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Capitolo 10_ Cinquanta sfumature di Bella Swan

Capitolo 10 -Cinquanta sfumature di Bella Swan

 Christian’s Pov

Sono nel corridoio aspettando Bella, la quale si trova a fare una radiografia al braccio come ha voluto Callie che e’ insieme a lei. Mi osservo in giro e ripenso alla faccia di Isabella quando le ho detto che sarei venuto con lei; dopo aver sgranato gli occhi per la sorpresa,mi ha assicurato dicendo che non c’era bisogno e che non è la prima volta che va in ospedale e poi si è arresa e mi ha minacciato che avrebbe guidato lei nel pomeriggio. Si, non sono riuscito a farle cambiare idea sul guidare lei. E nel mentre facevamo colazione, Bella ha iniziato a fare la lista per la spesa e non ho mai comprato da solo neppure la metà dei prodotti presenti nell’ elenco. 

<< Christian, come mai qui?>> Mi chiede Sheperd sbucando davanti a me con passo felpato.

Sto per rispondere ma vengo preceduto.

<< Ha accompagnato la nostra ragazza!>> Esclama Sloan appoggiando una mano sulla spalla del cognato.

<< Ops! Dovevo dire la tua fidanzata!>> Aggiunge notando la mia espressione. 

<< Fidanzata?>> Chiede Derek confuso e mi guarda sospettoso. 

<< Si. Sheperd per giocare con i cervelli il tuo non lo usi molto. Bella! Bella e’ la sua fidanzata. Me l’ha detto Callie prima e l’ha detto pure a Lexie.>> Afferma ghignando. 

<< Lexie mi sentirà! Era con me tutta la mattina e non mi ha detto nulla! Altro che Lexipedia!>>Nel dire ciò scuote la testa e sbuffa. 

<< Ehi,perché il dottore che taglia cervelli si lamenta? Lexie ti ha rubato il bisturi preferito?>> Domanda Karev fermandosi vicino ai suoi colleghi insieme a Jackson e Owen.

<< No, Karev. Perché hai dei palloncini in mano? >> Chiede Sheperd prestando attenzione a cosa stringono le mani del collega. 

<< I bambini vogliono festeggiare la rimozione del gesso di Bella.>> Spiega come se fosse normale e poi si gira a guardarmi. << Congratulazioni amico! Ma se la fai soffrire ti stendo!>> Dice dandomi una pacca sulla spalla. 

<< Lo sapevi pure tu?>> Chiede incredulo Derek.

<< Amico lavoro con Arizona e con sua madre. Ah c’è anche tua nonna in ospedale per il volontariato e sta allestendo la festa con i bambini!>> Mi spiega Karev con tutta calma e con un luccichio di divertimento negli occhi.

<< Non sapevo che venisse oggi!>> Affermo lasciandomi sfuggire uno sbuffo, non vorrei che spaventasse la mia fidanzata. Anche se devo ammettere che sarebbe già dovuta scappare da me per l’altro motivo! Deglutisco a vuoto al pensiero che fugga da me per sempre! 

<< Coraggio Grey!>> Mi dice Mark notando il mio sguardo. Annuisco e sto per replicare ma arrivano Bella e Callie: la prima e’ sollevata e sorride, mentre la seconda parla quasi senza prendere fiato.

<< Ciao ragazzi!>> Esclama felice la mia fidanzata e prende la mano che le porgo e si avvicina a me. 

<< Tutto a posto?>> Le chiedo subito con un tono lievemente ansioso. Bella annuisce e sorride.

<< Si, il mio braccio e’ guarito. Devo fare qualche seduta di fisioterapia.>> Mi risponde facendo una smorfia quando parla della fisioterapia. Le sorrido e mi piego per baciare le sue labbra, e me ne frego delle persone che ci circondano. Bella si lascia baciare e sono costretto ad interrompere il bacio prima che diventi troppo profondo. Come ci stacchiamo si alza un fischio maschile! E Bella, ovviamente, diventa subito rossa. 

<< Siamo felici per voi!>> Esclama il dottor Hunt sorridendo mentre ci guarda. 

<< Si. Era ora! >> Esclama Karev e dà un bacio sulla guancia della mia fidanzata. Io grugnisco come reazione al suo gesto. Karev mi guarda soddisfatto. 

<< Calma Mr Grey!>> Esclama sarcastico guardandomi, ma bel suo sguardo non colgo malizia e neppure una sfida. << Bella e’ come una sorella per me. Per quello che le ho regalato un sacco da boxe! >> Aggiunge per poi alzare bloccarsi e fare un’espressione pentita. << Oh cavolo! Dovevo stare zitto! Jo mi distruggerà appena saprà che ho spifferato.>> La sua frase fa ridere tutti quanti e Bella si rilassa. 

<< Farò finta di non sapere nulla! Grazie fratellone!>> Bella sorride felice e commossa a Karev, il quale si gratta il mento imbarazzato. 

<< Ehi! Anch’io la considero una sorellina. Voglio essere chiamato fratello pure io!>> Esclama Mark lamentandosi come un bambino.

<< Mark potresti essere suo padre, altro che fratello!>> Esclama Sheperd facendo l’occhiolino. 

<< Derek lo stesso vale per te!Abbiamo la stessa età noi due!>> Esclama scocciato Sloan. Bella ride e si appoggia al mio braccio. 

<< Vi considero dei fratelli tutti quanti! E vorrei ringraziarvi per quello che avete fatto per me in queste settimane..>> inizia a dire Bella ma Callie la blocca con un gesto della mano. 

<< Tesoro non abbiamo fatto nulla di speciale. Ed ora fuori dall’ospedale, vai a farti un giro con il tuo fidanzato prima che faccia fuori qualche ragazzo che ti guarda qui. Coraggio!>> Afferma Callie facendo ridere tutti e nel giro di un minuto ci caccia fuori dall’ospedale. Le passo la borsa, che ho tenuto io per tutto il tempo in cui eravamo separati. 

<< Grazie! >> Esclama sistemandosi la borsa sulla spalla destra. Le sorrido e la bacio nel bel mezzo dell’ingresso dell’ospedale. Bella risponde subito al bacio lasciandosi coinvolgere, e prima che diventi troppo profondo mi separo dalle sue labbra. 

<< Sarà meglio andare,>> mormoro ad un soffio dalle sue labbra e mi guardo intorno, ci sono parecchie persone che ci guardano. Bella segue il mio sguardo ed arrossisce. 

<< Si. Sarà meglio uscire!>> Esclama chiaramente imbarazzata. Sorrido e con il braccio destro le circondo le spalle per proteggerla. Usciamo fuori e ci rechiamo nel suo palazzo per recuperare le chiavi della sua automobile, noto Taylor e Sawyer seguirci discretamente. Bella sorride felice e come entriamo nel mio palazzo saluta con un sorriso i due portieri.

<< Non riesco a credere di essere libera dal gesso!>> Esclama appena si aprono le porte dell’ascensore. Sorrido e la conduco all’interno.

<< Invece è vero!>> Le rispondo premendo il tasto del suo piano. 

<< Si,>> inizia a dire e si blocca pensando a qualcosa,<< posso riprendere a correre già da domani mattina. Posso riprendere a fare yoga.Posso riprendere a fare tutte quelle cose che sono abituata a fare e…>> Inizia a dire entusiasta ed inizia a contare con le dita della mano.

<< Vuoi andare a correre domani mattina? >> Chiedo pregustando un’idea da attuare.

<< Si. Devo cercare le scarpe nello scatolone. Anche se sono fuori forma e resisterò poco i primi tempi.>> Sono sul punto di rispondere ma le porte si aprono e Bella mi conduce fuori dall’ascensore. Ci fermiamo davanti alla porta del suo appartamento e Bella inizia a cercare le chiavi di casa, nel mentre guardo il corridoio per controllare. So che tutti gli abitanti del palazzo sono tutti puliti, non hanno commesso crimini ma per sicurezza Sawyer risiede nell’appartamento affianco a quello di Bella, cosi può controllare chi accede al piano prima che qualcuno bussi nell’appartamento della mia fidanzata.

<< Trovate!>> Esclama infilando la chiave nella serratura per poi aprire la porta. << Entra e accomodati.Appoggio la cartella, e recupero la lista e le chiavi dell’automobile.>> Entro dentro ed osservo la cucina dove ci sono dei dolci fatti da Bella. Resto in piedi e osservo la ragazza che si leva il cappotto e resta solo con il cardigan rosso ciliegio e la camicetta bianca che le ho regalato io. Ora che ci faccio caso anche i jeans sono un mio regalo. Sorrido felice di questa scelta e la vedo che appoggia la cartellina sul divano e cerca qualcosa nella libreria vicino alla televisione.

<< Le chiavi devono essere in camera,>> dice correndo nella sua camera da letto. La seguo e mi appoggio con la spalla allo stipite della porta e la guardo mentre cerca le chiavi per tutta la stanza. Guarda anche nei cassetti del mobile della sua postazione per il trucco. Chiude l’ultimo cassettino e aggrotta la fronte e poi spalanca i suoi occhioni color cioccolato.

<< Ma certo! Sono di là!>> Esclama saltando in piedi dalla sedia e si precipita fuori dalla sua camera da letto ed entra nella stanza davanti alla sua. Entro pure io, non sono mai entrato in questa stanza e sono curioso. Appena entro noto che si tratta di una camera da letto, ci sono tutti i mobili ed inoltre ci sono delle valige in un angolo della stanza e alcuni scatoloni aperti dove si nota la presenza di oggetti. Quello che mi colpisce di più e’ la presenza di un violino sul letto e c’è anche un leggio con gli spartiti. E mi ricordo che Bella suona. Mi avvicino e leggo gli spartiti, il primo foglio e’ Il Canon in D di Pachelbel. Vedo Bella immersa ancora nella sua ricerca, cosi leggo anche gli altri spartiti: Salut D’amour di Sir Edward Elgar, Serenade di Schubert, moonlight sonata di Beethoven, e tante altre opere di tanti autori.

<< Trovate!>> Esclama Isabella distogliendomi dallo studio dei suoi spartiti. 

<< Stavo leggendo i tuoi spartiti!>> Le dico appena si avvicina. 

<< Sono ancora una frana. Ho ripreso in mano da poco e devo averli vicini.>> Si ferma un secondo e sfiora il violino con la mano sinistra.<< In realtà non sarebbero neppure miei. Era tutto di nonna e di nonno. Sai nonna suonava divinamente, e quando ha visto che mi piaceva la musica mi ha regalato il suo violino. Era il regalo più prezioso che le aveva fatto il nonno.>> Mi dice persa nei suoi pensieri. 

<< Hai detto che hai ripreso. Perché avevi smesso?>>Le chiedo curioso di conoscerla. 

<< A mamma non piaceva che suonassi il violino, in realtà non le piaceva che condividessi la passione per il violino con la sua ex suocera. Cosi non potei andare più alla scuola di musica ogni giorno. Però Il maestro di violino era un vecchio amico della nonna, cosi mi veniva a trovare oppure andavo io da lui e mi dava lezioni gratis. Mi insegnava gratis e restavo a cena da lui spesso. Ho smesso di suonare quando è morta nonna e poi il maestro andò via dall’Arizona.>> Mi dice lei triste e accarezza il violino. 

<< Perché non lo suoni ora? >> Le chiedo curioso di sentirla. Lei alza la testa e mi guarda come se stesse cercando di capire se sto scherzando o no.

<< Non sto scherzando. Vorrei ascoltarti.>> Mi avvicino e le prendo il viso tra le mani e la guardo dritta negli occhi. 

<< Christian, sono ferma due settimane. Senza contare che ho ripreso da pochi mesi. >> Inizia a dire ma nel suo sguardo riesco a leggere il desiderio di suonare.

<< Coraggio. Solo un piccolo pezzo. Qualche minuto.>> Dico con il tono più dolce e suadente che riesco ad usare. Bella mi guarda e poi guarda di sbieco il violino e poi sorride.

<< Va bene. Ma poi voglio ascoltarti mentre suoni il pianoforte!>> Esclama lei sorridendo. Annuisco e le lascio il viso. Bella si toglie il cardigan e l’appoggia sopra il piumone vicino alla custodia del violino e alle chiavi dell’auto. Mi siedo sul letto e la guardo mentre cerca lo spartito che vuole eseguire, annuisce e posiziona lo spartito. Prende il violino e l’archetto e si posiziona. Chiude gli occhi e prende un grosso respiro e poi inizia a suonare. Riconosco subito la musica. Sta suonando Canon in D maggiore di Pachelbel. Suona senza neppure sollevare le palpebre per un secondo, i suoi occhi restano chiusi per tutta la durata della sua esecuzione. E’ magnifica. Mi chiedo cosa sarebbe potuta diventare se fosse stata seguita adeguatamente nel corso degli anni. Smette di suonare e resta con gli occhi chiusi per qualche istante finché non sente il mio applauso. 

Mi sorride timidamente ed arrossisce. Mi alzo e la bacio, prima dolcemente e poi il bacio diventa più profondo al punto tale che premo la sua schiena contro l’anta dell’armadio. Le infilo la lingua in bocca e cerco la sua, andiamo avanti finché non ci manca il fiato. Come ci stacchiamo lei si appoggia completamente all’anta dell’armadio, io le stringo la vita con le mie mani. 

<< Wow! >> Si lascia scappare appena riprende fiato. Sorrido soddisfatto e sono sul punto di parlare ma vengo preceduto dal mio telefonino che suona. Sbuffo e Bella mi sorride dolcemente. 

<< Grey!>> Rispondo senza controllare chi mi stia chiamando senza staccare gli occhi dalla mia fidanzata. 

