Capitolo 24-> San Valentino ed un cuore spezzato
Claudio’s Pov
<< Claudio si può sapere che hai?>> Mi sento chiedere all’improvviso mentre osservo il bicchiere di vino che tengo in mano.
Alzo lo sguardo e vedo mio padre e mia madre osservarmi con attenzione.
<< Non ho niente,>> mi limito a dire per chiudere la questione e torno ad osservare il bicchiere.
<< Niente non direi,>> dice una voce femminile estremamente familiare.
Mi volto e vedo Beatrice che sta mangiando una fetta di torta preparata da mia madre.
<< Si può sapere quando sei arrivata?>> Le chiedo perché non l’ho sentita arrivare.
<< È voluta fuggire dal pranzo dai suoi suoceri senza mangiare,>> mi risponde suo figlio Rodrigo per poi divorare pure lui il dolce.
<< E perché?>> Le chiede mia madre con un pizzico di curiosità.
<< Sono vecchio stampo e secondo loro sono una sciagurata visto che ho avuto Rodrigo fuori dal matrimonio,>> risponde Bea facendo spallucce ma io so quanto in passato abbia sofferto per essersi sentita dire parole simili.
<< Ho rovesciato il vino rosso appositamente sulla tovaglia di lino e siamo andati via dopo che ho risposto per le rime a quella cara signora,>> aggiunge la mia amica sorridendo in un modo poco rassicurante.
<< Ti stai dimenticando di riferire le tue parole,>> le dice il figlio con un tono di voce divertito.
<< Che le hai detto?>> Le chiede mio padre con un po’di curiosità.
Beatrice non risponde subito e quando sta per parlare viene anticipata dal figlio.
<< Le ha detto e sono state le sue testuali parole:” Meglio aver avuto un figlio fuori dal matrimonio ed essermela cavata da sola, che essermi fatta incinta per accalappiare un uomo e dover sopportare tutte le sue scappatelle con le mie amiche!”>> Ci riporta Rodrigo con un sorriso che esprime divertimento ed ammirazione per la madre.
<< Ed è vero?>> Le chiede mia madre incredula e Beatrice annuisce.
<< Allora hai fatto bene!>> Afferma mia madre facendo annuire mio padre.
<< E il tuo fidanzato?>> Le chiedo con un tono scettico.
<< L’ha mollato,>> mi risponde Rodrigo per poi infilarsi in bocca un boccone enorme di dolce mentre il suo sguardo si posa su di me.
<< Ha Bobbito con Alice,>> aggiunge Rodrigo mentre mastica e le sue parole risultano a stento comprensibili.
<< Ha fatto cosa con Alice?>> Chiede mia madre guardandomi con severità.
<< Niente mamma,>> dico appoggiando il bicchiere sul tavolino in modo da andarmene subito.
<< È andato a Bracciano per un sopralluogo ed è rimasto bloccato lì con Alice a causa del maltempo,>> risponde contemporaneamente la mia migliore amica lanciandomi uno sguardo malizioso,<< sono dovuti restare lì da soli tutta la notte e c’era una sola stanza.>>
<< Si può sapere come accidenti fai a saperlo?>> Le chiedo incredulo perché io non le ho detto nulla.
<< Ho incontrato la migliore amica della tua Sacrofano e mi ha pure detto che ti sei preso cura di Alice. Compresi i baci!>> Detto ciò mangia nuovamente il dolce.
<< Non ci sono andato a letto!>> Esclamò mettendomi sulla difensiva.
<< Certo mio caro perché tu sei innamorato di lei!>> Afferma mia madre sorprendendomi.
<< Cosa?>> Mi limito a dire senza confermare e senza negare.
<< Andiamo biscotto è chiaro a tutti!>> Afferma mia madre come se fosse normale.
<< Tranne alla sua Sacrofano,>> ribatte l’unico adolescente presente.
<< Rodrigo,>> gli dico con un tono di voce duro ma lui fa spallucce.
<< È vero. La cara Alice Allevi ti farà sudare dottor conforti!>> Afferma il ragazzo con una luce divertita.
