Capitolo 19 _ San Valentino ed un cuore spezzato?
Alice’s Pov
Sto rientrando a casa in sella della mia moto dopo aver trascorso tutto il giorno in istituto, dove fortunatamente non ho avuto la possibilità di incontrare Claudio e quindi ho potuto evitare di parlare di quanto accaduto ieri a casa mia.
So che devo affrontare questa situazione ma non so come possa farlo.
Mi affretto a scendere dalla mia Ice una volta entrata nel cortile e mentre guardo la fontana di Trevi illuminata dalla luce dei lampioni sospiro.
<< Non sono ancora arrivate!>> Esclama una voce all’improvviso alle mie spalle facendomi sobbalzare sul posto.
<< Nonno! Mi hai spaventato!>> Gli dico portandomi una mano sul cuore.
<< Scusami nipotina!>> Dice nonno con un sorriso.
<< Va bene. Tranquillo nonno le suore e Sonia stanno per arrivare. Giulia, i bambini ed Yukino dove sono ?>> Gli chiedo mentre cerco di captare la voce dei miei bambini.
<< Angela e Claudio hanno trascinato Giulia in giro per i supermercati per comprare i dolci da regalare ai bambini dell’associazione della quale fa parte Tuccilo dopo che quest’ultimo è passato questo pomeriggio per parlarti.>> Mi spiega brevemente l’uomo che è a tutti gli effetti mio nonno.
<< Immagino che una percentuale finirà nelle loro pance già sulla via di ritorno,>> dico alzando gli occhi al cielo visto che conosco la loro golosità, che poi in realtà è pari alla mia.
<< Probabile,>> ribatte nonno con un sorriso,<< Amalia invece sta cucinando insieme alla governante per accogliere le suore e Sonia. Mentre Yukino è uscita con tuo fratello per una mostra fotografica o qualcosa di simile.>>
<< Yukino è uscita con Marco?>> Chiedo perplessa da questa novità e l’uomo davanti a me si limita ad annuire.
<< Va bene domani penserò a Marco,>> dico accantonando la questione almeno per il momento,<< e nonna Amalia sta cucinando per un reggimento? Spero di no!>>
<< In realtà non saprei ma credo che sia molto probabile conoscendo Amalia,>> risponde con la sua solita aria divertita ed affascinante che ha fatto cadere ai suoi piedi tante donne nel corso degli anni ma nonno Riccardo è rimasto fedele alla sua Angi dal momento in cui da giovane uomo ha capito di amarla.
<< È meglio che vada a controllarla,>> dico slacciandomi il casco per poi lasciarlo nelle mani del nonno.
<< Si direi di sì,>> ribatte lui mentre m’incammino verso la porta che dà sul cortile e che permette di raggiungere quasi subito la cucina.
<< Ecco così ci siamo!>> Sento esclamare nonna Amalia appena metto piede all’interno dell’abitazione.
<< Ha ragione signora Amalia così è perfetto!>> Afferma Emilia la mia preziosa governante ed io mi avvicino alla soglia della cucina e sbircio.
<< Mi devi chiamare Amalia e devi darmi del tu, mia cara!>> Ribatte mia nonna mentre inizia a tagliare qualcosa che non capisco cosa sia.
<< Non riesco ad abituarmi a darle del tu,>> ribatte Emilia guadagnandosi un’occhiataccia da parte della mia amata nonnina.
<< Emilia credo che tu debba iniziare a dare del tu alla mia amata nonnina che ha deciso di sfamare tutta la caserma militare più vicina,>> dico ironicamente mettendo piede in cucina e con la mano indico le varie pietanze pronte e quelle in fase di arrivo.
<< Bella de nonna mica posso fare solo un misero primo ed un secondo,>> comincia a dire mia nonna per difendersi,<< le consorelle potrebbero pensare che Giulietta e la creatura soffrirebbero la fame!>>
<< Nonna,>> mi limito a dire usando lo stesso tono con cui rimprovero le mie due pesti quando esagerano e la mia amata nonnina sbuffa.
<< Nipotina che ti devo dì? Voglio fare buona impressione alle suore!>> Esclama mia nonna svelando finalmente l’arcano.
<< Ora vatti a cambiare e togliti quei vestiti che puzzi di cadavere,>> aggiunge indicando i vestiti che indosso ed effettivamente ha ragione visto che ho partecipato ad un’autopsia condotta da Anceschi.
<< Va bene, vado,>> detto ciò mi giro ed inizio a camminare per raggiungere il salone per poi voltarmi di volo,<< nonna non mangiare i babà in mia assenza perché gli ho contatti e so quanti sono!>>
E senza aspettare una sua replica mi rigiro e mi affretto a salire nella mia stanza.
<< Bella de nonna hai avuto proprio una bella idea a fare questa sorpresa a Giulietta,>> dice nonna mentre sistemo alcuni animali del presepe che erano caduti,<< chiedere alle suore e a Sonia di anticipare il loro arrivo è stata una splendida idea! Così Giulietta potrà affrontare meglio la delusione provata a causa di quello stronzo!>>
<< Nonna!>> La sgrido per il termine usato mentre lancio un’occhiata alla porta perché ho imparato che le mie due pesti sono capaci di apparire di soppiato nei momenti meno opportuni.
<< Ha ragione Amalia! È stato uno stronzo quel Sandro!>> Afferma nonno dando man forte alla mia amata nonnina per poi afferrare un biscotto al cioccolato dal porta biscotti natalizio che è sul tavolino.
<< Nonno!>> Esclamò sgridando pure a lui.
