cercando di trovare una soluzione.
Angela incrocia le braccia e mi guarda con attenzione.
<< Possiamo fare una festa con tema le autopsie?>> Chiede alla mamma, la quale si copre gli occhi con la mano per qualche secondo per poi scoprirsi gli occhi.
<< Tesoro forse è un po’ troppo forte per i vostri compagnetti,>> dice Alice cercando di fare ragionare la propria bambina, la quale sbuffa.
<< Sono dei pappamolle quelli,>>ribatte prontamente la bambina sbuffando.
<< Angela!>> La sgrida Alice.
<< È vero!>> Afferma il fratello dando ragione ad Angela.
<< Non è un modo carino per chiamare i vostri compagnetti,>> lì sgrida Alice ed i bambini sbuffano contemporaneamente.
<< Non è una parolaccia quindi possiamo usarla,>> ribatte prontamente la piccola peste.
<< Angela anche se non è una parolaccia non è carina lo stesso quella parola,>> ribatte Alice cercando di spiegare il concetto alla bambina.
<< Ma io devo difendermi,>> controbatte la piccoletta ed Alice sospira e scuote la testa.
<< Mettiamola così allora,>> comincia a dire Alice guardando dritto negli occhi la figlia,<< se scopro che uno di voi due ha usato quella parola per i propri amichetti vi potete scordare il cioccolato e la Nutella fino a Pasqua!>>
I bambini sgranano gli occhi e si girano a guardarsi tra di loro per qualche istante.
<< Ma sono più di tre mesi!>> Esclamano sconvolti ed increduli.
<< Esatto!>> Conferma Alice con un tono vittorioso.
Angela lancia uno sguardo al fratello, il quale annuisce.
<< Va bene! Non ditemi più che sono dei pappamolle Te lo promettiamo anzi giuriamo!>> Afferma la piccola e con la coda dell’occhio vedo che incrocia le dita dei piedi essendosi tolta la scarpina.
Cerco di non ridere per non tradire la piccola peste.
<< Allora mi fido!>> Dice sollevata Alice.
<< Certo mammina che puoi fidarti di noi!>> Esclama fiera la piccola peste ed io mi porto il bicchiere di vino alle labbra per evitare che Alice noti la mia espressione.
<< Finiamo di mangiare allora,>> ribatte Alice e la piccoletta si risiede ed in quel momento squilla il cellulare di Alice, la quale sospira.
<< Scusate,>> dice prima di alzarsi da tavola ed uscire fuori e mentre si allontana sento che parla in francese.
Mio padre chiede qualcosa a Claudio ed Angela continua a mangiare con gusto e sentendosi osservata si volta verso di me.
<< Hai incrociato le dita dei piedi,>> le dico andando dritto al punto e la piccola peste sbuffa.
<< Devo difendermi dai miei compagni, anzi ci dobbiamo difendere,>> ribatte la piccoletta con molta tranquillità e ha le labbra sporche del dolce che sta mangiando.
<< In che senso?>> Chiedo confuso.
<< Tutti quanti loro hanno i genitori, anche se sono separati ma li hanno. Noi abbiamo solo la mamma e ci dobbiamo difendere ed infatti ho fotografato al parco il papà di un mio compagnetti che si baciava con la babysitter del figlio ed al momento opportuno userò la foto,>> dice con un sorrisetto diabolico proprio nel momento in cui sto bevendo e per poco rischio di strozzarmi con l’acqua.
Inizio a tossire sotto lo sguardo dei miei genitori.
<< Claudio tutto bene?>> Mi chiede confusa mia madre ed io faccio un gesto di assenso con la testa.
<< Si mamma, non preoccuparti,>> rispondo e lei annuisce e dice una cosa all’orecchio a mio padre.
<< Angela se lo scopre Alice vi rimette in punizione,>> avverto la piccoletta con un tono serio per farla desistere dal suo intento.
<< Ma quello ci scocvia e vi prende in giro perché abbiamo solo la mamma,>> ribatte piccata la piccoletta ma avverto la tristezza nel tono della sua voce.
<< Ma non puoi ricattarlo,>> ribatto cercando di farla ragionare.
<< E quindi che faccio? Lo picchio col fioretto? >> Mi chiede lei mettendosi le mani sui fianchi.
<< No, finiresti lo stesso in punizione,>> dico cercando una soluzione visto il broncio che mette su.
<< Uffa!>>
<< Fammici pensare e poi vediamo un po’,>> le dico cercando di rassicurarla.
<< Promesso?>> Mi chiede lei con uno sguardo speranzoso.
<< Promesso! Parola di lupetto!>> Le dico e lei finalmente torna a sorridere ed in lei rivedo Alice.
~~
<< Cosa hai promesso ad Angela?>> Domanda Alice dopo aver salutato i miei genitori ed i gemelli.
<< Che intendi dire Sacrofano?>> Le chiedo mentre raggiungiamo la scalinata esterna dell’istituto.
<< Claudio non fare il finto tonto con me, ti ricordo che sono la madre di quelle due adorabili pesti,>> ribatte lei sottolineando le parole adorabili pesti.
<< Nulla di cui ti devi preoccupare,>> rispondo minimizzando la questione.
Alice si ferma e mi osserva con attenzione.