<< L’hai vista una volta solo ed è poco per poterti esprimere,>> gli dico fulminandolo con lo sguardo.
<< In realtà l’ho vista ieri e ha assodato me e Martina per fare da babysitter ai gemelli,>> mi risponde Rodrigo sorprendendomi.
<< Che cosa?>> Domandò senza riuscire a trattenermi.
<< A quanto pare Yukino non riesce ad incastrare gli orari, Giulia è incinta e le nausee non le danno tregua e non può occuparsi sempre dei bambini e Sonia ha iniziato lo stage,>> mi spiega il ragazzo sintetizzando.
<< E come è arrivata a te e alla figlia di Einardi?>> Gli chiedo perplesso.
<< Io e Martina ieri abbiamo riconosciuto i bambini, i quali erano con il fratello di Alice ma sono sfuggiti al suo controllo perché si stavano baciando con una ragazza che aveva appena conosciuto,>> mi spiega Rodrigo ed io alzo gli occhi al cielo.
<< Io e Martina abbiamo visto i bambini da soli in strada e Martina ed io abbiamo riaccompagnato i bambini in istituto da Alice,>> mi svela il ragazzo mentre penso che ieri non ho praticamente messo piede in istituto nel pomeriggio perché ero in tribunale per un caso,<< ha voluto ringraziarti offrendoci qualcosa al bar lì vicino e quando le è suonato il cellulare si è allontanata e credo che abbia sgridato il fratello. E ci ha chiesto se potevamo occuparci dei bambini nel mentre che lei finiva di lavorare. Così io e Martina abbiamo controllato i bambini che hanno fatto i compiti e fatto merenda al bar. I bambini ci hanno riempito di domande ed Alice vedendoli così felici ed entusiasti ci ha chiesto se siamo disposti a fare da babysitter dopo scuola, ovviamente pagati ed abbiamo accettato!>>
<< Tu e la Einardi? Lo sai che la Boschi utilizza i bambini per mettere in crisi specializzandi e studenti di medicina negli esami?>> Chiedo al ragazzo perché quei due bambini sono il terrore degli specializzandi.
<< Si, lo so perché Alice c’è l’ha detto ma ha pure minacciato i bambini di vietare la cioccolata ed i dolci da qui all’estate se fanno da cattivi,>> ribatte il ragazzo facendo spallucce.
<< Direi che è appropriato considerando l’amore che i bambini hanno per i dolci,>> dico cercando di trattenere un sorriso.
<< Va bene. Dimmi che hai combinato a Bracciano ora!>> Afferma mia madre con lo stesso tono serio che usava quando ero un’adolescente.
<< Mamma non è successo nulla,>> dico alzandomi in piedi pronto per andare via.
<< Fermo lì! E dimmi che è successo!>> Mi ordina mia madre indicandomi.
<< Non ci sono andato a letto,>> dico facendo un passo avanti.
<< L’ha solo baciata e si fatto passare per il marito in albergo,>> aggiunge la mia amica sorridendo divertita.
<< BEA!>> Urlo il suo nome senza riuscire a trattenermi.
<< Cosa? È la verità! Ed ora dimmi che non sei innamorato di lei! Forza, coraggio!>> Afferma la mia amica sfidandomi. Io sto zitto e non rispondo subito.
<< Io vado,>> mi limito a dire allontanandomi e mia madre mi segue e mi posa una mano sul braccio.
<< Claudio,>> si limita a dire mia madre e leggo una domanda Muta nel suo sguardo.
<< Si è vero. Sono innamorato di Alice ma Alice non lo sa e non crede che io sia realmente interessato a lei. Ora vado, ho del lavoro da fare. Buona serata!>> Detto ciò vado via senza aspettare cosa pensano di questa mia rivelazione.
<< Secondo me è stato ucciso!>> Afferma Alice facendo un cenno della testa verso il cadavere a terra che ho finito di esaminare qualche minuto fa.
<< Eccola la signora in giallo che ritorna!>> Esclamo con sarcasmo bloccando Einardi che sta per dire qualcosa.