<< Alice cara io sono un uomo d’altri tempi forse, ma quando aspetti un figlio ti devi assumere tutte le responsabilità anche nei confronti della donna. Ti sei voluto divertire: ora ti prendi pure le conseguenze!>> Afferma l’uomo versandosi un po’ di scotch in un bicchiere per poi sollevarlo e portarselo alle labbra.
<< Nonno l’hai detto pure tu che probabilmente non sarebbe accettata se esiste questo fidanzamento d’interesse,>> Dico ricordando quanto lui stesso mi abbia detto meno di due sere prima.
<< È vero ma i genitori di lui potrebbero pensarla come me e preferire il riconoscimento del nipotino. Per alcuni uomini sapere di avere un discendente conta molto!>> Ribatte mio nonno con un tono sicuro.
<< E poi bella de nonna anche i fidanzamenti d’interesse si possono rompere,>> aggiunge nonna lanciando uno sguardo complice a mio nonno,<< basta semplicemente fare in modo che ciò avvenga in una maniera da accontentare entrambe le parti.>>
<< Vi state scordando la reazione di rifiuto che ha avuto lui, non mi pare disposto a rompere il fidanzamento,>> Dico cercando di fare ragionare i miei amati nonni.
<< È vero,>> dice nonno con un sospiro che esprime tutta la sua frustrazione.
<< Ora dobbiamo solo pensare a Giulia e al bambino,>> Dico per far ritornare l’attenzione su Giulia,<< la cosa importante è la loro felicità e tranquillità.>>
<< Hai ragione bella de nonna! E sono sicura che l’arrivo anticipato delle suore e della sua amica finirà con il renderla felice,>> dice nonna accarezzandomi la mano appena mi siedo sul bracciolo della poltrona accanto a lei.
<< Lo spero, anche perché sono sicura che le farà piacere farsi accompagnare da loro domani per assistere alla prima ecografia,>> dico pensando a cosa potrà provare Giulia in quel momento.
<< Sicuramente,>> mi risponde nonna senza smettere di accarezzare la mano e proprio in quel momento suonano al citofono.
<< Sono arrivate!>> Esclamo alzandomi in piedi e mi precipito alla porta d’ingresso per poter accogliere le suore e Sonia.
<< Benvenute!>> Dico appena apro la porta e mi ritrovo davanti Suor Elena, Suor Valeria e Sonia.
<< Buonasera Alice e grazie per l’ospitalità,>> mi dice Suor Elena con un sorriso.
<< Accomodatevi,>> dico alle tre facendomi da parte per permettere di entrare.
<< Buonasera Alice e grazie per averci avvisato di quanto successo con il padre del bambino,>> mi dice Suor Valeria appena mettono piede dentro casa.
<< Quel bastardo,>> dice Sonia senza riuscire a trattenersi.
<< Sonia!>> La sgrida la suora più grande ossia Suor Valeria.
<< Suor Valeria è la verità, si è comportato da tale!>> Afferma la ragazza per difendersi.
<< Alice spero che potrai perdonare la lingua di Sonia,>> comincia a dire Suor Elena lanciando un’occhiataccia alla ragazza,<< pur essendo una brava ragazza non riesce a tenere a freno la lingua.>>
<< La lingua? Io l’ho metterei sotto la macchina a quel Sandro,>> borbotta la ragazza incrociando le braccia.
<< Sonia!>> La sgrida stavolta l’altra Suora.
<< Non ti preoccupare Sonia, pure qui non siamo fan di Sandro. Però dobbiamo evitare di usare le parolacce davanti alle mie due pesti, che sono capaci di utilizzarle a scuola,>> dico alzando gli occhi al cielo perché conosco le mie pesti.
<< Va bene e grazie per l’ospitalità,>> mi risponde Sonia sorridendomi con sincerità per poi guardarsi intorno,<< ma Giulia non c’è?>>
<< È in giro con le pesti. Venite in salotto così potete riposarvi, penseremo dopo alle vostre valigie,>> dico prendendo Sonia a braccetto per poi fare strada verso il salotto.
<< Finalmente siete arrivate!>> Esclama mia nonna appena entriamo in salotto.
<< Buonasera Signora Amalia, come sta?>> Le chiede la suora più anziana.
<< Benissimo, Suor Valeria. D’altronde come potrei stare male avendo altre due nipoti nuove di zecca,>> ribatte mia nonna con un sorriso felice per poi spostare l’attenzione su Sonia,<< e tu tesoro devi essere Sonia.>>
<< Buonasera signora, si sono Sonia,>> risponde Sonia guardando con un’espressione malinconica mia nonna.
<< Signora? Ma quale signora! Devi chiamarmi nonna Amalia,>> ribatte mia nonna per poi catturare il braccio libero della ragazza,<< coraggio vieni ad assaggiare una fetta di torta prima che arrivino le pesti. Sei troppo magra!>>
<< Ma ecco io,>> comincia a dire Sonia in difficoltà ma viene interrotta da mia nonna.
<< Ho preparato una torta di mele, una alle pere con gocce di cioccolato glassata di cioccolato fondente,>> dice mia nonna senza darle la possibilità di ribattere.
<< Suor Elena benvenuta,>> aggiunge rivolgendosi all’altra Suora,<< ora se volete scusarmi devo rapire questa ragazza per farle assaggiare le torte!>>
<< È un piacere rivederla Signora Amalia,>> controbatte la suora trattenendo un sorriso.
<< Bene! Torniamo subito!>> Afferma mia nonna trascinando via Sonia.