<< Sono Ros! Devi passare a firmare dei fogli,serve la tua firma subito!>> Esclama il mio braccio destro senza perdere tempo. 

<< Okay. Passo subito. Dacci il tempo di arrivare,>> dico guardando Bella, la quale inchina lievemente la testa e mi guarda scettica. 

<< Dacci? Intendi tu e Taylor? >> Domanda subito Ros manifestando la sua curiosità. 

<< No,>> inizio a rispondere e sorrido a Bella,<< intendo io e la mia fidanzata!>> 

<< Cristo Santo! Christian se mi stai prendendo in giro..>> Inizia a dire in tono minaccioso. 

<< Arriviamo in poco tempo. A dopo Ros!>> Le rispondo ignorando le sue lamentele.

Bella mi guarda come se mi fosse spuntata una seconda testa.

<< Arriviamo?>> Domanda subito senza perdere tempo. Annuisco e mi avvicino a lei.

<< Si, devo passare in ufficio per dei documenti. E tu vieni con me!>> Esclamo deciso, non intendo perdere questa giornata in sua compagnia.

<< Christian,>> comincia a parlare senza perdere il contatto visivo,<< possiamo vederci di sera. Vai in ufficio tranquillo, io andrò a fare le commissioni che ti avevo detto.>> Le poggio un dito sulle labbra e poi la bacio fino a farle mancare il fiato.

<< Oggi è la mia giornata libera. Passeremo in ufficio cosi firmo quei fogli, ma poi andiamo via. Certo potrei farti fare un giro per la società, magari ti convinco a fare uno stage estivo con me.>> Bella sorride e solleva le braccia per circondarmi il collo nonostante abbia in mano il violino e l’archetto. 

<< Vada per andare nel tuo ufficio. Ma non farò domanda per uno stage presso la tua società.>> Mi risponde lei arricciando il suo nasino. La guardo e non capisco perché non dovrebbe farlo, la mia società e’ tra le più importanti degli Stati Uniti! 

<< Perché no?>> Chiedo cercando di mantenere la calma.

<< Perché non voglio essere considerata una raccomandata, ed entrare mano nella mano con il capo mi farebbe etichettare cosi. E poi vorrei frequentare dei corsi estivi all’università per portarmi avanti, almeno uno. E chiederò a Joe di poter lavorare un giorno in più.>> Mi spiega lei con tutta la tranquillità del mondo.

<< Vuoi frequentare l’università in estate? Non vuoi partire per qualche vacanza?>> Le chiedo incredulo dei suoi programmi. 

<< No, devo lavorare per pagarmi l’università. Ed inoltre non sono abituata ad andare in vacanza. In estate ho sempre lavorato.>> Nel dire ciò solleva le spalle come se non fosse nulla di speciale. Mi ritrovo a riflettere, mi chiedo che intenda con la sua ultima frase visto la sua età. 

<< Bella da che età lavori?>> Le chiedo scrutandola in viso, ho il vago sospetto che la sua risposta non mi piacerà. 

<< Da quando ho quindici anni,>> mi risponde per poi bloccarsi un secondo,<< in realtà quattordici. Avevo iniziato a lavorare in estate al bar prima del mio compleanno.>> Nel dire ciò mi osserva in viso e mi sorride per calmarmi. 

<< Quattordici anni?>> Le chiedo trattenendo a stento la rabbia, penso a Mia che a quell’età usciva con le amiche o andava in vacanza con i nostri genitori. 

<< Si. Ho fatto la cameriera in un bar a Phoenix ed anche la babysitter. Poi come sono arrivata da papà ho ripreso a lavorare in estate, ma in un negozio di attrezzatura sportiva.>> Mi spiega lei persa nei suoi ricordi e mi chiedo perché l’abbia dovuto fare essendo figlia unica. 

<< Perché?>> Le chiedo a bruciapelo. Bella distoglie per un secondo lo sguardo e lo punta lontano.

<< Renee usava i soldi per pagare qualche suo hobby costoso, si dimenticava alcune volte delle bollette. Si dimenticava dei soldi per i miei libri anche, cosi per avere dei soldi per me ho iniziato a lavorare.>> Mi risponde lei riportando il suo sguardo nel mio. Deglutisco e mi chiedo se non l’abbia trascurata anche in altri modi. 

<< Bella,>> inizio a dire e stringo i pugni,<< perché non hai detto nulla a tuo padre?>> Le chiedo cercando di capire perché non ha chiesto aiuto.

<< Non lo so. Papà mi mandava già un bonifico ogni mese per il mio mantenimento, non volevo disturbarlo e poi me la sono cavata. >> Mi risponde lei accennando un triste sorriso. 

<< Bella..>> inizio a dire e mi fermo per trovare le parole adatte. Bella stacca le braccia dal mio collo e si allontana da me e appoggia il suo strumento musicale sul letto insieme all’archetto in un angolo. Mi afferra per una mano e mi fa sedere sul letto e lei resta in piedi tra le mie gambe. 

<< Christian non devi arrabbiarti per questo. Ho imparato ad essere indipendente ed autonoma da presto,>> inizia a dire lei accarezzandomi i capelli, anzi massaggiandomi la cute della nuca. Circondo la sua vita con le braccia e l’attiro verso di me.

<< Bella e’ sbagliato. Ti rendi conto che hai fatto da genitore? Che avresti dovuto avere una vera adolescenza?>> Le chiedo cercando di controllare la mia rabbia. E l’attiro a me e la faccio sedere sulle mie gambe con un solo movimento ed inizio a sfiorarle la schiena con una mano e la pancia con l’altra. Lei chiude gli occhi e si lascia andare alle mie carezze. 

<< Lo so Christian,>> dice aprendo i suoi occhioni,<< ma non sapevo che altro fare. C’è da dire che poi a Forks ho recuperato un pochino. Papà non voleva che lavorassi, voleva che mi ambientassi prima di pensare anche lontanamente al lavoro. E poi ho trovato un lavoro all’inizio dell’estate.>> Annuisco alle sue parole e mi viene da pensare che forse il padre non sia completamente un’idiota ed un’irresponsabile totale come la madre. E questo mi spinge ancor di più a voler conoscerlo e parlarci. 

<< Sarà ma sono dell’avviso che non avresti dovuto lavorare cosi da piccola. E neppure addossarti tante responsabilità!>> Esclamò senza riuscire a trattenere la mia rabbia. Bella mi sorride triste e si abbassa leggermente per baciarmi. Il suo bacio e’ dolce, senza nessuna intenzione maliziosa. Mi bacia come se volesse ringraziare per le mie parole. Chiudo gli occhi per la dolcezza che mi trasmette e li riapro solo quando avverto qualcosa di umido sulla guancia. Li riapro e noto alcune lacrime che stanno scendendo dagli occhi di Bella. Mi stacco dalle sue labbra e lei riapre gli occhi e con la mano sinistra si asciuga velocemente gli occhi.

<< Sto bene Christian!>> Afferma lei sfiorandomi il viso con la mano sinistra mentre la destra continua ad accarezzare i miei capelli. Non sono convinto delle sue parole. 

<< Sul serio! E stavo pensando una cosa,>> dice tentando di spostare l’attenzione. Resto in attesa che continui e la guardo.

<< Porto i libri con me, cosi posso studiare e tu puoi controllare e lavorare con calma e nel mentre io studio un pochino. Mi sistemo in qualche angolo dove non disturbo a nessuno.>> Inizia a dire e solleva le spalle come pronuncia l’ultima frase. 

Conoscendo Ros se mi ha chiamato non sarà solo questione di qualche firma. 

<< Ti sistemi nel mio ufficio e non in un fottuto angolino. E se ti serve qualcosa chiami la mia segretaria per procurartela. >> Dico serio senza possibilità di replica. Bella sbuffa prima di rispondere.

<< Non mi servirà nulla. A parte la presa della corrente per il computer ed una tazza di thè caldo, che posso benissimo procurarmi da sola.>> Mi risponde lei alzando gli occhi al cielo. Mi prudono le mani a causa del suo gesto, ma ignoro la sensazione.

<< Avrai il tuo thè se lo vorrai senza doverti muovere!>> Affermo sicuro di me. Bella scuote la testa con esasperazione e mi sfiora nuovamente le labbra con le sue.

<< Sarà il caso di andare!>> Si alza da me e si rinfila il suo cardigan. Mi alzo pure io e la seguo fuori dalla stanza, mi avvio nella sua cucina e osservo i dolci che ha preparato. C’è una torta al cioccolato e i muffin con gocce di cioccolato. Da quanto ho potuto capire adora il cioccolato e le piace preparare i dolci. Scrivo un messaggio a Taylor per informarlo del cambio di programma e riammiro i dolci, devo ammettere di avere un po’ di fame. 

<< Sono pronta!>> Esclama Bella entrando in cucina con la borsa contenente il suo computer e con  i libri in mano, i quali li sistema all’interno della sua borsa.

<< Possiamo andare!>> Le rispondo lanciando un ultimo sguardo ai dolci. Sguardo che non sfugge a Bella, la quale appoggia le sue cose accanto al cappotto e poi apre uno sportello della cucina e tira fuori una scatola. 

<< Che fai?>> Le chiedo cercando di capire.

<< Ti preparo la torta da portare via. L’ho fatta per te, cosi puoi mangiarla in ufficio nei prossimi giorni!>> Mi risponde con naturalezza e sposta la torta all’interno della scatola.

<< Andiamo! >> Esclama e mi piazza la scatola tra le mani e poi si infila il cappotto e si sistema la borsa e la valigetta contenente il suo computer sulla spalla. Mi apre la porta e in corridoio troviamo Taylor e Sawyer, il primo come ci vede recupera la scatola dalle mie mani.

<< Salve Taylor, salve Sawyer!>> Li saluta allegra Isabella appena chiude a chiave la porta del suo appartamento.

<< Miss Swan!>> Le rispondono in coro le mie guardie. Circondo le spalle della mia fidanzata e ci avviamo verso l’ascensore, le cui porte si aprono appena arriviamo.

<< Hai intenzione di guidare tu? >> Le chiedo appena entriamo dentro l’ascensore insieme a Taylor ed a Sawyer.

<< Si, devo abituarmi a guidare per le strade di Seattle.>> Mi risponde lei chiudendosi i bottoni del suo cappotto. Sbuffo per la sua risposta.

<< Non hai bisogno di guidare. Potresti fare affidamento su Sawyer, lo sai.>> Dico innervosito dalla sua testardaggine e guardo la guardia interessata.

<< Invece si Christian. Non mi serve una guardia del corpo che mi segua nei miei spostamenti. So guidare e difendermi da sola senza nessun problema.>> Ribatte lei guardandomi fieramente, con la coda dell’occhio noto che le mie guardie stanno seguendo attentamente il nostro scambio di battute. Appena le porte dell’ascensore si aprono mi carico sulle spalle la mia fidanzata usando un solo braccio.

<< Christian!>> Urla lei appena realizza il mio gesto. 

<< Signore vuole che guidi io?>> Mi chiede Taylor appena metto fuori dall’ascensore.

<< No, Taylor. Sarà Miss Swan a guidare.>> Dico ignorando i suoi tentativi di liberarsi e rafforzo la presa sul suo corpo.

<< Qual è la tua macchina? >> Le chiedo per metterla in difficoltà.

<< Se mi metti giù cerco le chiavi in borsa!>> Mi risponde lei in modo acido. Sbuffo ma l’accontento e lei mi lancia un occhiataccia. 

<< Sai dovresti andare da solo in ufficio !>> Aggiunge lei avviandosi verso una macchina celeste lì accanto, apre la borsa e tira fuori le chiavi e sblocca le portiere.

<< Taylor, seguiteci con l’altra macchina!E porta in ufficio la scatola!>> Gli ordino avviandomi verso la macchina della mia compagna, la quale sta armeggiando con il navigatore satellitare come entro in auto.

<< Pensavo che avresti chiesto a me,>> le dico chiudendo lo sportello. Lei sbuffa e avvia il motore e poi si allaccia la cintura di sicurezza, mi affretto ad imitarla e poi parte. Resta in silenzio e capisco che si sta concentrando sulla guida, come usciamo dal garage noto che Taylor ci sta seguendo da vicino. 

<< Guidi bene,>> mi ritrovo a dire per rompere il silenzio che si e’ creato.

<< Grazie! Guido da quando ho sedici anni. Spero di non aver perso la mano, la Fiesta e’ mia da poco tempo e devo ancora abituarmi a questa macchina. E’ diversa dal pick-up che ho avuto nell’ultimo anno.>> Dice senza distogliere lo sguardo dalla strada e la sua espressione si oscura leggermente.

<< Ci vorrebbe una macchina più solida per te, visto la strada che separa Seattle dal paese di tuo padre.>> Dico pensando che potrei comprare una macchina come la mia. Una bella Audi. 

<< No, va bene questa. E’ il regalo del diploma da parte di papà e dei miei amici di La Push.>> Mi blocca lei scuotendo la testa. Sospiro e sbuffo. 

<< Accendo la radio!>> Esclama lei ed azione la radio.

<< Ed ora amici ascoltatori vi facciamo ascoltare una canzone di Ed Sheeran. S’intitola Perfect. Magari a qualcuno questa canzone farà riflettere. Buon ascolto!>> Augura il dj di questo programma radiofonico e subito l’abitacolo viene invaso dalle note di questa canzone. 