<< Alice cosa te lo fa pensare?>> Le chiede Calligaris dandole spago.
<< Nessuna donna sceglierebbe di spararsi in testa,>> risponde Alice fulminandomi lo sguardo.
<< Ora è pure un'esperta criminologa,>> dico senza nascondere un tono ironico che mi fa guadagnare un'altra occhiataccia da parte di Alice.
<< Non c’è bisogno di usare questo tono! Ho solo riportato un dato conosciuto, che pure tu dovresti conoscere,>> mi risponde lei a tono avvicinandosi di un passo verso il sottoscritto.
<< Magari questa poveretta ha deciso di spararsi e si tratta solo di suicidio. Almeno per una volta non ti caccerai nei guai per cercare il colpevole!>> Esclamo cercando di farla ragionare.
<< Seh! Come no! Si è uccisa e secondo te una si uccide dopo essersi fatta i capelli ed essere passata dall'estetista? È stata uccisa ti dico!>> Afferma lei ed accompagna ogni parola con una leggera pressione della mano contro il mio torace.
Le afferro la mano per bloccarla.
<< Ed io ti dico che non puoi affermare una cosa del genere! Devi aspettare l'autopsia!>> Le dico guardandola negli occhi castani e vorrei tanto baciarla.
<< Ragazzi,>> ci richiama Einardi mentre Calligaris fa finta di tossire interrompendo il nostro gioco di sguardi.
Alice arrossisce e distoglie lo sguardo per prima.
<< Avrai i risultati dell'autopsia appena sarà possibile,>> dico stringendo la mano di Alice per evitare che fugga,<< ovviamente dovrai aspettare fino ad allora per avere le tue risposte e..>>
Il cellulare di Alice inizia a squillare e lei tira fuori il cellulare dalla tasca del suo giubbotto.
<< È la scuola. Pronto? Si, sono io.>> Dice dopo aver accettato la chiamata.
Non riesco ad ascoltare le parole del suo interlocutore ma vedo Alice sbiancare.
<< Cosa? Dove sono? Arrivo subito!>> Detto ciò riattacca e noto che le tremano le mani.
<< Che succede?>> Le chiedo con un strano presentimento e come noto il suo sguardo mi preoccupo.
<< Era la scuola,i bambini sono stati portati in ospedale,>> mi riesce a dire lei con un tono di voce agitato,<< devo andare da loro.>>
<< Ti accompagno,>> le dico immediatamente circondandole la schiena.
<< Visone accompagnali e precidili in modo da fare prima,>> gli ordina Calligaris mentre Alice è chiaramente spaventata.
<< Vado pure io con Visone,>> dice Einardi rivolgendosi a Calligaris, il quale annuisce.
<< Qui ci penso io, fatemi sapere poi,>> risponde Calligaris ed io annuisco e poi Guido Alice fino alla mia macchina, nella quale Alice entra senza fare un fiato.
<< Andrà bene,>> le dico stringendole la mano per cercare di rassicurarla.
<< Non so neppure che è successo. E se fosse qualcosa di grave?>> Chiede lei con un tono angosciato.
<< Staranno bene,>> le dico cercando di tranquillizzarla senza aggiungere altro.
Visone parte a tutta velocità ed io lo imito. Nel giro di poco tempo grazie al lampeggiante della polizia arriviamo al Gemelli, parcheggio l'auto nel primo posto libero e seguo Alice che sta correndo verso il pronto soccorso nonostante i tacchi alti degli stivali che indossa.
<< Sto cercando Angela e Claudio Sant’erasmo. La scuola mi ha detto che sono stati portati qui,>> dice Alice alla prima infermiera che incrocia.
<< Lei è?>> Le chiede quella con aria annoiata.
<< Sono la madre, Alice Allevi,>> risponde immediatamente vagando con lo sguardo.
<< Mi spiace ma lì stanno visitando, deve aspettare,>> le dice quella per poi allontanarsi.
<< Ci penso io,>> sussurro all'orecchio di Alice e mi avvicino verso il bancone.