<< Nonno ti presento Suor Elena e Suor Valeria,>> dico facendo le presentazioni,<< Suor Elena, Suor Valeria vi presento mio nonno Riccardo Sant’Erasmo.>>
<< È un piacere conoscerla,>> dice Suor Valeria allungando una mano verso mio nonno, il quale invece di stringerla l’afferra e la solleva all’altezza della bocca per poi farle il baciamano.
<< Il piacere è mio!>> Afferma mio nonno dopo averle baciato la mano.
<< Oh! Lei è un vero gentiluomo!>> Afferma la suora arrossendo come una scolaretta. Sorrido perché il mio caro nonno è sempre affascinante e fa sempre strage di cuori.
<< Lei è troppo gentile,>> ribatte mio nonno lasciandole la mano per poi fare il baciamano all’altra suora.
<< È un piacere conoscere l’uomo che ha accolto la nostra piccola Giulia a casa sua,>> dice Suor Elena con un sorriso riconoscente.
<< È per me è un piacere conoscere le donne che hanno aiutato ed accolto Giulia nel loro convento adibito a convitto,>> le risponde l’uomo.
<< Che dite di accomodarci? >> Domandò a loro tre proprio nel momento in cui la porta principale viene aperta e si sentono le voci delle due pesti e di Giulia.
<< La mamma sarà già arrivata?>> Chiede mio figlio.
<< Non lo so,>> ribatte Giulia mentre si sente il tonfo della porta che si chiude di colpo e sono sicura che l’abbia chiusa Angela visto che è il suo tipico modus operandi.
<< Ho fame!>> Afferma mia figlia e la risata di Giulia si sente fino a qui.
<< Okay, allora bisogna fare una merenda,>> dice Giulia con un tono divertito e cospiratore.
Si sentono i passi di loro tre e nel giro di qualche secondo mettono piede in salotto, Giulia appena nota la presenza delle suore si blocca sul posto e sgrana gli occhi.
<< Suor Elena, Suor Valeria,>> mormora appena registra la reale presenza delle due suore,<< che ci fate qui? >>
<< Alice ci ha detto quanto successo e ci ha detto che ti avrebbe fatto piacere averci qui tutte e tre per affrontare quanto accaduto,>> le risponde Suor Elena avvicinandosi a lei per poi afferrarle le mani.
<< Tutte e tre? C’è anche Sonia?>> Domanda la mia giovane amica con un tono di voce incredula e sorpresa.
Annuisco e proprio in quell’istante Giulia e nonna Amalia escono dalla cucina tenendo entrambe tra le mani una torta.
<< Sonia!>> Esclama Giulia incredula mentre nonna Amalia prende il vassoio che Sonia tiene tra le mani e le due ragazze corrono ad abbracciarsi e scoppiano a piangere entrambe.
Mi avvicino ai miei figli e li stringo forte le spalle.
~~
Ho appena messo a letto i gemelli ed ora mi posso godere in pace la mia tisana rilassante in questo mio piccolo angolo di paradiso che ho creato.
Mi siedo sul dondolo che si trova nella terrazza avvolta da una pesante coperta in pile ed osservo il cielo stellato di questa notte.
Chiudo gli occhi e cerco di rilassarmi per cacciare dalla mente i mille pensieri che l’affollano.
<< Allora come stanno le altre ragazze del convitto?>> Sento chiedere da Giulia all’improvviso facendomi ritornare alla realtà. Mi alzo in punta di piedi e mi avvicino fino alla ringhiera del balcone che è pieno zeppo di vasi di fiori e grazie ad un buco nella rete verde frangivento che ho attaccato alla ringhiera posso sbirciare sotto ed ascoltare tutto quanto.
<< Lo sai che parlo con molte di loro ma non riesco ad entrarci in confidenza,>> le risponde Sonia portandosi alla bocca una tazza fumante,<< sono tutte quante delle ragazze viziate, senza problemi e con le spalle coperte.>>
<< Lo so,>> le risponde immediatamente Giulia stringendo pure lei tra le mani una tazza fumante,<< pure io ho sempre avuto delle difficoltà ad aprirmi completamente con loro a causa di quanto ho passato.>>
<< Siamo proprio un bel duo,>> ribatte con un tono ironico Sonia,<< io in un colpo ho perso i miei genitori e la mia casa, mentre tu sei stata abbandonata in fasce da tua madre ed ora ti ritrovi incinta di un bastardo doppiogiochista che non vuole assumersi le sue responsabilità.>>
<< Detta così sembriamo un caso disperato,>> borbotta Giulia storcendo le labbra.
<< Forse, considerando anche che non riesco a trovare un lavoro decente che mi permetta di sfruttare realmente i miei studi,>> ribatte Sonia con un tono di voce triste,<< amo la chimica ma devo trovare qualcosa per mantenermi. Non posso fare affidamento per sempre sui turni al bar del convento.>>
<< È così tragica la situazione?>> Le chiede Giulia con un tono di voce incredulo e vedo la ragazza annuire.
<< Si, sto finendo i risparmi e le tasse universitarie sono un salasso,>> le risponde Sonia con un sospiro che esprime la sua frustrazione.
<< E non puoi chiedere la borsa di studio?>> Le chiede Giulia con un tono di voce sconcertato e Sonia scuote la testa.
<< Le borse di studio per quest’anno sono già state assegnate ed io comunque non rientravo in graduatoria a causa di alcuni terreni che ho ereditato dai miei genitori anzi dai nonni,>> le spiega Sonia con uno sbuffo.