Guardo la ragazza al mio fianco che muove le labbra come se stesse cantando, e poi inizia ad essere udibile la sua voce. La guardo attentamente mentre ascolto le parole della canzone, che potrebbe riflettere perfettamente noi due. Il testo sembra scritto apposta per noi, non so se è amore ma so che mi sono sentito morire quando e’ scappata da me e mi sento cosi al pensiero che scappi nuovamente. L’osservo mentre continua a guidare. Lei una giovane donna bella, forte, testarda che sta bene con me ed io che che sto bene con lei tra le mie braccia. Sono innamorato? 

<< Che c’è?>> Chiede lei appena si accorge del mio sguardo su di lei. Sorrido e credo di sapere la risposta a questa domanda che mi frulla in testa.

<< Nulla,>> le rispondo come si volta a guardarmi. Approfitto che siamo fermi ad un semaforo e la bacio dolcemente e poi approfondisco il nostro bacio.

<< Sarà meglio ripartire Miss Swan!>> Le mormoro appena ci stacchiamo. Lei arrossisce come sente il rumore dei clacson alla nostre spalle.

<< E’ sleale che tu faccia cosi,>> borbotta facendo ripartire la sua automobile. Sorrido e la guardo mentre guida. La canzone Perfect finisce ed inizia una successiva canzone che non conosco, ma che lei conosce visto che la canticchia. Aggrotto le sopracciglia perché riconosco la lingua in cui canta la cantante, ma so pochissime parole di italiano mentre Bella la sta cantando senza alcuna esitazione.

<< Conosci questa canzone?>> Le chiedo cercando di capire. Lei ride senza distogliere il suo sguardo dalla strada. << Conosco la canzone, ma più che altro parlo l’italiano.>> Mi spiega lei dolcemente. << L’hai studiato a scuola?>>. Lei ride senza voltarsi. 

<< No, nonna Isabella era di origine italiana. Sai era arrivata qui da ragazza. Si era innamorata di nonno, si erano sposati e tornati in America dalla famiglia del nonno. Nonna mi parlava in italiano e mi insegnava anche a suonare il violino, grazie a lei ho potuto imparare l’italiano e qualche dolce. Ho continuato a studiare l’italiano per conto mio nel corso del tempo, e poi mi ha aiutata anche l’amico della nonna: il maestro di violino. Era italiano e mi dava lezioni di violino in italiano. Dovevo stare attenta il doppio del normale.>> Mi risponde per poi fermarsi qualche istante. << Mi ricordo che quando ritornava dai suoi viaggi in Italia mi portava sempre dei regali. Mi regalava vestiti degni di una principessa.>> 

<< E perché? Sai il perché?>> Le chiedo dubbioso su questa cosa.

<< Le ricordavo sua sorella da piccola. E poi mi diceva che avrebbe sempre voluto una figlia da viziare e quindi riversava i suoi regali sulla nipotina della sua amica. E poi ogni tanto mi invia dei regali e ci scambiamo delle email in italiano per esercitarmi.>> Mi risponde girandosi verso di me e mi sorride.

<< E’ una cosa insolita.>> Mi ritrovo a pensare, anche se è una cosa carina. 

<< Si. Lo so, mi ha fatto da nonno e mi fa da nonno. Devo controllare che mi abbia risposto alla mia ultima email. Anche se è capace di inviarmi una vera lettera al mio nuovo indirizzo. >> Dice controllando le indicazioni del navigatore, anche ormai siamo arrivati alla GEH. 

<< Svolta a destra per entrare nel parcheggio.>> Le dico come noto che si sta avvicinando al palazzo della società.

<< Okay. >> Dice inserendo la freccia per poi girare.

<< Adesso a sinistra,>> Le dico come davanti si apre un bivio, lei aggrotta la fronte ma svolta a sinistra e continua a far muovere l’automobile fino al gabbiotto della guardia.

<< Buongiorno, non può entrare senza autorizzazione.>> Dice la guardia avvicinandosi al posto di guida. Faccio un segno a Bella per abbassare il finestrino e lei lo fa.

<< Buongiorno Jerry!>> Esclamo sporgendomi verso il finestrino del guidatore.

<< Mr Grey! Buongiorno! Signora! Le chiedo scusa ma non l’avevo riconosciuta.>> Mi spiega facendo un sorriso di scuse. Jerry e’ stato uno dei primi dipendenti ad essere assunto.

<< E’ tutto okay, Jerry. So che sei scrupoloso nel tuo lavoro. Ci puoi far entrare ed inserisci la macchina della mia fidanzata tra i veicoli autorizzati ad accedere al parcheggio riservato. Inserisci il suo nominativo:Isabella Swan!>> Dico ammirando lo sguardo incredulo di Bella per le mie parole. Ancora non hai capito con chi sei fidanzata, piccola? 

<< Deve inserire Isabella Marie Swan.>> Le spiega sorridendo lievemente ma dolcemente a Jerry, il quale ricambia.

<< Certo Miss Swan. Sarà fatto ! E stia sicura che la sua automobile e’ al sicuro!>> Le risponde professionale.

<< Grazie!>> Mormora lanciandomi uno sguardo ancora incredulo. Jerry ritorna alla sua postazione e ci fa accedere all’interno del parcheggio personale. Bella conduce la macchina all’interno e si guarda intorno.

<< Ehm, dove posso lasciarla? >> Chiede osservando i vari parcheggi vuoti, che saranno una ventina. 

<< Vicino all’ascensore trovi il mio solito posto, mettiti pure lì.>> Le spiego osservandola per percepire la sua reazione. Lei annuisce e non aggiunge nessuna parola. Parcheggia con poche mosse e poi spegne il motore. Sgancio la cintura di sicurezza e nel mentre lei fa lo stesso scendo velocemente e faccio il giro dell’auto e le apro lo sportello e l’aiuto a scendere dall’auto. Lei scende elegantemente e si osserva intorno per qualche secondo e poi apre lo sportello del sedile posteriore e recupera la sua borsa e la tracolla col computer. Le sfilo la tracolla e la prendo io.

<< Perché?>> Chiede lei nell’istante in cui si avvicinano le nostre due guardie del corpo.

<< Il tuo braccio.>> Le rispondo semplicemente, al che lei sbuffa e chiude la macchina con il telecomando.

<< Christian, il braccio sta bene. Posso portare la tracolla tranquillamente.>> Rispondo assottigliando leggermente le palpebre. 

<< Non ti costa nulla che la porti io!>> Esclamò senza cedere di un passo dalla mia posizione. Lei sbuffa ed incrocia le braccia sul petto. Sembra una bambina! Sorrido e la bacio dolcemente. << Saliamo prima che Ros mi chiami cento volte!>> Le prendo la mano e la trascino all’interno dell’ascensore, che è stato già chiamato da Taylor. Entriamo tutti e quattro nell’ascensore, Bella mi stringe forte la mano sinistra. L’attiro a me e la stringo tra le mie braccia, noto Sawyer distogliere lo sguardo come fa Taylor però stanno sorridendo. 

<< Rilassati!>> Le mormoro tra i capelli percependo il suo nervoso anche se non capisco il motivo. Lei respira profondamente ed annuisce. Le bacio la fronte proprio nel momento in cui le porte si aprono. Taylor e Sawyer escono per primi e noto il modo con cui Andrea ( la mia segretaria) ed Olivia( l’aiutante di Andrea ) ci guardano. Andrea mi guarda incredula ma si lascia sfuggire un sorriso vero, l’altra sembra arrabbiata. 

<< Mr Grey, Miss buongiorno!>> Esclama Andrea alzandosi dalla sua postazione.

<< Buongiorno!>> Le saluto come ogni mattina. 

<< Buongiorno!>> Le saluta Bella sorridendo dolcemente come suo solito seppur imbarazzata. Le circondo la vita per tranquillizzarla. 

<< Bella, loro sono Andrea, la mia segretaria e la sua assistente temporanea Olivia. Lei è Isabella Swan, la mia fidanzata.>> Dico facendo le dovute presentazioni e poi mi giro verso Bella. << Qualsiasi cosa ti serva chiedi a loro.>> Lei mi sorride dolcemente quasi con condiscendenza.

<< Christian se mi servirà qualcosa farò da sola.>> Mi risponde lei testardamente. Noto Andrea sorridere apertamente ora. 

<< E’ un piacere conoscervi!>> Esclama la mia fidanzata allungando la mano verso Andrea, la quale la stringe subito senza smettere di sorridere. 

<< Il piacere è nostro Miss Swan!>> Esclama Andrea guardandola con affetto. La mia fidanzata ha una nuova fan. 

<< Ti prego chiamami Bella, no Miss Swan!>> Le risponde come avevo previsto. Andrea mi guarda per capire che fare. 

<< Oh non credo Miss che sia il caso…>> inizia dire titubante. 

<< Insisto!>> Afferma la mia fidanzata senza cedere. Guardo Andrea, la quale non sa cosa fare e questo è strano visto che sa sempre cosa fare, ed annuisco. 

<< Cercherò di accontentarla miss.. Ehm Bella!>> Le risponde Andrea correggendosi in tempo anche se non le ha dato del tu.

<< Dammi del tu!>> Le risponde Bella sorridendole e poi le lascia la mano e la porge cordiale ad Oliva, la quale le stringe la mano giusto un secondo e non dice altro. La fulmino con lo sguardo e lei distoglie lo sguardo. La farò inviare da qualche altra parte visto la sua maleducazione.

<< Bene. Andrea avvisa Ros del nostro arrivo e porta qualcosa da bere e dei piattini e delle forchettine. Ed un coltello per dolci. >> Le ordino riprendendo per mano Bella, la quale non sfuggono le mie parole.

<< Certo Mr Grey. Cosa porto da bere? >> Domanda scrutando me e la mia fidanzata. 

<< Porta del caffè per me. Ed il solito per Ros. Bella vuoi un thè? O qualcos’altro?>> Le chiedo con ansia. Abbiamo fatto colazione presto e non ha mangiato molto, si è limitata al thè e a qualche biscotto. Lei mi fulmina con lo sguardo ed osserva per un secondo Andrea per poi arrossire.

<< Un thè caldo andrà benissimo!>> Dice stringendo la mia mano chiaramente a disagio per l’attenzione che ha addosso. 

<< Certo. A che gusto lo vuol.. Che gusto preferisci?>> Le chiede Andrea arrossendo per l’errore commesso. Bella sorride e si rilassa leggermente. 

<< Vaniglia!>> Esclama e mi lancia uno sguardo malizioso. Vaniglia! Ricambio il suo sguardo e la conduco verso la porta del mio ufficio. Apro la porta e faccio passare per prima Isabella.

<< Andrea per almeno un quarto d’ora non voglio essere disturbato!>> Esclamo prima di chiudere la porta alle mie spalle senza darle il tempo di rispondere. 

Bella si sta guardando intorno ed osserva il mio ufficio. Appoggio la sua tracolla sul divano e mi tolgo il cappotto e lo sistemo sull’appendiabito, mi avvicino alla ragazza e le prendo la borsa. Il mio tocco la distoglie dall’osservare il mio ufficio. 

<< Non mi aspettavo che fosse cosi grande!>> Ammette girandosi per guardarmi. Le sorrido compiaciuto e l’aiuto a levarsi il cappotto. 

<< Mi sistemo sul divano!>> Aggiunge prendendo sia la sua borsa sia il cappotto dalle mie mani e poi si dirige vicino al divano bianco ad angolo del mio ufficio. Appoggia la borsa vicino alla tracolla e poi appende il suo cappottino. 

Si gira verso di me e sorride. L’osservo ed è meravigliosa con quei vestiti cosi semplici ma perfetti per lei. 

<< Questo è il tuo regno!>> Afferma avvicinandosi alla mia scrivania e la sfiora con la mano. 

<< Si, non ti piace?>> Le chiedo osservandola mentre si avvicina all’enorme vetrata. Si ferma dietro la mia poltrona e appoggia la mano dove di solito appoggio la mia testa.

<< E’ davvero bello Christian!>> Mi dice sorridendomi sinceramente, mi ritrovo a rilasciare il fiato che inconsapevolmente stavo trattenendo. Si sposta nuovamente e si avvicina alla vetrata e si mette ad osservare il panorama. L’osservo e mi chiedo cosa stia pensando. Mi avvicino e l’abbraccio da dietro e lei sussulta tra le mie braccia. 

<< Ti ho spaventata?>> Le chiedo appoggiando le mani sulla sua pancia stando attento a non sfiorare la zona della cicatrice. 

<< Ero soprappensiero.>> Mormora con un filo di voce facendo combaciare la sua schiena con il mio petto. 

<< Ah si?E cosa pensavi?>> Le chiedo prima di baciarle il collo appena sotto l’orecchio destro. Lei rabbrividisce e riesco a percepire perfettamente questa sua reazione. Mi sposto leggermente più in basso senza smettere di baciarla. Lei appoggia le sue mani sulle mie e le stringe forti e dalle sue labbra esce un gemito. Rafforzo la presa e ringrazio gli stivaletti che indossa perché grazie al tacco e’ più alta di dieci centimetri. Scendo ulteriormente e le bacio la base del collo.

<< Christian.>> Mormora con un tono di voce eccitato. 

<< Si?>> Le domando ad un soffio dalla sua pelle. Lei si gira tra le mie braccia, passa le braccia intorno al mio collo e stringe i miei capelli con le mani e mi attira verso di lei per poi baciarmi. Le circondo la schiena e l’attiro ancora più verso di me. La bacio con passione senza nascondere il mio desiderio, e lei non si tira indietro. La trascino verso la poltrona senza staccarmi da lei e mi lascio cadere su di essa e senza smettere di baciarla la porto su di me. Come ci stacchiamo per la carenza di ossigeno si accorge di essere a cavalcioni su di me. Arrossisce e poi scoppia ridere. Dopo un secondo di smarrimento scoppio a ridere pure io. 