<< Mi può chiamare il primario del pronto soccorso? Gli dica che c'è il dottor Claudio conforti che gli vuole parlare!>> Affermo con il tono che uso per spaventare i novellini.
<< Certo,>> dice la stessa tipa ed immediatamente solleva il ricevitore e riporta la comunicazione.
<< Sta arrivando,>> mi dice con un tono di voce spaventato.
Annuisco e torno a circordare la schiena di Alice che è sempre più preoccupata.
Finalmente la porta si apre ed arriva un mio amico.
<< Claudio che ci fai qui?>> Mi chiede Gabriele con un sorriso che scompare appena nota lo stato di ansia di Alice.
<< Ciao Gabriele, Alice ha ricevuto una chiamata dalla scuola dei suoi figli e le hanno detto che sono stati portati qui da te,>> gli spiego senza abbandonare il contatto con Alice,<< si chiamano Angela e Claudio Sant’Erasmo.>>
Il mio amico resta in silenzio per un secondo mentre ci osserva.
<< Ah ecco spiegato tutto. Venite,>> ci dice aprendoci finalmente la porta,<< abbiamo avuto difficoltà perché Angela non si fida degli specializzandi e gli ha fatti piangere e scappare con le sue domande nonostante le ferite riportate.>>
<< Quali ferite?>> Gli chiede Alice recuperando l'uso della parola.
<< Non lo sapete? >> Ci chiede lui osservandoci ed entrambi scuotiamo la testa.
<< I bambini hanno delle ferite, nulla di grave ma vogliamo fare tutti gli accertamenti opportuni,>> detto ciò ci fa strada ed appena entriamo nella stanza vedo Angela con una ferita sulla fronte e si tiene il braccio sinistro, mentre Claudio ha il labbro inferiore spaccato e un occhio blu causato da un pugno.
Alice trema e si precipita dai bambini e lì stringe forte a sé.
<< Mamma stiamo bene!>> Affermano in coro i gemelli.
<< Sicuri? Mal di testa? Nausea?>> Chiede Alice ad entrambi.
Ed i piccoli scuotono la testa.
<< Perché siete feriti? Che è successo?>> Chiedo prendendo la parola.
<< Abbiamo difeso Luca da quel bulletto,>> mi risponde Angela usando un tono che ricorda Alice quando fa la signora in giallo.
<< Ecco un'altra paladina della giustizia,>> mormoro a bassa voce per non farmi sentire.
<< Claudio,>> mi dice Alice lanciandomi un'occhiataccia.
<< Va bene,>> dico avvicinandomi per poter osservare le ferite dei bambini.
<< E Luca e l'altro bambino?>> Domanda Alice cercando di capirci qualcosa.
<< Luca ha qualche graffio mentre quel bulletto ha un labbro spaccato,>> risponde Claudio junior indicando due stanze da cui si sentono chiaramente provenire delle voci.
<< Ma com'è potuto succedere? Eravate a scuola!>> Afferma Alice incredula e ancora sconvolta.
<< È successo a scuola, in corridoio,>> le risponde Angela massaggiandosi il braccio.
<< Va bene potete rimandare dopo le spiegazioni,>> ci dice Gabriele avvicinandosi con uno specializzando.
<< Io non mi faccio toccare da loro. Non voglio che mi resti una cicatrice gigante!>> Afferma la bambina guardando con poca fiducia il povero specializzando.
<< Angela tesoro ti devono mettere i punti,>> le dice Alice cercando di farla ragionare ma la piccola scuote la testa con decisione.
<< No, io da loro non mi faccio toccare!>> Afferma con risolutezza.
<< E se te li metto io? Sistemo quel taglio sulla tua fronte ed il labbro a tuo fratello, che dici?>> Le propongo trovando una soluzione per aiutarla.
Angela scambia uno sguardo con il fratello, il quale annuisce.
<< Allora va bene, puoi ricucirti tu,>> mi risponde la piccoletta.