<< Terreni agricoli? Dai tuoi nonni?>> Le chiede Giulia con un tono di voce perplesso
<< Si, sono terreni agricoli che si trovano nel Trentino che sono passati direttamente a me visto che i miei genitori sono morti prima dei nonni, però non riesco neppure a venderli perché non ci sono acquirenti realmente interessati ad acquistarli al loro reale valore,>> le spiega con un altro sbuffo la mia nuova giovane ospite.
<< E quindi che farai?>> Le chiede Giulia con un tono di voce preoccupato.
<< Penso che cercherò un lavoro quando torniamo,>> ammette facendo spallucce, << forse potrei mettere in pausa gli studi.>>
<< Mi spiace,>> le dice Giulia prendendole una mano,<< so quanto ami la chimica e la possibilità di laurearti in tempi brevi.>>
<< Ma come sappiamo la vita non rispetta mai i nostri desideri,>> ribatte Sonia facendo un sorriso triste per poi scuotere la testa,<< dimmi di te piuttosto: come ti trovi in questa casa?>>
<< Sono felice di stare qui,>> le risponde immediatamente Giulia,<< Alice mi tratta come una sorellina da coccolare, i bambini mi hanno preso come una compagna di giochi e mi cercano per partecipare ai loro pasticci.>>
Nel dire ciò si lascia sfuggire una risata divertita ed io alzò gli occhi al cielo perché sono ben conscia di cosa possono combinare le mie adorabili pesti.
<< Nonna Amalia e nonno Riccardo mi trattano come una nipote e sono strafelice di avere un nipotino in arrivo,>> aggiunge lei con un tono di voce commosso,<< per la prima volta in vita mia ho il calore di una vera famiglia. Non mi fraintendere tu, Suor Elena e Suor Valeria siete state il mio punto di riferimento e una sorta di famiglia, ma le suore hanno tante persone di cui occuparsi e trasmettono si l’affetto ma non è lo stesso affetto e calore che mi trasmettono Alice e nonna Amalia e nonno Riccardo. Alice mi trasmette un affetto ed un calore che sa..>>
<< Che sa di mamma,>> dice Sonia terminando la frase della sua amica.
<< Si, credo di sì. Alice mi sa tanto di mamma e lo so che è assurdo visto la breve differenza d’età che intercorre tra di noi,>> ribatte Giulia facendomi commuovere.
<< No, non è assurdo Giulia. Pure a me Alice ricorda mia mamma nella sua dolcezza, come la signora Amalia ed il signor Riccardo mi ricordano i miei nonni,>> nel dire ciò usa un tono nostalgico e malinconico,<< sei stata fortunata ad avere incontrato Alice.>>
<< Lo so. Come so che loro ameranno me ed il mio bambino,>> risponde Giulia abbassando lo sguardo per poi portarsi una mano sulla pancia.
<< In merito al bambino cosa intendi fare col padre? Vuoi provare a ricontattarlo nonostante il suo rifiuto?>> Le chiede Sonia usando un tono di voce serio.
<< No,>> comincia a dire Giulia scuotendo lievemente la testa,<< ha già pienamente espresso il suo rifiuto verso questa creatura ed insistere sarebbe inutile. Ora voglio pensare solo al bambino e poi magari in futuro quando il bambino sarà grande da chiedermi notizie su suo padre penserò a cosa fare e cosa raccontare al bambino ma per il momento devo solo pensare al bambino.>>
<< Però tu sai cosa significa crescere senza i genitori,>> le fa notare Sonia con molta delicatezza.
<< Lo so, ma non posso imporre un figlio a Sandro se non vuole essere padre,>> risponde prontamente Giulia con un tono di voce amaro e proprio in quell’istante alla sua amica scappa uno sbadiglio.
<< Scusa, ma sono un po’ stanca,>> dice Sonia scusandosi.
<< È meglio andare a dormire. È tardi,>> dice Giulia alzandosi dalla poltroncina in vimini in cui era seduta e viene imitata dall’amica, così le due ragazze rientrano in casa lasciandomi da sola in questa notte stellata.
<< Perché non possiamo venire pure noi?>> Mi sento chiedere da mia figlia mentre vago per il salone alla ricerca del mio cellulare, che sembra momentaneamente disperso.
<< Angela, tesoro,>> comincio a dirle alzando la testa visto che sono inginocchiata accanto al divano per scovare il mio telefonino,<< Giulia deve andare dal dottore per fare una visita.>>
<< Giulia ci ha detto che il ginecologo le farà vedere il bambino e pure noi vogliamo vederlo!>> Esclama mio figlio mettendo su il broncio.
<< Bella de nonna ha il tuo stesso broncio di quando eri piccina,>> dice nonna spostando i cuscini dal divano per aiutarmi nella mia ricerca.
<< Nonna,>> mi limito a dire per poi guardare i miei figli, i quali sono già perfettamente pettinati e vestiti per uscire.
<< Bambini non potete imporre la vostra presenza,>> dico rivolgendomi alle mie piccole pesti.
<< Noi vogliamo vedere la cuginetta,>> ribatte Angela con forza mentre il fratello annuisce.
<< Cuginetta? Angela non lo sappiamo ancora se sarà una femminuccia oppure un maschietto,>> dico cercando di fare ragionare mia figlia.
<< Secondo me è una bambina! E visto che Giulia è più grande di me però più piccola di te, la bambina è una sorta di cuginetta!>> Afferma con convinzione ed io scuoto la testa perché ora non ho tempo per fronteggiare i suoi ragionamenti.
<< Va bene poi parliamo di ciò con calma, ora però aiutatemi a trovare il cellulare,>> dico ad entrambi perlustrando con lo sguardo lo spazio circostante.