<< Non so cosa mi sia preso.>> Afferma lei sollevandosi leggermente ma non si sposta dal mio corpo. Le appoggio le mani sui fianchi e risalgo fino a sotto i suoi seni. Chiude gli occhi ed inarca leggermente la schiena. Mi separo dallo schienale e le slaccio i due unici bottoni del cardigan e anche due bottoni della camicetta che non era completamente chiusa. Le sfioro il collo e scendo fino al suo decolté, Bella ansima ed inarca ulteriormente la schiena. Le bacio il decolté e Bella geme forte.

<< Christian!>> Esclama a voce alta e per poco non urla. Mi separo dalla sua pelle e l’osservo mentre solleva le palpebre e riacquista un po’ di lucidità. 

<< Oddio! Poteva entrare qualcuno.>> Dice lanciando un’occhiata alla porta come se fosse pericolosa. 

<< Rilassati, non è successo. E poi avrebbero bussato, anzi Andrea ci avrebbe avvisati con quello!>> Affermo indicando il telefono sulla scrivania senza perdere neppure una sua espressione. Lei punta il suo sguardo sul telefono e resta in silenzio. Riprendo a baciare la pelle del suo decolté. Bella mi stringe i capelli ed inizia a muovere il bacino sopra di me, il che fa rianimare una precisa parte del mio corpo.

<< Bella.>> Ansimo separandomi dalla sua pelle. Le blocco la vita per evitare che la situazione peggiori. 

<< Io.. Scusa non so perché ho fatto cosi.>> Mormora guardandomi negli occhi. Le sorrido perché ho capito quanto sia imbarazzata per tutto ciò.

<< Credimi se non dovesse piombare Ros qui a breve non ti avrei fermata.>> Ammetto gustandomi il rossore che le colora le guance. << Però potremo continuare dopo a casa mia. Ti accompagno dai bambini e poi come finisci ti porto a casa mia per cenare.>> Le dico accarezzando direttamente la sua pelle sotto la camicetta.

<< Devo recuperare un cambio a casa per domani mattina.>> Mi risponde lei e mi bacia con dolcezza. Non credo che sia il caso di dirle che ho dato ordini per comprarle dei vestiti per tenere a casa mia. Ho mandato un email dettagliata ad una personal shopper con un lungo elenco di capi d’abbigliamento ed accessori da acquistare e recapitare in mattinata. Evito di dirle questo potrebbe incazzarsi ed andare via da qui. 

<< Ehm. Dove trovo un bagno? >> Mi chiede lanciando uno sguardo ai suoi vestiti. 

<< C’è un bagno personale in ufficio. E’ quella porta a sinistra. Usa quello, nessuno ti darà fastidio.>> Le dico aiutandola ad alzarsi, mi alzo pure io e la sostengo per la vita visto che non sembra molto stabile.

<< Tranquillo ho sempre problemi di equilibrio.>> Mi spiega lei aggrappandosi alle mie spalle. Guardo i suoi tacchi e mi viene un brivido al pensiero che cada.

<< Mi sistemo. Faccio veloce!>> Aggiunge baciandomi e poi si chiude nel bagno.Mi siedo e mando un messaggio a Taylor per comprare delle scarpe sportive ed una tuta sportiva per Bella. Speriamo che non si incazzi quando verrà i vestiti che le ho comprato. Invio un messaggio anche a Jack Hyde, il mio solo amico, lui sa di Bella e di tutto quello che è successo ad eccezione del motivo del suo blocco e negli ultimi giorni mi ha inviato un messaggio ogni tre ore per poterla incontrare. Gli dico di avvicinarsi alla GEH cosi può conoscerla.

Il tempo di accendere il computer ed il mio blackberry emette il tipico suono dell’arrivo di un messaggio.

” Era ora Chris! Stavo pensando di chiedere in tutti i bar vicino all’ospedale stasera. Passo a conoscere questo miracolo. Mi libero dagli impegni della SIP subito.” 

Scuoto la testa come leggo il suo messaggio, Jack lavora alla SIP, la casa editrice che ho comprato qualche anno fa e la dirige per conto mio ed è sua a 50%. Sul lavoro Jack è eccezionale, ma fuori dal lavoro e’ pessimo con le donne visto che le illude e le butta via dopo una serata. Bella esce dal bagno, mi sorride e si siede sul divano ed apre la borsa e tira fuori i suoi libri e dei fogli. 

<< Ti metti subito all’opera?>> Le chiedo mentre apre i libri e li sistema vicino a lei sopra il divano.

<< Si, cosi dopo quando andiamo da te ti faccio assaggiare una mia ricetta.>> Mi dice lei come se fosse normale cucinare per me. Le sorrido e mi chiedo dove posso portarla a pranzo. Non siamo mai usciti praticamente a mangiare fuori. 

<< Va bene.>> Le rispondo e l’osservo mentre inizia a leggere qualcosa da un grosso libro e poi recupera un astuccio e tira fuori una matita ed un evidenziatore. La guardo per qualche tempo e mi accorgo che è leggermente pallida in viso. Sto per aprire la bocca ma il telefono suona.

<< Si?>> Rispondo riconoscendo l’interno. E’ Andrea.

<< C’è Ros per lei Mr Grey!>> Mi risponde Andrea professionalmente. Guardo l’ora e noto che sono passati venti minuti dal nostro arrivo.

<< Falla passare e portaci anche quello che ti ho detto prima, compresa la torta che ha Taylor!>> Esclamò guardando Bella, la quale mi guarda incredula. Si ho ordinato la merenda per te! 

<< Subito Mr Grey!>> Dice prima che io chiuda la comunicazione.

<< Christian, sto bene cosi. Non ho bisogno di mangiare, il thè e’ più che sufficiente.>> Mi risponde lei senza distogliere il suo sguardo da me. Scuoto la testa e mi alzo velocemente per raggiungerla. Mi inchino sulle mie gambe e la bacio senza approfondire il contatto. 

<< Hai mangiato pochissimo a colazione. E ieri non hai voluto mangiare prima di andare a lavorare.>> Lei sgrana gli occhi e per un secondo distoglie lo sguardo dal mio.

<< Mi si era chiuso lo stomaco ieri e stamattina non avevo molta fame.>> Mi spiega ritornando a guardarmi e mi accarezza una guancia con la mano sinistra.

<< Non mi piace che salti i pasti,>> inizio a dire ingoiando la sensazione che provo,<< Ros potrebbe tenerci qui per un bel po’. Quindi mangiamo il tuo dolce.>> Lei fa un’espressione buffa e poi scuote la testa.

<< Neppure al liceo facevo merenda a metà mattina.>> Mormora mettendo il broncio.

<< Pazienza. Non cedo sulla tua salute e sulla tua sicurezza!>> Affermo seriamente.

<< Sai vero che dovremmo parlare delle guardie che hai assunto per me? >> Mi chiede seriamente senza staccare il nostro contatto.

<< Si, visto quanto sei testarda l’avevo intuito. Ma non te li tolgo neppure se me lo chiedi con una lettera scritta con l’alfabeto runico!>> Esclamo senza arretrare di un passo dalla mia posizione.

Lei sbuffa.

<< Runico? Seriamente?>> Mi chiede lei sul punto di ridere per le mie parole. Annuisco e la nostra discussione viene interrotta dalla porta che si apre. Ros entra e guarda subito verso la mia scrivania e poi il suo sguardo si punta su di noi. Appena nota la nostra posizione sgrana gli occhi.

<< Ros, buongiorno!>> La saluto e mi sollevo. Bella si alza dal divano e sorride verso il mio braccio destro.

<< Christian!>> Mi risponde lei ed è chiaro che mi sta incitando a presentarle Isabella. Ros non ha alcuna pazienza e credo che abbia parlato con Andrea prima di entrare.

<< Bella, lei è Ros. Ros lei è Isabella Swan, la mia fidanzata.>> Dico facendo le dovute presentazioni. Bella allunga una mano verso Ros, la quale la stringe subito.

<< Piacere!>> Esclama Bella con un sorriso.

<< Piacere mio! Miss Swan!>> Le risponde Ros con un vero sorriso, e non quello di finta cortesia.

<< Mi chiami Bella per cortesia. Magari usando il tu.>> Dichiara Bella senza alcuna incertezza. 

<< Perfetto. Non ci sono problemi ragazza!Tu chiamami Ros, e mi spiace di averti fatta venire qui. Serve l’okay del grande capo!>> Dice indicandomi con un lieve cenno della testa. Bella ride per l’espressione usata.

<< Tranquilla, ho da leggere quindi non mi annoierò di certo. >> Le dice con un sorriso. 

<< Okay.Christian tieni,>> risponde allungandomi una voluminosa cartellina,<< ci sono i fogli da firmare che ti ho accennato e poi un altri fogli che devi leggere.>> Annuisco e mi allontano dalla mia fidanzata, la quale resta vicino a Ros. Mi siedo nel mentre che qualcuno bussa e poi entra Andrea con un carrello.

<< Andrea sistema tutto sul tavolino vicino al divano!>> Dico appena noto il carrello e questo mi fa ricevere un’occhiataccia da parte di Bella. 

Andrea annuisce e sistema tutto sul tavolino, sposta in un angolo il carrello e noto che guarda per un secondo i libri di Bella. 

<< Serve altro Mr Grey?>> Mi chiede lanciando anche uno sguardo discreto verso Bella, credo che la domanda sia più per la mia fidanzata che per me. 

<< No, grazie Andrea. Puoi andare!>> Andrea sgrana gli occhi come sente che la ringrazio e guarda Bella e poi sorride prima di uscire dalla stanza. 

<< Beh potremmo mangiare prima di iniziare a leggere i documenti.>> Dico accomodandomi sul divano, Bella si siede dove si trovava prima e Ros si siede su una poltroncina vicino a Bella. Mi allungo vera il dolce e noto che Andrea ha già tagliato tre fette di torta e le ha sistemate in tre piattini. Allungo un piattino verso Bella, uno a Ros e uno lo sistemo vicino alla mia postazione. Ros afferra la forchettina ed assaggia subito il dolce. Bella l’osserva .

<< Cristo, Christian! Dove accidenti si trova questa pasticceria? Devo portarci la mia compagna! La adorerà! >> Esclama appena ingoia il primo boccone. Sorrido e guardo Bella.

<< Nessuna pasticceria! Puoi complimentarti direttamente con Bella, l’ha preparata lei!>> Le rivelo e mi allungo per prendere il mio caffe, ed avvicino il thè vicino a Bella, ed il cappuccino a Ros. 

Ros la guarda con gli occhi a cuoricino. 

<< Questo capolavoro è opera tua?>> Le chiede entusiasta. Ros e’ un’amante dei dolci, peggio di mio nonno. Una volta ha guidato fino a Los Angeles per visitare una famosa pasticceria ed assaggiare i suoi dolci, ed è tornata lo stesso giorno delusa per il livello dei dolci.

<< Si. Ti piace?>> Le chiede Bella arrossendo leggermente.

<< Se mi piace?! L’amo!>> Esclama perdendo qualsiasi freno come succede ogni volta che assaggia dei dolci eccellenti. << Grey quando pensavi di presentarmi questo genio dei dolci? >> Mi domanda minacciosa assottigliando lo sguardo. Ignoro il suo tono e mangio il primo boccone della torta. Bella ridacchia e zucchera il suo thè per poi berne un sorso e iniziare a mangiare. Mi rilasso come vedo mangiarla. 

<< Ros,non volevo nascondertela.>> Inizio a dire prima di gustarmi un nuovo morso del dolce. Ha ragione, i dolci che prepara Bella sono fantastici!

<< Sarà.>> Mi risponde con un tono scettico. << E’ davvero buona!>> Esulta prima di portarsi alla bocca un’abbondante forchettata. 

<< Puoi passare al bar dove lavoro, trovi i dolci che preparo! E’ vicino al Seattle Hospital. Si chiama da Joe!>> Le propone Bella con un sorriso seppure sia imbarazzata. Finisco di mangiare e bere ed inizio a leggere i documenti mentre loro parlano senza far caso alla mia presenza. Ho il sospetto che a Ros piaccia Bella visto che le sta chiedendo varie cose e le racconta di lei e della sua compagna. Continuo a leggere attentamente per vari minuti fino a quando non vengo distratto da Bella, la quale si alza. La guardo interrogativo.

<< Vado a recuperare una bottiglia d’acqua.>> Dice rispondendo alla mia muta domanda. 

<< Chiedi ad Andrea!>> Esclamò già pronto a scattare verso la scrivania.

<< Christian, posso andare io! Torno subito!>> Esclama per poi uscire velocemente dal mio ufficio senza darmi tempo di replicare. Sbuffo e scuoto la testa. Ros ride apertamente.

<< Cosa c’è?>> Le chiedo scrutando ancora la porta.

<< Mi piace Bella. E non solo per il dolce, ma anche per come ti tiene testa!>> Mi risponde sinceramente. 

<< E’ testarda! Non vuole alcuna guardia! Aveva il braccio ingessato e si è rifiutata di essere portata in giro.>> Ammetto sbuffando rumorosamente al ricordo, ho costretto Sawyer a seguirla con il SUV ovunque in caso fosse troppo stanca per usare i mezzi pubblici. 

<< Braccio ingessato?>> Mi chiede Ros curiosa.

<< Si, le hanno tolto il gesso questa mattina. Ti ricordi dell’articolo di due settimane fa che raccontava del salvataggio di due bambine ?>> Le chiedo consapevole che Ros se lo ricordi visto la sua memoria formidabile.

<< Si, mi ricordo. Erano state salvate da una giovane ragazza mora e..>> Smette di parlare e sgrana gli occhi. Si, ha capito. 