<< Bene,>> dico girandomi verso il mio amico,<< mi servono un paio di guanti ed un kit.>>
Ho appena finito di cucire il labbro del piccolo Claudio, il quale sta ammirando il mio operato allo specchio.
<< Grazie mille,>> mi dice Angela appena mi tolgo i guanti,<< non sembrerò il mostro di Frankenstein, vero?>>
<< No, tranquilla. Sarai bellissima,>> le dico sorridendole e la piccola arrossisce come è solita fare la madre.
La piccola sta per dire qualcosa ma entra un uomo che non conosco insieme ad una signora.
<< Signora Sant’Erasmo sono mortificato,>> comincia a dire l’uomo in difficoltà.
<< In questi minuti ho scoperto che i bambini erano stati lasciati da soli in classe senza la presenza di un adulto e adesso mi ritrovo i miei figli feriti,>> dice Alice riferendosi al racconto dei piccoli su quanto accaduto ossia che i bambini erano in classe da soli senza la presenza di alcun adulto ed un bambino ha iniziato ad insultare il figlio del presidente del consiglio e i gemelli sono intervenuti in favore del loro amico ed il risultato è questo.
<< Non era mai successo nulla di simile nella scuola e sono sicuro che il bambino si è pentito di questo e sarà sgridato dai genitori,>> dice l’uomo lanciando uno sguardo nervoso verso la porta.
<< Mi faccia capire non ha intenzione di prendere nessun provvedimento? C’è stata una rissa!>> Afferma Alice sconvolta ed incredula.
<< Vede quel bambino è figlio di gente in vista e..>> comincia a dire l’uomo in serie difficoltà ma viene interrotto da Alice.
<< Bene. Allora sono sicura che potrà benissimo fare a meno dei soldi delle due rette che pago,>> comincia a dire Alice sollevando il viso in modo altezzoso,<< e anche dei soldi che volevo donare per il laboratorio di chimica! E si aspetti una lettera dal mio avvocato!>>
Vedo l’uomo sbiancare.
<< Pure io intendo ritirare mio figlio!>> Afferma una voce maschile, mi volto e vedo il Presidente del consiglio dei ministri sulla soglia della porta in compagnia di suo figlio.
<< La signora Sant’Erasmo ha ragione e sono pienamente d’accordo con quanto ha detto! >> Aggiunge l’uomo in modo serio.
<< Signor Presidente, signora Sant’Erasmo non prendete decisioni avventate. Il nostro istituto è uno dei più importanti e prestigiosi della capitale,>> comincia a dire l’uomo in sua difesa.
<< Sarà prestigioso ma non segue i propri alunni! E non intendo ricevere una chiamata dello stesso genere quindi può già ritenere i miei figli ex alunni della sua scuola!>> Afferma Alice in modo lapidario.
<< Signora Sant’Erasmo sono sicuro che se ci ragiona con calma capirà che la nostra scuola è l’unica in grado di dare un brillante futuro si suoi figli,>> ribatte l’uomo trattenendo la calma ma viene interrotto nuovamente da Alice.
<< Si sbaglia! Esistono tante altre scuole eccellenti ed essere scuole private non significa automaticamente essere eccellenti. Le scuole che ho frequentato erano eccellenti ed erano statali ed io sono riuscita a diplomarmi col massimo dei voti, gareggiare alle olimpiadi e laurearmi in medicina col massimo. Quindi si sbaglia! Adesso può anche andare via!>> Gli dice Alice in modo altezzoso per poi alla fine della frase indicare la porta ai due.
L’uomo mormora un arrivederci ed insieme alla donna esce dalla stanza.
<< Mi spiace per quanto accaduto ai bambini,>> dice Lorenzo Conti facendo un passo in avanti,<< volevo ringraziare i bambini per il loro aiuto.>>
<< Grazie Angela e Claudio,>> dice il bambino che ha un cerotto sulla faccia.
<< Quel bulletto si meritava il labbro spaccato!>>Afferma Angela agitandosi sul lettino.
<< Angela!>> La chiama Alice con un tono di rimprovero.