<< C’è l’ho io mamma,>> dice mia figlia per poi estrarre dalla sua borsetta il mio cellulare,<< stava suonando e l’ho preso per portartelo.>>
<< Grazie tesoro, però la prossima volta avvisami subito perché pensavo già di averlo perso,>> rispondo ammettendo quanto credevo anche perché ho un pessimo rapporto con le chiavi e con il cellulare.
Le due pesti ridono e non ho il tempo di aggiungere altro perché arriva Giulia che fruga in modo frenetico nella sua borsa.
<< Alice non trovo le analisi del sangue che ho ritirato ieri pomeriggio,>> dice senza smettere di frugare nella sua borsa.
<< Giulia calmati sono appoggiate sul tavolo,>> le dico appoggiando una mano sul suo braccio,<< le hai messe ieri sera per non scordarle a casa.>>
<< È vero, mi ero scordata,>> mi risponde lei facendo una smorfia che mi strappa un sorriso.
<< Tranquilla, può succedere. Ora fai un respiro profondo per rilassarti: inspira ed espira!>> Affermo e le do l’esempio facendolo io stessa.
Giulia inspira ed espira come le ho suggerito.
<< Brava, sei bravissima,>> le dico per incoraggiarla e tranquillizzarla,<< forza fallo ancora una volta.>>
Giulia lo fa e poi chiude gli occhi.
<< Va meglio?>> Le chiedo visto che lei è ancora con le palpebre abbassate.
<< Si, un pochino va meglio,>> mi risponde lei sollevando finalmente le sue palpebre.
Le sorrido e le accarezzo una guancia.
<< Giulia possiamo venire anche noi per vedere la nostra cuginetta? Per favore,>> dice Angela con un tono così supplichevole e dolce a cui è impossibile resistere.
<< Cuginetta?>> Chiede Giulia incredula e le mie due pesti annuiscono.
<< Ma certo che potete venire,>> aggiunge Giulia cedendo agli occhi da bambi delle mie due pesti.
<< EVVIVA!>> Esclamano in coro i miei figli e per poco non si mettono a saltare.
Sorrido e dopo un breve sguardo in giro usciamo tutti quanti per raggiungere lo studio del ginecologo, che per fortuna si trova a breve distanza da casa e quindi abbiamo la possibilità di poterlo raggiungere a piedi.
E così io, Giulia, i gemelli, Sonia, le suore ed i miei nonni in poco tempo arriviamo fuori dallo studio ma prima di entrare mi volto verso le due pesti per fare le mie raccomandazioni.
<< Faremo i bravi,>> comincia a dire Angela battendomi sul tempo.
<< Non toccheremo nessun strumento,>> aggiunge mio figlio Claudio.
<< Non prenderemo tutti i cioccolatini e le caramelle qualora ci fossero,>> aggiunge mia figlia.
<< E staremo zitti e buoni,>> dice mio figlio concludendo la serie di raccomandazioni che sono solita fare.
<< Direi che vi ricordate tutto, quindi possiamo pure entrare,>> dico facendo un cenno con la testa in direzione del portone mentre tutti gli adulti sorridono divertiti.
Entriamo dentro il palazzo e per fortuna lo studio si trova al primo piano, la segretaria ci fa accomodare nella sala d’attesa.
<< Signora Sant’Erasmo il Dottor Bocci dovete aspettare qualche minuto perché il dottore sta finendo di visitare una paziente ma presto potrà accogliervi ed occuparsi della sua amica,>> ci informa la segretaria appena ci sediamo nelle poltroncine,<< nel frattempo desiderate da bere qualcosa? Un thè? Una tisana? Dell’acqua? Un succo di frutta?>>
<< C’è anche la cioccolata?>> Domanda Giulia con un lieve rossore che le imporpora le guance.
<< Ma certo signorina D’Angelo siamo ben attrezzati,>> le risponde la segretaria con un sorriso materno e dolce,<< desidera anche una spruzzata di panna?>>
La mia amica scuote la testa.
<< Pure io voglio la cioccolata!>> Affermano in coro le mie due pesti.
<< Bambini,>> gli dico lanciando ad entrambi un’occhiataccia di rimprovero.
<< Non si preoccupi signora Sant’Erasmo,>> mi dice la segretaria in tono rassicurante,<< volete anche dei biscotti? Abbiamo i biscotti con gocce di cioccolato a forma di albero di Natale.>>
<< Si,>> rispondono immediatamente le due pesti.
<< Torno subito,>> ci dice la segretaria per poi sparire verso la stanza adibita a cucina.
<< Mamma non abbiamo fatto niente di male,>> si difende subito mia figlia,<< è stata la signora a chiederci se volevamo qualcosa.>>
Alzo gli occhi al cielo per poi scuotere la testa.
<< Ci vuole una cioccolata calda,>> si intromette Giulia guadagnandosi un occhiolino da parte dei miei figli.
Sto per dire qualcosa ma la porta della stanza del ginecologo viene aperta e fuoriesce una donna con un pancione di circa sette mesi.
<< Ci vediamo la prossima volta, la mia segretaria le fisserà il prossimo appuntamento. Lei nel frattempo segua tutti i miei consigli ed in caso di necessità e di dubbi non esiti a chiamarmi,>> dice il Dottor Bocci tenendo aperta la porta.
<< Grazie mille Dottore,>> gli dice la donna allungando la mano in modo da stringere quella del ginecologo.
<< Si figuri. E mi raccomando si riposi e stia tranquilla. Arrivederci!>> Le risponde il medico stringendole la mano.
<< Ci proverò. Arrivederci!>> Lo saluta la donna dopo aver sciolto la stretta delle loro mani per poi avvicinarsi verso la scrivania della segretaria.