<< Era lei? La salvatrice ? Quella per cui un comitato ha proposto di darle un riconoscimento ufficiale ed il sindaco ci sta pensando?>> Esclama a voce alta. Annuisco e mi godo la sua espressione sorpresa.

<< Si. E’ lei.>> Le rispondo per poi tornare a leggere i fogli. Bella rientra e Ros non dice altro sulla questione, ma so che sta pensando a tutto questo. La mia fidanzata si siede e sistema la bottiglia d’acqua ed i bicchieri per tutti. 

<< Ho insistito io con Andrea, ha ceduto per esasperazione.>> Afferma difendendo la mia segretaria da una mia possibile sgridata.

<< Bella,devi fare attenzione. >> Le ricordo inutilmente per l’ennesima volta. 

<< Christian, sto bene e portare in mano un vassoio con tre bicchieri ed una bottiglia non è pericoloso e neppure pesante per il mio braccio.>> Risponde aprendo la bottiglia d’acqua e versandosene in un bicchiere.

<< Non puoi saperlo con certezza.>> Mormoro sbuffando per poi ritornare a leggere i fogli che ho in mano. Bella sbuffa ma non ribatte, sento solo la risata di Ros. Passiamo alcuni minuti cosi: io che leggo i fogli e Ros che controlla che abbia letto e firmato ogni foglio, e Bella che studia. 

<< Okay. Questi sono finiti. Ora>> dice Ros facendomi notare un foglio di un altro affare,<< dobbiamo parlare di questo.>> La guardo e leggo il foglio o almeno ci provo.

<< Non è in inglese!>> Esclamò facendo trasalire la mia fidanzata immersa tra le pagine del suo libro. Allungo il braccio e le accarezzo la gamba per scusarmi.

<< Esatto. Ha mandato un’email nella sua lingua, il problema che non abbiamo nessuno che la parli e l’interprete arriverà solo domani sera, e dobbiamo vedere questo tipo mercoledì pomeriggio.>> Scuoto la testa seccato da questo imprevisto e sto per urlare di chiamare un diverso interprete quando mi ricordo di un particolare.

<< Bella?>> La chiamo catturando la sua attenzione, al che si gira a guardarmi e resta in attesa.

<< Parli e scrivi in italiano,giusto?>> Le chiedo per far capire a Ros la mia idea. Bella guarda perplessa prima me, poi Ros e poi ritorna a guardarmi in viso.

<< Si, lo sai no.>> Mi dice e poi guarda i fogli che però non riesce a leggere per via di come li tengo in mano.

<< Potresti farci tu da interprete.>> Guardo Bella e poi Ros, ho già preso la mia decisione.

<< Ma non so neppure di cosa dovete discutere, potrei non conoscere i termini tecnici adatti al caso.>> Risponde lei sgranando i suoi occhioni color cioccolato.

<< Non importa. Tu traduci questi fogli, mercoledì sarà un incontro preliminare, ma non vogliamo aspettare all’ultimo.>> Afferma Ros venendo in mio soccorso. Non è mai successo un imprevisto del genere e so che non piace neppure a lei. 

<< Va bene. Se e’ per iniziare a farvi un’idea in attesa del vostro interprete, posso iniziare a tradurveli io.>> Allunga il braccio e afferra i fogli dalle mie mani ed inizia a leggerli attentamente. Io e Ros restiamo in silenzio o meglio io l’ammiro mentre si concentra sui fogli ed assume la stessa espressione di prima. E’ completamente immersa però non mi pare che stia trovando delle difficoltà. Annuisce tra sé mentre legge i fogli, finisce di leggere l’ultimo foglio e poi ricomincia nuovamente dal primo foglio. Io e Ros ci guardiamo in faccia, l’interprete che usiamo di solito ci mette delle ore per la prima lettura. 

<< Okay. Il Signor Antonio Rossi,>> inizia a dire marcando il nome,<< vi ha inviato alcuni punti su cui vorrebbe una particolare attenzione e …>> Nel giro di venti minuti ci spiega nel dettaglio i contenuti dei fogli. 

<< Questo è quanto. Certo forse vi converrebbe farlo esaminare a qualcun’altro, non sono un’interprete professionale.>> Ammette lei facendo spallucce. 

<< Io non penso proprio, se fosse per me ti assumerei al posto di quell’incompetente. Ci mette cinque ore prima di portarci una traduzione di quattro righe!>> Sbotta Ros pensando al solito interprete esterno a cui ci rivolgiamo di solito.

<< Bella potrebbe lavorare qui anche da subito.>> Dico con finta indifferenza. La mia fidanzata mi fulmina perché so già cosa pensa di ciò.

<< Sarebbe fantastico!>> Esclama Ros ignorando il nostro scambio di sguardi.

<< Christian ho già un lavoro, e devo frequentare un corso estivo.>> Risponde guardandomi in faccia. 

<< Bella ci servirebbe qualcuno che segua questo affare che conosca l’italiano. E tu lo conosci!>> Esclama Ros senza lasciare la presa. 

Bella mi osserva e noto che riflette su qualcosa. << E a chi risponderei? Chi affiancherei?>> Chiede senza perdere molto tempo. 

<< A me.Se tu accettassi lavorerai con me, ovviamente avrai uno spazio anche se non mi dispiacerebbe averti sul mio divano!>> Le rispondo senza nascondere il tono malizioso, il quale la fa arrossire e sgranare gli occhi come se fosse incredula.

<< Christian!>> Sbotta con un tono di rimprovero. Ros ride divertita. 

<< Oh ti prego resta! Adoro vedere qualcuno che lo sgrida cosi!>> Esclama Ros appena smette di ridere. 

<< Sarà una collaborazione. Però accetto solo se posso incastrarlo con le lezioni e con il lavoro al bar, altrimenti non posso farlo.>> Risponde sinceramente guardando prima Ros e poi me. Annuisco ma spero di riuscire a farla restare qui come interprete.

<< Va bene. Dovrai essere presente anche mercoledì all’incontro e domani ci vediamo all’ora di pranzo per parlare dei dettagli.>> Rispondo con il mio tono da lavoro. Lei annuisce e si allunga per segnare qualcosa sul foglio della sua agenda.

<< A che ora mercoledì?>> Mi chiede iniziando a scrivere sulla sua agendina 

<< Le 15.00. Andremo per le lunghe probabilmente, dovresti farti sostituire al bar.>> Dico riflettendo che sarebbe troppo esausta per lavorare pure lì in serata. 

<< Sono di turno domani, giovedì e venerdì.Quindi non ho problemi. >> Afferma scrollando le spalle. 

<< Allora dovrai rallentare con il volontariato per un po’!>> Dico senza riflettere troppo sulle mie parole,ma Bella mi fulmina con lo sguardo. Forse non dovevo.

<< Christian, mi so organizzare e i bambini sono abituati a vedermi almeno tre volte alla settimana e non ci rinuncio.>> Nel dire ciò non mi stacca gli occhi di dosso. Sbuffo e mi stropiccio i capelli con la mano destra.

<< Bella, ti stancherai troppo!>> Replico per farla ragionare ma lei non cede.

<< Bene, ma non guiderai tu per spostarti. Ti farai accompagnare da Sawyer in mia assenza.>> 

<< Cosa? No! Posso guidare per conto mio.>> Ros intanto ci guarda come se stesse assistendo ad uno spettacolo.

<< Potrai riposarti in questa maniera!>> Ribatto prontamente senza esitazione.

<< Sai cosa ti dico mi vendicherò sabato e domenica visto che guiderò io.>> Mi dice con un sorrisino assottigliando lo sguardo. << Almeno che non decida di andare da sola. Potrei partire all’alba!>> Mi risponde iniziando a pianificare. 

<< Scordatelo. Verrò con te!>> Esclamò alzandomi dal divano e avvicinandomi a chiamare Andrea. 

” Si Mr Grey?” Chiede la mia segretaria appena risponde.

” Fatti inviare un contratto per assumere Isabella come interprete . Chiedi a chi si occupa delle risorse umane. Lo voglio prima dell’ora di pranzo.”

” Certo Mr Grey. Vorranno sapere se indeterminato oppure..” 

” Determinato con modifica tra un mese” Dico interrompendola prima che finisca la frase. 

” Fammelo inviare il prima possibile!” Aggiungo per farle capire l’urgenza.

” Certo Mr Grey” Mi risponde efficiente come al solito.

<< Grazie. Mettili fretta. ” Rispondo prima di chiudere la comunicazione. Mi volto verso Bella e la guardo.

<< Determinato con modifica tra un mese?>> Mi chiede senza perdere tempo. Annuisco e mi preparo a discutere con lei, so già che potrei litigarci. Ros in tanto si taglia una nuova fetta di torta e ci guarda affascinata, mi ricorda Mia quando guarda i suoi personaggi preferiti in tv. 

<< Si, potrei avere il tuo aiuto per molto tempo e magari anche per altre cose. Specie se conosci altre lingue.>> Le dico cercando di essere il più sincero possibile senza perdere il mio tono. Lei arrossisce e mi guarda per qualche secondo prima di rispondere e capisco di aver indovinato. Nella libreria del suo salotto ho visto dei romanzi in francese e altri in spagnolo.

<< Va bene. Conosco il francese e lo spagnolo, però non molto bene.>> Ammette facendo una smorfia. Sorrido e mi riavvicino e mi siedo accanto lei. 

<< Ros ci puoi lasciare da soli? Tanto abbiamo finito per oggi!>> Le dico guardandola in faccia per farle capire di andare via subito. Ros sbuffa, recupera i fogli che ho firmato e si alza portandosi via anche il piattino con il dolce.

<< Va bene, Christian! Però mi porto via una terza fetta di dolce!>> Afferma tagliando un’altra fetta per poi metterla sul piattino. 

<< Ciao Bella, ci vediamo domani!>> Saluta la mia fidanzata per poi aprire la porta ed uscire. 

<< Siamo soli, finalmente!>> Esclamo ed attiro la mia fidanzata sopra le ginocchia con una mossa veloce.

<< Christian!>> Esclama con un mezzo gridolino di sorpresa appena finisce sopra le mie gambe.

<< Mi vuoi assumere nella tua società? Perché? Non sono un’interprete!>> Dice scrutando il mio sguardo. Le accarezzo il viso prima di parlare. 

<< Ti sto per assumere! Entro oggi sarai una mia dipendente. E forse non sarai una interprete professionista, ma hai tradotto in poco tempo e senza difficoltà. Quindi ti voglio con me.>> Dichiaro scrutando i suoi occhi. Lei mi fissa ed apre la bocca per parlare e poi la richiude senza dire nulla. 

<< Chris, io non so se sono in grado di..>> Inizia a dire lei abbassando lo sguardo. 

<< Si, invece. L’hai fatto prima, hai fatto tutto quello che dovevi fare.>> Affermo sollevandole il viso per far si che mi guardi. << Perché sei cosi insicura?>> Le domando per cercare di capire quale sia il problema. Lei sospira e prende un grosso respiro. 

<< Non ho mai avuto un lavoro cosi importante.>> Mi risponde lei ma riesco a capire che non mi sta dicendo tutto. 

<< Va bene, ma hai già fatto un buon lavoro oggi. Quindi che altro c’è?>> Le chiedo senza cambiare argomento. 

<< Mi stai dando fiducia e neppure mi conosci. Ti stai preoccupando per me. Non ho quasi mai avuto qualcuno che abbia fatto ciò per me, e quando qualcuno l’ha fatto, lo sai com’è finita!>> Esclama mordendosi nervosamente la guancia. Dio! L’hanno ferita cosi tanto? Cristo! Quanto vorrei picchiare quel tipo!

<< Dimentichi che ti conosco da quando eravamo piccoli? Dimentichi che mi hai raccontato tante cose di te quella volta? Dimentichi che tu mi piaci? Che mi piace dormire con te addosso al mio corpo!>> Inizio a dire circondando la sua vita con il braccio sinistro per attirarla più vicina. Avvicino il viso e le parlo ad un soffio dalle labbra. 

<< Non sono come quello che ti ha fatto male. Certo non sono un santo! E tu lo sai perché hai visto la mia stanza rossa.Dimenticati di loro e pensa a noi! Pensa a te! Pensa a me e a te! A noi!>> Le dico prima di baciarla senza darle il tempo di rispondere. La bacio piano per non farla spaventare e per farle capire quello che provo per lei. Lei non lo sa, ma io so già cosa voglio per noi due e farò di tutto per farle capire! Ma ha bisogno di tempo! Isabella chiede di accedere alla mia bocca con una certa insistenza, sorrido e le concedo di entrare. Ci baciamo come non abbiamo mai fatto. L’accarezzo su tutto il corpo e la faccio sdraiare sul divano senza staccarci. Bella intrufola le mani tra i miei capelli e li tira forte, mi stacco dalle sue labbra e la guardo in viso.Ha le labbra rosse per via dei baci e gli occhi lucidi. << Quanto sei bella!>> Mormoro prima di rituffarmi sulle sue labbra. Inizio ad esplorare nuovamente il suo corpo con le mie mani, le sgancio tutti i bottoni della sua camicetta e le accarezzo la parte bassa della pancia e la sento irrigidirsi. Mi stacco da lei e sposto la mano avendo capito il motivo. 

<< Ti fa male?>> Le chiedo scrutando la parte della cicatrice visibile. 

<< No, e credimi mi sono irrigidita all’ultimo. Più che altro penso che non ti piacerà vederla. >> Mi dice lei afferrandomi il viso con entrambe le mani per far si che la guardi.