<< Farò finta di crederti allo stesso modo in cui ho fatto finta di non notare Angela incrociare le dita dei piedi,>> ribatte lei cogliendomi alla sprovvista per poi proseguire notando il mio sguardo,<< conosco i miei bambini quindi non devi sorprenderti!>>
Detto ciò riprende a camminare e si avvia verso la scalinata lasciandomi indietro da solo.
~~
Alice’s Pov
<< Quindi i tuoi vivono qui?>> Chiedo a Claudio, il quale ha insistito per guidare la mia automobile perché lui conosceva meglio la strada.
<< Si,>> mi dice parcheggiando fuori da un’abitazione,<< ci siamo trasferiti qui quando ero un bambino.>>
Spegne l’automobile ed io scendo dall’ automobile proprio nel momento in cui il cancello si apre e spuntano i miei bambini.
<< Mamma!>> Esclamano in coro lanciandosi su di me.
<< Ti abbiamo vista arrivare dal terrazzo!>> Afferma mio figlio indicando il terrazzo.
<< C’è l’altalena in giardino!>> Aggiunge entusiasta Angela e poi si gira e si lancia in braccio a Claudio, il quale per fortuna riesce a non cadere.
<< Claudio,>> lo chiama mia figlia passando le braccia intorno al collo di CC.
<< Non lo so ancora piccola koala,>> le risponde il principe della sala settoria.
<< Vi hanno visti arrivare e sono corsi fuori!>> Esclama il padre di Claudio arrivando di corsa.
<< Non si preoccupi signora Vittorio,>> gli dico dando un bacio sulla guancia a mio figlio.
<< Mamma sono grande!>> Protesta mio figlio cercando di svincolarsi.
<< Va bene,>> dico con un sorriso e poi mi volto verso il padre di Claudio,<< si sono comportati bene?>>
<< Si, Alice non ti devi preoccupare! Sono stati bravissimi, hanno fatto i compiti e poi giocato in giardino. E devi darmi del tu!>> Risponde Conforti senior.
<< Coraggio entrate,>> aggiunge mettendosi da parte per farci passare.
<< Grazie,>> dico mentre CC si avvicina e mi posa una mano sulla parte bassa della schiena mentre con l’altro braccio cerca di tenere in braccio mia figlia.
<< Forza entriamo va, prima che arrivi mia madre per trascinarci dentro!>> Dice senza staccare la mano dalla mia schiena, mi schiarisco la voce e faccio un passo avanti cercando di tenere un po’ di distanza da Claudio, il quale ridacchia ed io arrossisco.
La mamma di Claudio ci accoglie felice appena mettiamo piede in casa.
<< Angela e Claudio sono adorabili, mi ero dimenticata di cosa vuol dire avere la casa piena delle risate dei bambini. Sono così intelligenti, vivaci, allegri e gioiosi!>> Afferma Elisa prendendomi a braccetto.
<< Possiamo tenerlo anche domani?>> Mi chiede mentre osserva Claudio che tiene ancora Angela in braccio, mia figlia non dà segni di voler scendere, mentre mio figlio è accanto a lui.
<< Oh ecco, non vorrei fossero un disturbo,>> dico perché non vorrei approfittarmi di loro, anche perché lì conosco a malapena.
<< Ma che disturbo e disturbo! Sono così felice di poter stare con loro e pure mio marito,>> ribatte la signora Conforti,<< e poi è bello vedere CC con in braccio una bambina!>>
Sorrido ad Elisa.
<< Che c’è cara?>> Mi chiede avendo notato il mio sorriso triste.
<< Nulla, solo un po’di tristezza,>> mi limito a dire abbassando lo sguardo e la donna mi posa una mano sul braccio.
<< Mio marito mi ha detto che sei vedova e che i piccoli non hanno conosciuto il loro papà,>> dice la donna accarezzandomi il braccio con dolcezza ed io annuisco.
<< Io non so cosa vuol dire dover affrontare una situazione del genere ma so cosa vuol dire crescere senza un padre,>> mi confida lei e dalla sorpresa sollevò lo sguardo sul suo viso,<< ero piccola quando è morto e ho pochi e vaghi ricordi di lui, ma so che i tuoi bambini non vorrebbero vederti chiuderti per sempre nel dolore. Non fare come mia madre, concediti una nuova possibilità.>>
Scuoto la testa mentre avverto le lacrime salirmi negli occhi perché avrei tanto voluto che mia madre mi dicesse queste parole ma non l’ha mai fatto.
<< Grazie, sei molto gentile e buona,>> dico sollevando una mano per potermi asciugare le lacrime.
<< Sono solo una donna e madre che dà consigli non richiesti,>> dice lei cercando di sdrammatizzare.
Sorrido tra le lacrime.
<< Ed ora sorridi altrimenti i bambini, mio marito e biscotto si preoccupano e poi sei così bella quando sorridi,>> aggiunge accarezzandomi il viso.
<< Biscotto?>> Chiedo perplessa ma con un tono divertito.
<< Si è il soprannome di Claudio, lui lo odia ma io lo adoro e continuò a chiamarlo così!>> Afferma la donna facendo spallucce ed io scoppio a ridere.
Adoro questa donna.