<< Alice,>> mi dice il dottore avvicinandosi,<< e lei deve essere Giulia. È un piacere conoscerla. Sono felice che Alice le abbia consigliato il mio operato.>>
<< Si sono Giulia e il piacere è mio. E poi volevo ringraziarla per aver accettato di visitarmi oggi,>> gli dice Giulia alzandosi dalla poltroncina per poi allungare la mano verso il ginecologo.
<< Figurati,>> le dice il mio ginecologo osservando Giulia con un luccichio negli occhi che esprime il suo interesse verso la mia giovane amica,<< possiamo darci del tu se vuoi.>>
<< Certo, anzi per me sarebbe meglio perché mi metterebbe più a mio agio,>> risponde prontamente Giulia sorridendo con sincerità.
<< Bene. Allora direi di accomodarti e di procedere con la visita interna e poi i tuoi accompagnatori potranno entrare ed assistere all’ecografia sempre che tu lo voglia,>> le spiega il medico ricambiando il sorriso.
<< Può entrare almeno Alice? >> Domanda Giulia lanciando uno sguardo speranzoso al medico e poi a me.
<< Certo, se tu lo desideri può entrare ed assistere alla visita interna,>> le risponde il Dottor Bocci cedendo alla richiesta di Giulia.
<< Si lo voglio!>> Afferma Giulia con un sorriso soddisfatto.
<< Ti faccio strada e la mia segretaria si occuperà dei tuoi accompagnatori,>> detto ciò fa un passo avanti in direzione della sua stanza e viene imitato da Giulia. Faccio un passo pure io ma vengo bloccata per un braccio da mia nonna.
<< Hai visto? Giulietta ha fatto colpo sul dottore,>> mormora nonna Amalia in modo da non farsi sentire dalle altre persone.
<< Nonna non esagerare. È solo stato gentile,>> le rispondo cercando di placcare il suo entusiasmo.
<< Bella de nonna sarai pure intelligente ma per certe cose non sei per niente intelligente! Riconosco quello sguardo negli uomini ed il tuo ginecologo se la stava mangiando con gli occhi!>> Afferma mia nonna sempre parlando a bassa voce.
<< E non guardarmi così nipotina!>> Aggiunge avendo notato il mio sguardo di rimprovero.
<< Nonna ti ricordo che Giulia sta vivendo un momento delicato e non credo che il suo cuore sia così libero ed aperto agli uomini,>> mormoro a bassa voce lanciando un veloce sguardo verso la mia amica ed il ginecologo che stanno parlando tra di loro.
<< Sarà pure vero! Però un po’ di divertimento da quel punto di vista non le farebbe male,>> sussurra mia nonna con un tono di voce birichino e malizioso,<< e non guardarmi così lo sai pure tu che gli ormoni vanno assecondati quando si è incinta!>>
<< In realtà non lo so nonna, non ho mai provato nulla di simile durante la gravidanza,>> ribatto cercando di stroncare l’argomento.
<< È vero, sarà che hai scoperto dei gemelli quando eri già di tre mesi e che sono nati in anticipo. Per non parlare del lutto e di tutto quanto hai dovuto affrontare,>> commenta la mia cara amata nonnina con un tono di voce triste.
<< Già,>> dico guardando il ginecologo che sembra incantato da Giulia.
<< Alice,>> mi dice nonna ma io sciolto la testa per non farle aggiungere altro.
<< Lo so nonna. Pensiamo a Giulia ed al suo bambino,>> le dico cercando di sforzare un sorriso,<< ci pensi tu ai bambini? >>
E senza aspettare una sua risposta mi libero della sua presa e mi avvicino al Dottore e a Giulia.
~~
<< Okay qui è tutto apposto,>> dice il ginecologo dopo aver terminato la visita interna,<< ora provo ad usare l’ecografo esterno e se funziona non sarò costretto ad usare la sonda interna.>>
Le spiega il dottore e Giulia annuisce mentre il medico avvicina l’ecografo al lettino per poi accenderlo.
<< Andrà tutto bene,>> dico a Giulia mentre il dottore sistema tutto quanto è necessario.
<< Lo so,>> mi risponde Giulia con uno sguardo che però esprime la sua preoccupazione.
<< Con questo sentirai un po’ di freddo,>> ammette il ginecologo spruzzando un po’di gel sulla pancia di Giulia.
<< Argh! È ghiacciato!>> Esclama Giulia lamentandosi ed il ginecologo le lancia uno sguardo che esprime le sue scuse.
<< Adesso vediamo un po’!>> Afferma il mio ginecologo per poi iniziare a muovere la sonda dell’ecografo.
<< Direi che è tutto nella norma. Non vi sono segni di sofferenza fetale e se Giulia lo desidera i tuoi accompagnatori possono entrare ed assistere all’ecografia e ad ascoltare il battito,>> ci spiega il dottor Bocci lanciando uno sguardo a Giulia, la quale annuisce con gli occhi già lucidi.
<< Si voglio che ci siano pure loro,>> dice con la voce chiaramente commossa.
<< Vado a chiamarli,>> dico accarezzando la mano della mia amica per poi allontanarmi da lei ed aprire la porta e per prima intercetto mia nonna.
<< Nonna potete entrare tutti quanti,>> le dico con un sorriso, che viene ricambiato dall’”anziana donna che si affretta a chiamare a raccolta tutta quanta la truppa.
Faccio strada fino alla stanza dove si trova Giulia stesa sul lettino.
<< Bene ora che ci siete tutti posso finalmente fare ascoltare il battito del bambino a Giulia,>> dice il ginecologo muovendo la sonda e noto come i miei bambini siano incantati dalle immagini che si vedono nello schermo.