<< Non credo proprio. Ho visto un pezzo di già e puoi sentire da te che effetto mi susciti. E poi dovrei essere io quello a dover fare questo ragionamento, visto le mie cicatrici.>> Le dico seriamente. Lei sposta lo sguardo sul mio torace, che ora e’ visibile visto che mi ha sbottonato la camicia, e capisco che vorrebbe sfiorarmi il petto. 

<< L’hai già fatto!>> Le dico senza trattenermi. Lei solleva il suo sguardo color cioccolato e mi scruta confusa. 

<< Mi hai già toccato il torace, l’hai fatto durante il sonno.>> Le dico prendendole una mano per poi baciarle il dorso della mano. Sta per controbattere quando la porta si apre all’improvviso. 

<< Non si usa bussare!>>Esclamo a voce alta abbracciando Bella per proteggerla dallo sguardo del nuovo arrivato.

<< Ciao Chris!>> Mi saluta quell’idiota del mio amico chiudendo velocemente la porta. << Andrea mi ha dato questi per te!>> Aggiunge sventolando una cartellina per poi bloccarsi e sorridere. << Tu devi essere Bella! Chris staccati da lei, voglio salutarla!>> Bella gira il viso e guarda il mio amico.

<< Ehm Ciao!>> Lo saluta senza capire chi sia l’impiccione. Alzo gli occhi al cielo.

<< Ciao Bella. Sei davvero uno scricciolo! Ecco perché Elliot ti chiama scricciolo! Io ti chiamerò pulce! Oppure principessa!>> Afferma il mio amico avvicinandosi al divano. 

<< Fermo lì!>> Gli intimo puntandogli un dito contro.<< Girati e non voltarti finché non te lo dico!>> Jack sbuffa e si volta dandoci le spalle. Mi separo da Bella e le abbottono velocemente la camicia e anche il cardigan. Bella mi abbottona a sua volta la camicia stando attenta a non sfiorarmi la pelle, forse crede che non voglia essere toccato. La bacio dolcemente sulle labbra e mi sollevo da lei, la quale si stacca dal divano e si mette seduta.

<< Puoi girarti!>> Dico a quella specie di amico circondando con un braccio le spalle della mia fata. 

<< Bella, questo coglione e’ Jack Hyde. Un mio caro amico. Jack lei è Bella, la mia fidanzata.>> Dico senza alzarmi dal divano e trattenendo al mio fianco Isabella, la quale fa un cenno per alzarsi ma non la faccio alzare. Bella mi lancia un’occhiataccia ed io le sorrido per chetarla un po’.

<< Tu sei l’angelo, allora? Elliot mi aveva detto che eri Bella, ma non cosi tanto!>> Esclama il mio amico ed io gli ringhio contro. L’idiota ride e si accomoda sulla poltroncina vicino a Bella per provocarmi.

<< Tranquillo Chris!>> Afferma prima che la sua attenzione venga catturata dal dolce sul tavolino. 

<< Ehm piacere di conoscerti.>> Dice Bella allungando la mano verso Jack. 

<< Piacere mio dolcezza!>> Il mio amico nel dire ciò le stringe la mano e mi guarda divertito.

<< Jack smettila di chiamarla così! Perché diavolo ti prendi questa confidenza con la mia fidanzata?!>> Sbotto con un tono furioso, Bella mi accarezza per calmarmi. Jack le lascia la mano e sorride.

<< Quanto sei noioso Chris! Toh. Tieniti i fogli cosi non rompi mentre mangio!>> Dice passandomi i fogli, li prendo ed inizio a leggerli. Jack intanto si taglia una fetta di torta ed inizia a mangiarla anzi a divorarla. 

<< Tutto apposto!Manca la tua firma!>> Dico allungando i fogli a Bella. Li prende ed inizia a leggerli attentamente.

<< Che folli sono?>> Chiede Jack con la bocca praticamente piena. Lo fulmino ma lui fa finta di nulla. 

<< E’ il contratto di lavoro per Bella come interprete. Parla italiano, francese e spagnolo.>> Gli rispondo fieramente della mia ragazza. 

<< Parli quattro lingue??>> Domanda il mio amico sgranando gli occhi. 

<< Si, parla quattro lingue. Ed è lei che ha fatto il dolce che ti sei mangiato.>> Gli dico accennando alla torta sul tavolo. Jack fissa Bella e spalanca la bocca. 

<< Hai avuto un culo incredibile a trovarla!>> Esclama riprendendosi dalla sorpresa della scoperta. << Dove la trovi una cosi che sta con te sapendo del bondage? Cristo! Questa torta e’ buonissima!>> Alzo gli occhi al cielo e vedo Bella arrossire per l’imbarazzo.

<< Jack! Scusalo, e’ un coglione!>> Dico rivolgendomi alla ragazza seduta al mio fianco.   Bella ci guarda e poi scuote leggermente la testa. 

<< Non preoccuparti, sono abituata. Anche Jack, il mio miglior amico, e’ fatto cosi. >> Dice scrollando le spalle.

<< Un secondo Jack? Figo!>> Esclama quel coglione del mio amico prima di mangiare una seconda fetta di dolce. << Jack!>> Lo chiamo per farmi guardare in viso, lui mi guarda senza capire.

<< Che c’è?>> Chiede con la bocca piena. Bella scoppia a ridere, mentre io vorrei picchiarlo. 

<< Che c’è? Stai mangiando metà torta!>> Dico quasi urlando. Bella mi afferra il braccio per calmarmi. 

<< Riri, te ne preparo una di sera. Devo solo comprare gli ingredienti dopo quando vado a fare la spesa. Jack mangia tutta la torta che vuoi!>> Dice rivolgendosi ad entrambi. Il mio amico solleva il pollice e riprende a mangiare. Rifletto un secondo sulle sue parole e mi giro a guardarla.

<< Quando vai a fare la spesa?>> Le chiedo cercando di capire. Lei mi guarda come se mi fossi dimenticato qualcosa.

<< Si, devo fare la spesa per la settimana e passare a far controllare l’auto. Anzi sarà il caso che vada! Non preoccuparti! Tu resta qui con Jack e…>> Inizia a dire lei ma la blocco subito.

<< Non va dai sola. Vengo con te! Prima andiamo a pranzo fuori e poi andiamo a fare le tue commissioni.>> Le dico con un tono che non accetta repliche.

<< Tu vai a fare la spesa?>> Chiede Jack con un tono che lascia trasparire tutta la sua incredulità. 

<< Si!>> Ribatto duro fulminandolo con lo sguardo, peccato che Jack ci sia abituato.

<< Non ci credo. Voglio assistere a quest’avvenimento! Pulce, vengo con voi!>> Esclama rivolgendosi alla mia fidanzata piuttosto che a me. Grugnisco alle sue parole. Bella mi accarezza la guancia. << Christian ho appena fatto merenda, quindi per un po’ non avrò fame. E Jack per me non ci sono problemi, anche se non capisco il tuo tono incredulo!>> Dice osservando per un secondo il mio amico.

<< Perché è anni che non mette piede in un supermarket!>> Esclama quello indicandomi come se fossi una specie rara. Sbuffo. Bella mi guarda valutando le parole del mio amico e poi scuote la testa. 

<< Va bene. Sistemo tutto qui e poi andiamo prima per l’auto.>> Dice alzandosi e noto che recupera le tazze usate da lei e da Ros.

<< Bella, lasciale. Ci penserà Andrea od Olivia!>> Le dico per fermarla, ma lei non mi dà retta e nel giro di pochi minuti sistema tutto sul carrellino. 

<< E questa ora?>> Chiede guardando la torta. Jack ha finito di mangiare e si alza per sistemare il piattino sul carrello,l’imito e appoggio la tazzina del caffè.

<< Lasciala. Ci penserà qualcuno!>> Le dico attirandola verso di me e le bacio una tempia. Lei non è convinta, non la lascio ribattere perché recupero il suo cappotto. Lei sbuffa e l’afferra dalle mie mani per poi appoggiarlo sul divano, afferra i suoi libri e li infila in borsa. Indossa il cappotto e recupera borsa e tracolla. 

<< Okay. Sono pronta possiamo andare!>> Dice spostandosi verso la porta. Recupero il cappotto e Jack mi imita. E tutti e tre usciamo dal mio ufficio.

~~~~~~

Bella’s Pov

Sono alla guida della mia auto con Christian e il suo amico Jack, che sta dicendo cavolate per far incazzare il suo amico. Almeno credo. Abbiamo appena finito di far controllare la mia macchina, e’ perfetta e può viaggiare.

<< Sei sicura di volerla guidare sabato?>> Mi chiede Christian ignorando l’ennesima battuta del suo amico che si trova sul sedile posteriore.

<< Christian, l’auto è perfetta. L’hai sentito il meccanico,no?Può circolare tranquillamente.>> Gli rispondo senza distogliere lo sguardo dalla strada. Jack resta in silenzio, il che è strano.

<< Potresti lasciarla a Seattle e potresti venire con la mia macchina.>> Mi risponde lui e sento il suo sguardo addosso.

<< Christian, non sono sicura che sia una buona idea presentarmi con uno sconosciuto dicendo che è il mio fidanzato.>> Nel dire ciò mi volto per un secondo verso di lui e poi mi rigiro verso la strada.

<< Bella, te l’ho già detto non ti lascio andare da sola. Considerando che non vuoi neppure le guardie del corpo!>> Sbotta lui.

<< Non può succedermi nulla!>> Controbatto io senza riflettere neppure un secondo.

<< Ah, no? Ti sei dimenticata del tuo tentato stupro?>> Mi domanda retoricamente con un tono sarcastico. Mi mordo il labbro e non dico nulla.

<< Stupro?>> Domanda Jack con un tono isterico. Respiro lentamente per restare calma.

<< Tentato stupro.>> Rispondo con un tono di voce neutro. Guido in silenzio fino al supermercato più grande che si trova nella zona dove abito. Non so se voglio scendere da questa macchina ora. Parcheggio in un punto abbastanza vicino all’entrata, apro la portiera e scendo veloce ma vengo bloccata da Christian. Il mio fidanzato mi blocca tra lui e l’auto con le sue braccia.

<< Non dovevo dirlo. Mi spiace! Mi preoccupo per te! E vorrei conoscere tuo padre anche. Oltre i tuoi amici. >> Si spiega incatenando il suo sguardo al mio e mi accarezza il viso. Mi mordo il labbro perché non so cosa dire. 

<< Ragazzi, non vorrei interrompere questo vostro momento,>> inizia a dire Jack ,<< ma dovreste separarvi e muovervi. Christian penso che ti hanno riconosciuto.>> Christian annuisce alle parole dell’amico e recupera le chiavi della mia auto e la chiude, e poi mi attira contro il suo petto e mi stringe.

<< Taylor puoi pensarci tu!>> Sento che gli ordina visto che mi tiene stretta a sé con le sue braccia,le quali nascondono la mia testa praticamente.

<< Cosa..>> inizio a chiedere sollevando un po’ il capo per poterlo guardare. 

<< Taylor farà scomparire eventuali foto. Voglio bloccare eventuali intromissioni nella tua vita da parte dei media. Non voglio che ti diano fastidio, non so per quanto ci riuscirò ad ostacolarli.>> Mi dice cautamente come se avesse paura di una mia reazione.

<< Christian, non credo che attirerei tutta questa attenzione. Cosa avrei di speciale? >> Gli chiedo senza capire perché dovrebbero fotografarmi. E’ lui che è famoso, no io.

<< Sei la mia fidanzata, e credimi già questo solo attira attenzione. Per non parlare che hai salvato due bambine da morte certa e si sta discutendo di darti una medaglia come riconoscimento.>> Dice scrutando la mia reazione e mi accrezza i capelli senza districare il suo abbraccio. 

<< Cosa?>> Esclamiamo in coro io e Jack.

<< Medaglia?>> Domando spalancando la bocca. Lui annuisce e mi osserva ancora. 

<< Signore. E’ tutto sotto controllo,potete entrare all’interno anche. >> Ci informa Taylor avvicinandoci a noi. Christian annuisce e nel giro di un minuto entriamo dentro. Recupero un carrello e recupero la lista dalla borsa, mi guardo intorno e decido di iniziare dall’acqua. Christian resta sempre al mio fianco, mentre Jack sorride ad ogni ragazza o donna che incontra restando anche indietro. Taylor ci segue con discrezione. 

Trovo il reparto dell’acqua e mi avvicino per scegliere la marca che comprerò. Faccio per recuperare una confezione da sei bottiglie da due litri ma vengo preceduta da due braccia che mi circondano la vita. << Christian!>> Lo chiamo girandomi verso di lui.

<< Devo prendere l’acqua.>> Gli spiego senza capire perché faccia cosi, ha spedito Taylor a cancellare le foto di noi attaccati e ora mi abbraccia dove possono fotografarlo.

<< Non ti preoccupare.>> Lo guardo confusa ma poi un rumore attira la mia attenzione. Mi volto e vedo l’acqua nel mio carrello e Taylor che infila altre due confezioni uguali. Cosa? 

<< Christian!>> Esclamo incredula. Jack – che è rispuntato- ride e si mantiene la pancia. 

<< Cosa? Pensavi che te la facessi sollevare ?>> Mi chiede con un tono beffardo. Sbuffo e mi libero dalla sua presa. << Posso recuperare da sola il resto della spesa? O devo essere assistita se pesa più di un chilo?>> Domando verso Christian afferrando il carrello. Sorrido a Taylor, il quale mi fa un cenno con la testa. Christian mi sfila il carrello dalle mani prima di rispondermi e fulmina Taylor. 

Jack ride come un pazzo. 

<< Lo guido io. Non voglio che ti stanchi inutilmente!>> Ribatte serio e scruta il mio braccio. Sbuffo e lo sorpasso per cercare il resto della mia spesa. Ho preso quasi tutto ciò che era inserito nella lista, guardo cosa resta ed arrossisco. Jack sta flirtando con una ragazza quindi è distratto, mentre Taylor resta qualche passo dietro di noi e fa finta di fare la spesa. Resta il mio fidanzato, che però so già che non si allontanerà neppure per un secondo. Riguardo la singola voce rimasta. Recupero il coraggio e mi dirigo verso la corsia di quell’oggetto, magari non si accorge neppure. Lo guardo e noto che si sta guardando intorno con l’aria spaesata. << Non vieni mai a fare la spesa?>> Gli chiedo dando voce ai miei pensieri.

<< Sono da molto. Da quando accompagnavo Grace prima del college.>> Mi dice abbozzando un sorriso per qualcosa che ricorda. << L’aiutavo con la spesa quando papà era impegnato e lei decideva di uscire di sera tardi. E ogni volta ci fermavamo a comprare la pizza !>> Gli sorrido e riesco ad immaginare la scena di loro due. E mi trovo ad essere triste. Mi schiarisco la gola prima di parlare. 

<< Quindi ora fa tutto Mrs Jones? Cioè Gail. >> Dico curiosa. Lui mi si avvicina ed annuisce. << Si, con l’aiuto di Taylor anche. Hai finito?>> Dice prendendomi il foglietto e lo legge. Arrossisco e quando aggrotta le sopracciglia sono certa che abbia letto l’ultima voce. 

<< Direi di recuperare gli assorbenti.>> Dice riconsegnandomi la lista. Ecco una frase che non pensavo che avrei mai sentito dire ad uomo, specie se l’uomo è Christian. Arrossisco e faccio strada verso la corsia, ci fermiamo davanti allo scaffale ed il mio fidanzato li osserva attentamente. Recupero velocemente i miei e li metto nel carrello.Lui prende in mano una delle confezioni che ho preso e la osserva. 

<< Interno?>> Chiede lui con un tono sorpreso. Si, ha in mano la scatola dei Tampax ed io sono paonazza per l’imbarazzo. Annuisco e gli levo la confezione dalle mani. << Ragazzi, io vado via!>> Esclama Jack e lo vedo recuperare una scatola di preservativi. 

<< Non volevi pranzare con noi?>> Gli chiedo aggrottando le sopracciglia. Jack mi sorride malizioso. << Si, pulce. Ma vedi lei mi darà il dolce,>> dice indicando una biondina lontana da noi,<< ero da molto che non rimorchiavo nei supermercati. Pulce se resti da Chris ti porto i croissant caldi domani mattina. Mi raccomando non fate nulla che io non farei! >> Fa l’occhiolino e scappa via senza darci il tempo di replicare. Mi giro a guardare Chris e scoppio a ridere.