<< È vero,mamma! Era insopportabile!>> Afferma la piccoletta senza fare un passo indietro.
<< Resta il fatto che la violenza non è una soluzione,>> le risponde Alice in modo serio osservando i suoi figli che sbuffano,<< so che siete intervenuti per aiutare Luca ma la violenza non è una soluzione e lo sapete bene cosa penso di ciò!>>
<< Ci vuoi mettere in punizione?>> Chiedono entrambi in coro guardando la madre, che annuisce.
<< Si, due settimane senza dolci,>> risponde Alice facendo sbuffare i bambini.
<< Magari potresti ridurre la punizione visto che sono pure feriti,>> le propongo per eliminare il broncio dal viso delle due pesti.
Alice non risponde subito, resta in silenzio per qualche minuto ed infine annuisce.
<< Va bene,>> dice accettando la mia proposta,<< sarà solamente una settimana e potrete mangiare dolci solo per colazione.>>
I bambini sgranano gli occhi e si voltano increduli per guardami.
<< Sul serio?>> Chiedono in coro i gemelli ed Alice annuisce.
<< Si,>> conferma Alice sorridendo alle pesti, che sorridono felici.
<< Luca ha finito e possiamo tornare a casa,>> dice Lorenzo Conti facendo un passo avanti verso Alice,<< i bambini hanno fatto tutti gli esami?>>
<< Manca ancora qualcosa,>> gli risponde Alice sfiorando con dolcezza i capelli di Angela,<< poi domani deciderò dove iscrivere i bambini.>>
<< Si, pure io e la mia ex moglie dobbiamo fare la stessa cosa,>> dice l’uomo osservando con troppa attenzione Alice, che distoglie lo sguardo,<< ora devo andare. Posso chiamarti per avere notizie sui gemelli?>>
<< Certo, non disturbi,>> risponde Alice sorridendo con la sua solita dolcezza ed ingenuità. Mi trattengo per non sbuffare mentre la piccoletta mi afferra il braccio e mi sorride con furbizia.
<< Bene, allora ci sentiamo,>> le dice Lorenzo Conti per poi sfiorare i capelli di entrambi i bambini con dolcezza mentre suo figlio saluta prima Alice e poi i gemelli.
<< Ciao,>> gli dice Alice con un sorriso, che viene ricambiato dall’uomo.
<< Ma guarda te questo,>> borbottò appena il presidente esce dalla stanza e mi becco un’occhiata di rimprovero da parte di Sacrofano.
<< Vado a cercare qualcuno per chiedere informazioni,>> dice Alice lanciandomi un’ulteriore occhiata di rimprovero e mi lascia momentaneamente con i suoi figli, che mi guardano con tanta attenzione.
<< Che c’è?>> Chiedo alle piccole pesti Sant’Erasmo.
<< Hai fatto cambiare idea alla mamma sulla punizione,>> dice Angela osservandoci con attenzione.
<< Si,>> mi limito a dire e lei inclina la testa di lato e continua ad osservarmi.
<< Nessuno riesce a farle cambiare idea riguardo alle nostre punizioni,>> aggiunge il piccolo Claudio con un tono incredulo.
Resto in silenzio senza ribattere nulla.
<< Ti piace la mamma! >> Afferma la piccola saltando quasi dal lettino su cui è seduta e la sua frase mi fa imbarazzare.
<< Angela,>> comincio a dire per bloccarla.
<< Anche tu piaci a lei,>> aggiunge la piccoletta sorridendo a trentadue denti.
<< Pure secondo me,>> aggiunge suo fratello con un tono entusiasta.
<< Vi sbagliate,>> mi limito a dire per troncare il discorso ma loro scuotono la testa.
<< Tu le piaci e lei ti piace!>> Afferma la piccola con convinzione e sicurezza.
<< E sentiamo perché pensi questo?>> Le chiedo curioso.
<< Perché a mamma si illuminano gli occhi quando parla di te e quando ti vede e lo stesso vale per te,>> mi risponde la bambina spiazzando mi ed io non posso controbattere perché Alice rientra nella stanza.