<< Oh!>> Esclamano in coro le mie due pesti strappando un sorriso a tutti quanti.
<< Ed ora vi faccio ascoltare il battito del cuore di questo piccolino,>> dice il dottor Diego Bocci per poi cliccare in pulsante del monitor ed in poco tempo la stanza viene invasa dal suono del battito cardiaco di questa nuova vita.
<< Questo è il tuo bambino mia cara Giulia,>> dice il ginecologo alla mia amica sfoggiando un sorriso e Giulia scoppia a piangere.
<< Giulia,>> le dico avvicinandomi a lei e le accarezzo una guancia.
<< Scusate,>> dice tra le lacrime senza riuscire a smettere di piangere.
<< Forse è il caso di uscire e di farla tranquillizzare in pace,>> dice Suor Elena mettendo una mano sulla spalla di Sonia ma Giulia scuote la testa.
<< No vi voglio qui,>> dice sempre tra le lacrime.
<< Andrà tutto bene Giulia,>> le dice il ginecologo rassicurandola e le stringe la mano tra le sue e Giulia cerca di sorridere.
Dopo che la situazione si è calmata Giulia si siede sulla poltroncina davanti alla scrivania del medico, il quale sta leggendo i risultati delle analisi che Giulia ha portato e che erano stati richiesti dallo stesso ginecologo.
<< Le tue analisi sono perfette,>> dice appoggiando i fogli sul ripiano della scrivania,<< però devo chiederti alcuni chiarimenti in merito all’anamnesi della tua famiglia.>>
Giulia si gira a guardarmi in cerca di un sostegno ed io le sorrido come segno di incoraggiamento.
<< Vedi io non ho queste informazioni e non potrò reperirle perché sono stata abbandonata subito poco dopo la mia nascita. Non so chi siano i miei genitori!>> Ammette lei tutto d’un fiato.
Il ginecologo resta in silenzio per qualche istante per poi annuire.
<> dice rassicurandola con la voce profonda e rassicurante,<< provvederò da subito a fartele fare presso il laboratorio di un mio amico così in poco tempo avrai i risultati.>>
<< Grazie,>> si limita a dire Giulia con un tono di voce commosso.
<< Andrà tutto bene,>> la rassicura Diego Bocci catturando la mano di Alice che si trova sopra il ripiano della scrivania,<< fidati di me.>>
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Sono nel mio studio mentre osservo la foto che ritrae me ed i gemelli appena poco dopo la loro nascita.
<< La formina per i biscotti a forma di stella è mia!>> Sento urlare da mia figlia nonostante la porta chiusa, la quale viene aperta dopo un lieve tocco di un pugno.
<< Alice sai che rischi di non trovare più la formina a forma di omino per fare i biscotti?>> Mi chiede mio nonno con un tono di voce ironico.
<< Adesso arrivo,>> dico appoggiando la foto sulla mia scrivania accanto ad un foglio che è pieno di scritte e che attira l’attenzione di mio nonno.
<< Hai trovato una soluzione?>> Mi domanda facendo un cenno con la testa verso il foglio.
<< Non proprio,>> gli dico con un sospiro.
<< Ovvero,>> mi dice lui incitandomi a continuare.
<< Ho ascoltato una conversazione tra Giulia e Sonia ieri notte ed in poche parole Sonia rischia di dover mettere in pausa i suoi studi perché sta finendo i suoi risparmi e non riesce ad ottenere una borsa di studio a causa di alcuni terreni agricoli che ha ereditato dai nonni e che tra le altre cose non riesce neppure a vendere,>> spiego in modo molto breve.
<< E questi terreni sai dove si trovano?>> Mi chiede lui ed io annuisco perché ho controllato il dossier su Giulia poco fa.
<< Si trovano in Trentino Alto Adige, più precisamente nella zona della Valle dei laghi,>> rispondo alla sua domanda senza aggiungere altro.
<< La valle dei laghi? Se non sbaglio è una delle zone più importanti per la produzione di mele ed alcuni miei conoscenti di quella zona si occupano di coltivare e vendere mele. Potrei provare a mettermi in contatto con loro,>> mi dice nonno Riccardo accomodandosi sulla poltroncina.
<< Si sarebbe utile ma a Sonia servirebbe un lavoro o uno stage retribuito per mettere in pratica concretamente le sue conoscenze chimiche e lì dove vive non riesce a trovare nulla di simile,>> gli dico facendo un sospiro.
<< Be potremo darle noi questa possibilità,>> mi propone il comproprietario dell’azienda Sant’Erasmo.
<< Dici davvero?>> Gli chiedo incredula e lui annuisce.
<< Da quanto ho capito Sonia non ha più una famiglia, ha un forte legame con Giulia e l’unico motivo che la spinge a tornare nell’ex paese di Giulia è l’università però..>> mi risponde lasciando in sospeso la frase che io mi affrettò a concludere.
<< Potrebbe chiedere il trasferimento presso l’università di Roma, la stessa che inizierà a frequentare Giulia i prossimi giorni. Certo Sonia sarà una studentessa di chimica e Giulia una di medicina però potrebbe farlo!>> Affermo ritrovando ad accarezzare l’idea.
<< Esatto!>> Afferma mio nonno con un sorriso soddisfatto.
<< Si però come posso fare per prospettarle questa possibilità?>> Domandò grattandomi il mento.
<< Lascia fare a me, tu vienimi dietro,>> mi risponde l’uomo davanti a me usando un sorriso birichino che ricorda un po’quello delle mie due pesti.