~~~~~ 

Dopo aver sistemato la spesa ed aver mangiato a casa mia( nonostante le lamentele di Christian sul voler pranzare fuori) ora stiamo andando in ospedale a piedi. 

<< Allora ci vediamo dopo come finisco? >> Chiedo come mettiamo piede nell’atrio dell’ospedale. Lui mi guarda come se mi fosse sfuggito qualcosa. 

<< Resto con te! Voglio vederti con i bambini!>> Mi risponde guardandomi con uno sguardo che non riesco a capire. 

<< Allora preparati a mille domande! Sono piuttosto curiosi i piccoli!>> Esclamo facendo un sorrisino. 

<< Mi servirà per allenarmi per sabato! Piuttosto dovresti dirlo a tuo padre che verrò con te!>> Dice osservandomi attentamente. Rilascio un sospiro e so che ha ragione, Christian mi tiene spesso per mano e ci baciamo senza neppure fare attenzione a chi c’è intorno. 

<< Lo chiamerò domani. E gli dirò di preparare le due camere da letto per gli ospiti. >> Gli rispondo scrutandolo a mia volta. 

<< Due camere da letto? >> Mi chiede confuso assottigliando lo sguardo.

<< Almeno che non vuoi dormire sul divano, ti tocca una delle nuove camere da letto appena ristrutturate anzi realizzate.>> Gli rispondo con un tono ovvio.

<< Non dormo con te?>> Mi chiede con un tono incredulo. 

<< Non penso che Charlie approverebbe. Almeno che non vuoi alloggiare nel piccolo motel.>> Sono sicura che appena lo saprà Charlie darà di matto. 

<< Preferisco dormire sotto il tuo stesso tetto. Non mi piace che dormirai da sola!>> Dice con lo stesso tono di un bambino a cui hanno tolto il cioccolato. 

<< Neppure a me! Ma non voglio sfidare la sorta e far si che ti spari davvero! Sarà solo per una notte.>> Cerco di tirarli su l’umore e appena entriamo in ascensore lo bacio dolcemente cercando di non perdere il controllo. Controllo che perdiamo entrambi appena iniziamo ad esplorare reciprocamente il corpo dell’altro. Ci stacchiamo poco prima di arrivare al piano selezionato. Cerco di regolarizzare il respiro. Lui mi scruta soddisfatto. << Dio! Se non dovessi accompagnarti dai piccoli ti rapirei subito!>> Sbotta appoggiando la sua fronte sulla mia. Ci separiamo e tenendoci per mano andiamo dai piccoli. Stranamente e’ tutto silenzioso vicino a dove si riuniscono i bambini.E come ci avviciniamo noto che la stanza e’ al buio. 

<< Ma cosa..?>> Inizio a dire a voce alta preoccupandomi. 

<< SORPRESA!>> Urlano tutti quanti appena la luce si accende. Spalanco la bocca perché non so cosa dire. C’è uno striscione con scritto: Buona guarigione Super Girl! Ed è circondato dalle impronte delle mani dei bambini. E la stanza e’ piena di palloncini di vari colori e alcuni sono a forma di margherite. 

Guardo tutti i presenti nella stanza e scoppio a piangere per il calore che mi trasmettono. Christian mi abbraccia subito e cerco di calmarmi per non spaventarli.

<< Non ti piace?>> Mi chiede il piccolo Ben avvicinandosi con un visino triste. Scuoto la testa e scaccio le lacrime con la mano, per poi abbassarmi alla sua altezza ed abbracciarlo e baciarlo sulla guancia. Mi stacco da lui e sorrido.

<< L’adoro! Grazie Ben!>> Lui arrossisce e sorride soddisfatto. Mi rialzo e guardo tutti i presenti. 

<< Grazie mille! Non dovevate!>> Mi rivolgo ai miei amici dottori, ma anche a Grace e a Tracy. Noto che c’è tutta la famiglia Grey di Christian al completo. 

<< Non dirlo neppure per scherzo!>> Esclama Callie come se stesse scacciando una mosca con la mano. Rido e le schiocco un bacio, per poi fare lo stesso con tutti quanti. 

<< Tu lo sapevi?>> Domandò a Christian appena finisco di scartare i regali. Siamo seduti su un piccolo divano mentre ci gustiamo ciascuno una fetta di torta. 

<< Si,>> dice appoggiando il piattino sul tavolino vicino,<< hanno deciso tutto oggi. L’idea e’ stata dei bambini, ma penso che si siano divertiti di più gli adulti ad organizzare.>> Mi stringe di più a sé nonostante sia già seduta sulle sue gambe. Arrossisco.

<< Riri,>> dico lanciando uno sguardo a Mia che sta per saltare dalla gioia. 

<< Ignorali.>> Mi risponde già capendo cosa volevo dire. Mi bacia infischiandosene di essere visto da tutti. Ed io ricambio il bacio senza pensarci. 

Sento qualcosa sfiorare la mi a gamba, e malvolentieri mi separo dalle labbra di Christian. Mi volto e trovo Ben, il quale ci scruta. 

<< Si, Ben?>> Gli chiedo dolcemente. Sembra molto pensieroso. 

<< Tu sei il fidanzato di Bella?>> Chiede guardando in faccia a Christian. Noto che tutti ci stanno ascoltando.

<< Si, sono io. Perché vuoi saperlo?>> Gli chiede Christian curioso ma anche divertito dal bambino. 

<< Perché lei mi piace. Voglio essere io! Ma tu sei simpatico, hai giocato con me e gli altri con gli aereoplanini, quindi mi faccio da parte!>> Esclama serio senza staccare gli occhi dal mio fidanzato. Qualcuno smorza una risata. Vedo Christian sorridere soddisfatto e un luccichio negli occhi appare. 

<< Senti quando lei è qui tu puoi controllare che nessuno le faccia del male. Sarai il mio vice! Ti piace l’idea?>> Gli propone e il suo tono non scherza per nulla. 

<< Si, sarò il tuo vice. E se qualcuno la disturba ci penso io!>> Esclama sbattendosi una mano sul petto.

<< Pure noi!>> Esclamano in coro Sophie e Zola affiancandosi al bambino.

<< Ma certo piccole! Anche voi! Siete tutti e tre i miei vice!>> Guardo il mio fidanzato e non so se ridere oppure tirarli un pugno. I piccoli soddisfatti della risposta si allontanano.

<< Hai trovato altre guardie del corpo per quando sono qui?>> Gli chiedo e pur essendo incredula per ciò scoppio a ridere.  Solo lui poteva chiedere l’aiuto dei bambini.

<< Non proprio. E poi si sono offerti volontari!>> Ribatte facendo una smorfia. Rido ancora più forte e circondo il suo collo con le mie braccia. E lo baciodolcemente. 

<< Sei pazzo!>> Dico appena mi separo dalle sue labbra per un secondo e poi lo ribacio. E mentre lo bacio prendo una decisione importante, decido di correre il rischio.

~~~~~

Sono le 18 quando andiamo via dall’ospedale, i bambini devono cenare a breve e devono riposare visto quanto si sono scatenati oggi. I miei regali sono nella macchina di Christian, il quale li ha fatti caricare mezzora prima. 

<< Vuoi andare da qualche parte?>> Mi chiede appena mettiamo piede nel parcheggio. 

<< No vorrei andare a casa mia a portare i regali.>> Dico indicando con la testa l’auto. Lui annuisce e fa un cenno a Taylor, il quale mi apre lo sportello dei sedili posteriori. Christian mi aiuta a salire e poi fa il giro per accomodarsi. Appena Taylor si mette alla guida partiamo. Sawyer e’ sul sedile affianco a Taylor. Christian mi bacia la tempia e mi accarezza il braccio. Vorrei baciarlo. Lui sorride e mi bacia il dorso della mano. Sospiro e mi lascio andare contro lo schienale. Il tragitto e’ brevissimo, Taylor e Sawyer ci accompagnano fino al mio appartamento e hanno in mano i miei regali, più precisamente trasportano il sacco da boxe ( regalo di Karev). 

<< Altro signore?>> Chiede Taylor appena appoggiano il sacco sul pavimento. 

<< Dove vuoi sistemarlo Bella?>> Mi chiede Christian scrutandomi in viso. 

<< In salotto. Ma posso farlo domani io.>> Affermo per bloccare il suo successivo ordine, ma inutilmente visto che Taylor e Sawyer scattano alle mie parole e in poco tempo lo sistemano. << Vorrei portarti fuori a cena,>> afferma Christian avvicinandosi e prendendomi per mano. 

<< Oh.>>Riesco a dire solo e guardo i vestiti che indosso.

<< Devo cambiarmi!>> Gli dico indicando il mio aspetto. 

<< Sei fantastica anche cosi. Ti passo a prendere o ti cambi da me?>> Dice osservandomi in viso. 

<< Oh,beh. Recupero un vestito per la serata e mi cambio da te. >> Lui mi scruta e sta per dire qualcosa ma resta in silenzio ed annuisce. << Okay. Ti aspetto qui.>> Mi dice solo. Mi reco in camera e frugo nell’armadio per cercare un vestito adatto. Cosa ci si mette per uscire con Christian Grey? Scruto i vestiti e scarto quelli già usati con lui, quelli troppo corti ed altri vestiti. Sto per perdere la speranza quando noto un vestito nuovo mai usato. Lo prendo in mano e lo guardo confusa, poi ricordo. E’ un regalo del mio vice nonno, arrivato dall’Italia per Natale con altri vestiti. Recupero un borsone ed infilo l’abito e quello che può servire per prepararmi, comprese le scarpe ed uno coprispalle nero in pizzo. Prendo anche una pochette e l’infilo in borsa. 

<< Eccomi!>> Dico appena entro in cucina. Il sacco da boxe e’ in un angolo del salone e non crea problemi. Christian recupera il mio borsone ed usciamo dal mio appartamento. 

~~~~ 

Taylor ci porta all’escala nel giro di quindici minuti. Devo ammetterlo e’ bello avere qualcuno che guida al posto tuo, ovviamente questo mio pensiero non lo dirò al mio fidanzato perché approfitterebbe per convincermi a far guidare Sawyer sempre. Taylor parcheggia nel garage ed io e Christian saliamo subito.Nell’ascensore mi bacia come se non fosse mai sazio, inutile dire che neppure io mi trattengo e quando ci stacchiamo sono completamente attaccata al suo corpo e non ho fiato. Mi mantengo alle sue braccia visto che non sento le gambe, sembrano fatte di gelatina. 

<< Sei stupenda! Anche se non vorrei mai che qualcuno ti vedesse in queste condizioni.>> Mi soffia ad un millimetro dalle labbra. Aggrotto la fronte senza capire che intenda e lui come se mi avesse compresa mi volta verso lo specchio presente nell’ascensore. Resta alle mie spalle. Il cappotto e’ aperto e s’intravede chiaramente il mio petto visto che i bottoni della camicetta e del cardigan sono tutti sbottonati, ho le guance rosse come le labbra ed infine ho gli occhi lucidi. Il termine esatto è eccitati. Mi abbraccia da dietro e posa le sue mani sulla mia pancia. << Era a questo che mi riferivo.>> Mormora guardandomi attraverso lo specchio. Arrossisco maggiormente. Mi chiude velocemente i bottoni e nel mentre inizia a baciarmi il collo. Mi appoggio sul suo petto e rilascio un gemito, al che lui sorride sulla mia pelle. 