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Siamo tutti a tavola per poter pranzare ed ogni tanto lanciò uno sguardo a nonno Riccardo, il quale ricambia lo sguardo e mi fa l’occhiolino per comunicarmi che sta per entrare in scena.
<< Vi siete divertite a visitare Roma questa mattina?>> Domanda l’unico uomo presente a tavola alle nostre ospiti.
<< Oh sì. Roma è una città meravigliosa,>> risponde Suor Elena versandosi un bicchiere d’acqua.
<< E poi domani andiamo a vedere il papà,>> s’intromette la suora più grande d’età.
<< E tu Sonia come ti sembra la città?>> Le chiedo cercando di coinvolgere la ragazza nella discussione.
<< Roma è fantastica e spero di poterci tornare in futuro,>> mi risponde lei in modo diplomatico con un tono di voce che si incrina sul finale.
<< Sonia ha sempre desiderato poter visitare e vivere nella capitale,>> aggiunge Giulia per poi addentare una fetta di pane.
<< Davvero?>> Domandò alla mia giovane ospite accogliendo l’assist che Giulia mi ha appena dato.
<< Si, ma non credo che succederà a breve,>> mi risponde lei senza scendere in ulteriori spiegazioni. Lanciò uno sguardo a mio nonno, il quale mi incoraggia con un lieve cenno della testa.
<< E se posso chiederlo come mai pensi ciò?>> Le chiedo con dolcezza perché spero che si apra un po’.
La ragazza non mi risponde subito ma si gira verso Giulia, la quale le stringe la mano per incoraggiarla.
<< Non ho molti soldi a mia disposizione in questo momento,>> mi risponde alla fine per poi fare spallucce come se volesse minimizzare la questione.
<< E quindi sei alla ricerca di un lavoretto?>> Le chiede il nonno recuperando la parola e la giovane annuisce.
<< E cosa vorresti fare? In che campo vorresti lavorare?>> Le chiede in tono serio.
<< Puntavo a qualche settore inerente alla chimica per sfruttare gli studi universitari svolti fino a questo momento,>> risponde lei per poi interrompersi e scuotere la testa con rassegnazione,<< però non riesco a trovare nulla in tal genere e i miei risparmi sono in esaurimento.>>
<< E non hai altre entrate? Risorse economiche da poter usare?>> Le chiede il nonno senza nominare neppure per sbaglio i terreni di cui conosciamo già l’esistenza.
<< In realtà ho ereditato dei terreni dai miei nonni, si trovano in Trentino Alto Adige e ho pure cercato di piazzarli ma quei pochi che si sono presentati non erano disposti a pagare per il loro valore,>> gli risponde Sonia con un tono di voce quasi rassegnato.
<< Trentino Alto Adige? Ed in quale zona?>> Le chiedo cercando di essere il più spontanea possibile.
<< Si trovano nella Valle dei laghi, più precisamente rientrano nei confini del comune Vallelaghi e sono dei terreni ricchi di meli. O almeno è il ricordo che conservo di loro,>> mi risponde per poi sorridere in modo nostalgico.
<< Il nonno ha dei conoscenti in Trentino e se vuoi potrebbe intercedere con loro e sondare un loro possibile interesse,>> le dico buttando giù tale possibilità ma vedo il luccichio nei suoi occhi e la tristezza,<< potrebbero essere disposti anche ad affittare.>>
<< Affittare? Non vendere?>> Domanda lei con un tono di voce incredulo e allo stesso tempo speranzoso.
<< Si, molti produttori sono soliti affittare i terreni che usano,>> rispondo prontamente perché mi è chiaro che soffre all’idea di doversi separare per sempre da quei terreni che rappresentano l’unico lascito della sua famiglia.
<< Alice ha ragione,>> conferma mio nonno dandomi man forte.
<< E per quanto riguarda un lavoro potresti lavorare per la nostra impresa, >> le dico sorridendole con dolcezza,<< certo si tratterebbe solo di uno stage retribuito però spiccherebbe nel tuo curriculum.>>
<< E come faccio con l’università? Ho i corsi da seguire,>> ribatte lei ma colgo nel suo sguardo l’interesse che hanno suscitato le mie parole.
<< Potresti trasferirti a Roma, venire a vivere qui con noi e chiedere il trasferimento presso la stessa università che frequenterà Giulia però tu frequenteresti chimica,>> le dico andando dritta al punto.
<< Sonia accetta!>> Afferma Giulia con un tono di voce speranzoso.
<< Si, accetta Sonia!>> Esclamano in coro le mie due pesti.
<< Ma ci vorrà del tempo per farmi accettare la richiesta di trasferimento,>> mormora Sonia senza né accettare né rifiutare.
<< Non è detto, sappiamo a chi rivolgerci,>> le risponde il nonno ed io capisco che si sta riferendo a Tuccilo, il quale ha tutte le conoscenza necessarie per aiutarci anche per Sonia.
<< Sonia,>> la chiama Giulia nuovamente e le stringe forte la mano mentre le suore restano in silenzio.
<< Mi mancherete,>> dice Sonia rivolgendosi alle suore che le sono sedute praticamente davanti.
<< Tesoro anche tu, ma non devi sprecare questa possibilità,>> le risponde Suor Elena con le lacrime già pronte a sgorgare dai suoi occhi.
Sonia annuisce e poi si volta verso di me.
<< Mi trasferisco qui con voi ed accetto il vostro aiuto,>> mi dice lei con un tono di voce sicuro ma chiaramente commosso.
<< Evviva!>> Esclamano in coro le mie due pesti mentre Giulia corre ad abbracciare la sua amica.