<< Christian.>> Lo chiamo afferrando le sue mani ed esponendo maggiormente il collo per agevolarlo.

<< Si, piccola?Dimmi cosa vuoi.>> Mi dice senza smettere di baciarmi. Cosa voglio?

<< Io..>> inizio a dire trattenendo i miei gemiti. 

<< Si?>> Mi chiede lui appoggiando anche la punta della lingua. 

<< Io.. Voglio..>> La mia risposta viene bloccata dalle porte che si aprono e da qualcuno che si schiarisce la voce. Mi giro verso il suono e vedo Taylor. Ma come ha fatto a salire prima di noi? L’abbiamo lasciato nel garage! 

Christian mi solleva in braccio, e gli sorrido riconoscente visto che non sono sicura di riuscire a camminare ora.

<< Taylor, verso le 19.30 usciamo.>> Gli comunica entrando dentro l’appartamento.

<< Si signore. Miss Swan! Mr Grey!>> Risponde congedandosi dalla nostra vista. Christian mi porta in braccio fino alla sua camera da letto, dove mi deposita sul letto e appoggia il mio borsone in un angolo nel letto.

<< Fra un’ora usciamo. Ti serve più tempo?>> Mi chiede sedendosi accanto a me. 

<< Dovrei farcela.>> Gli rispondo sorridendo. Mi bacia dolcemente e poi si alza. 

<< Ti lascio preparare in pace.>> Risponde alzandosi dal letto. Gli afferro la mano prima che si allontani da me. << E’ la tua stanza. Dovrei essere io a lasciarti preparare qui!>> Dico guardando la stanza per un secondo. 

<< Resta qui. Recupero un cambio dalla cabina armadio e mi preparo nel mio ufficio. E non preoccuparti c’è un bagno attrezzato annesso che uso sempre.Preparati qui con calma.>> Mi risponde tornando a sedersi. 

<< E’ la tua stanza!>> Ribatto prontamente alle sue parole. Lui sorride e mi accarezza una guancia. << Per ora!>> Esclama subito e poi si alza e chiude la porta dietro le sue spalle. 

Sbuffo e mi lascio cadere sul materasso ed osservo il soffitto per qualche minuto. Mi alzo e abbandono il cappotto sopra il letto vicino alla borsa. Apro il borsone ed estraggo tutto quanto. Prendo l’intimo e mi dirigo nel bagno per farmi una veloce doccia. 

~~~~ 

Ho appena finito di indossare l’intimo comprese le calze autoreggenti. Devo solo asciugarmi i capelli, che in questo momento sono stretti dalla salvietta. Sembra di avere un turbante. Li libero ed inizio a spazzolarli. Sono cosi immersa nei miei pensieri che non sento la porta aprirsi.

<< Questa si che è una visione!>> Esclama Christian facendomi sobbalzare. 

<< Christian!>> Esclamo recuperando la spazzola che mi e’ sfuggita di mano.

<< Non volevo spaventarti. Devo recuperare i vestiti.>> Dice entrando nella cabina. Accendo il phon e mi asciugo i capelli e per fortuna con l’aiuto della spazzola restano in ordine. Mi infilo il vestito prima che il mio fidanzato esca dalla sua cabina armadio, ma la cerniera si blocca a metà schiena. 

<< Eddai!>> Inizio a dire guardandola grazie allo specchio. 

<< Aspetta! Ti aiuto!>> Afferma Christian spostando le mie mani e sostituendole con le sue. Mi accarezza la pelle della schiena, mi lascia un bacio vicino ai gancetti del reggiseno e mi chiude la cerniera. 

<< Sei stupenda.>> Mi dice scrutandomi grazie il riflesso dello specchio. 

<< Christian!>> Inizio a dire sentendo l’aria sempre più elettrica. 

<< Lo so, piccola! Puoi finire di prepararti qui.>> Mi dice baciandomi la guancia. << Resta qui. >> Gli dico di getto, ma lui mi bacia e recupera i suoi vestiti.

<< Credimi, ora ho bisogno di una doccia fredda. Ti aspetto di sotto, piccola.>> Dice per poi sparire dalla stanza. 

Mi trucco leggermente ed indosso le decolté nere tacco dodici centimetri. Mi guardo allo specchio e penso che possa andar bene. Il vestito color rosa cipria mi arriva a qualche centimetro dalle ginocchia, lo scollo e’ a cuore senza essere eccessivo e le bretelle sono larghe. Mi Indosso anche il coprispalle nero in pizza che si abbina perfettamente alle roselline nere sulla parte finale della gonna. Prendo la pochette rosa cipria ed il cappotto e scendo al piano inferiore. 

Christian e’ in salone e parla al telefono, quando sente il rumore dei tacchi si gira e spalanca gli occhi nonostante mi abbia già vista prima. 

<< Sei bellissima!>>Esclama appena chiude la chiamata. Arrossisco e mi avvicino a lui, noto che la cravatta e’ storta. Appoggio la borsa ed il cappotto sul divano ed inizio a sistemarli la cravatta. 

<< Ecco, >> dico appena finisco di sistemare la sua cravatta,<< cosi sei perfetto!>> Mi allontano leggermente e gli sorrido. 

<< Cristo!>> Sbotta lui e prima di capire il suo comportamento mi bacia e mi attira addosso a lui. Appena ci separiamo mi sorride soddisfatto.

<< Dimmi, dove andiamo? Non so neppure se vado bene vestita cosi.>> Gli chiedo mentre mi aiuta ad indossare il cappotto.

<< Sei perfetta. E non ti dico nulla. E’ una sorpresa!>> Esclama sorridendo e mi conduce fuori da casa sua. 

~~~~

Guardo l’edificio che svetta sopra la mia testa. 

<< Lo Space Needle?>> Chiedo al mio fidanzato alternando lo sguardo da lui all’edificio. 

<< Si, ci siamo conosciuti qui. Quindi mi pareva una buona idea che il nostro primo vero appuntamento fosse qui.>> Mi risponde con un tono che sembra incerto ed imbarazzato. E’ tenero! Gli sorrido, mi alzo sulle punte e lo bacio dolcemente.

<< Grazie!>> Mi limito a dire, al che lui sorride e riesco a cogliere la sua soddisfazione. Entriamo all’interno e saliamo per raggiungere il ristorante. Il ristorante e’ meglio di quanto ricordassi, l’atmosfera e’ magica. Guardo il menù e noto che ci sono vari piatti con i crostacei. Ho il terrore di ritrovarmeli nel cibo ormai. 

Ordiniamo i nostri piatti e trascorriamo la cena a parlare e stuzzicarci anche. Christian mi fa assaggiare un po’ di vino bianco, ma bevo solo un sorso. Ogni tanto durante la cena ci baciamo e ci accarezziamo, ma è in macchina che iniziamo a baciarci più profondamente. La situazione degenera quando arriviamo nel suo appartamento. I nostri cappotti finiscono sul pavimento dell’entrata insieme alla mia pochette. Christian mi solleva ed io gli circondo il bacino con le mie gambe, nel mentre bacio il suo collo e mi accorgo a malapena che stiamo salendo al piano superiore. Christian riprende a baciarmi e poi sento una superficie morbida sotto la schiena. Riapro gli occhi e vedo Christian osservarmi, l’attiro verso di me e lo bacio. Le nostre mani corrono frenetiche sui nostri corpi; lo libero dalla giacca e dalla camicia il più velocemente possibile e lui mi aiuta a spogliarlo.Si solleva da me e mi osserva per un secondo prima di aiutarmi a togliere la giacchina in pizzo. Mi sollevo ed inizio a baciare il suo collo, lui mi lascia fare e cattura i miei polsi con le sue mani per poi liberarli. Mi abbassa la lampo del vestito, si stacca da me e mi libera dell’abito. Inizio ad ansimare e ad agitarmi e lui lo capisce visto che mi bacia più dolcemente.

<< Possiamo fermarci qui.>> Afferma ad un soffio dalle mie labbra.

<< No. Voglio farlo, solo fai piano.>> Rispondo afferrando il suo viso con entrambe le mani. 

<< Tranquilla.>> Mi fa sdraiare di nuovo e lui s’inchina per baciare il mio seno, ancora intrappolato nel reggiseno.Mi bacia il solco tra i seni e poi continua la sua discesa fino all’ombelico, dove si ferma e poi risale. Mi libera dal reggiseno e prende in bocca un capezzolo e con la mano destra stuzzica l’altro. Inizio ad agitarmi sotto il suo tocco ed ansimo senza riuscire a fermarmi.

<< Christian!>> Lo chiamo con un tono di voce roca ed eccitata.

<< Buona, piccola. Fidati di me.>> Mi risponde separandosi dal mio capezzolo e poi prende in bocca l’altro. Ma io sono troppo eccitata e sollevo il bacino e mi struscio sul suo, in questo modo avverto la sua erezione e ciò invece di spaventarmi finisce per eccitarmi.Gemo più forte. Christian si separa dal mio seno e scende a baciare e leccare più in giù il mio corpo e stavolta arriva fino alla zona della cicatrice. Si ferma e mi bacia lì in zona. 

<< Vuoi che continui?>> Mi chiede lui ed il suo tono è di pura eccitazione. 

<< Si!>> Affermo sicura della mia decisione e prendo le sue mani e le appoggio sopra le mie mutandine. Lui annuisce e mi sfila gli slip con lentezza. Ora sono nuda ad eccezione delle calze. Christian si ferma per un secondo e poi mi sfila anche le calze. Ora sono nuda e lui guarda il mio corpo. Istintivamente mi porto le mani sopra la cicatrice, ma lui mi blocca con le sue.

<< No, non coprirti. Sei meravigliosa!>> Mi dice guardando tutto il mio corpo. Ogni centimetro. 

<< Anche con quella?>> Domandò incerta indicando con il mento la cicatrice. 

<< Si. Ed ora te lo dimosto. >> Si spoglia dei pantaloni e dei boxer. Lo scruto con un po’ di imbarazzo. Lui sorride e mi bacia. 

<< Voglio baciare la tua cicatrice. >> Mi dice scrutando i miei occhi. Annuisco seppur riluttante. Lui sorride e bacia la mia pancia per poi scendere ed avvicinarsi sempre più alla cicatrice. Trattengo il fiato e guardo quello che fa: scende ulteriormente e mi bacia la cicatrice per intero. Trattengo il fiato e mi mordo il labbro inferiore per non gridare. Christian bacia e lecca quella parte del corpo e mi accarezza anche con le dita, le quali continuano la loro discesa.

Christian ritorna su e mi bacia prima con dolcezza e poi con passione. Gli tiro i capelli e avverto le sue dita sulla mia vagina, sono ferme. Mi separo da lui e lo guardo.

<< Ti toccherò e aiuterà a prepararti ad accogliermi.>> Dice serio mentre trattiene il fiato. Annuisco. Avverto un suo dito che si fa strada in me, inizia a muoverlo dentro e fuori e a fare dei cerchi. Inarco la schiena e chiudo gli occhi. Inserisce un secondo dito nella mia fessura e con il pollice stuzzica il clitoride.Perdo qualsiasi lucidità e con il bacino vado incontro alla sua mano. Inizio a sentire le gambe pesanti e mi ritrovo ad urlare il nome di Christian. Come mi calmo inizio a respirare normalmente.

<< Ma quello era un orgasmo?>> Chiedo come una perfetta idiota.

<< Si. Era il primo,vero?>> Mi chiede lui serio. Annuisco e lui sorride. 

<< Bene. Vuoi continuare?>> Mi chiede riniziando a muovere le sue dita dentro la mia intimità.

<< Si!>> Mormoro riprendendo a muovere il bacino. Christian sorride e toglie le sue dita. Mi apre le gambe e mi sistema.<< Ti farà male!>> Mi avverte prima di iniziare a penetrarmi lentamente, arrivato ad un certo punto si blocca. 

<< Cristo sei stretta! Pronta?>> Mi scruta negli occhi ed io annuisco. Si tira un po’ indietro e poi spinge, il che mi provoca un forte.bruciore e dolore. Urlo e piango. Christian immobilizza e mi guarda spaventato.

<< Vai avanti.>> mormorò con la voce affaticata. Lui annuisce e riprende a muoversi, esce ed entra piano. Inizio a muovere il bacino, e sento un po’ di piacere. 

<< Christian più forte!>> Gli ordino arpionando le sue braccia. Lui mi accontenta ed accelera. Mi prende una gamba e se la porta a circondarsi il bacino.

Sento l’orgasmo arrivare. 

<< Coraggio Isabella, vieni. Vieni per me, piccola.>> Dice spingendo più forte. E le sue parole funzionano, visto che arrivo all’orgasmo e mi inarco sotto le sue spinte. Avverto che anche lui arriva al suo orgasmo poco dopo di me. Crolla sul mio corpo, e circondo il suo collo con le braccia. 

<< Dovrei tornare a casa.>> Sussurro mentre le palpebre iniziano ad abbassarsi. Christian esce da me e si posiziona al mio fianco. Chiudo gli occhi e mi lascio andare al sonno, ma riesco a sentire chiaramente le parole di Christian.

<< Sei già a casa!Dormi fatina mia! Ci sono io, ci penserò io a te!>> E poi crollo definitivamente.

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