Capitolo 30 -> San Valentino ed un cuore spezzato?
Alice’s Pov
Sono nell’automobile di CC e quest’ultimo sta guidando mentre io cerco di capire se il sospetto di zio Marco possa rivelarsi o meno fondato.
<< Come mai sei così silenziosa oggi?>> Mi domanda Claudio all’improvviso attirando così la mia attenzione.
<< Stavo pensando,>> mi limito a dire senza aggiungere ulteriori particolari.
<< Sicuramente non alla poveretta morta visto che hai risolto il caso impicciandosi come al solito,>> mi risponde lui lanciandomi uno sguardo di rimprovero.
<< No pensavo ad altro,>> dico senza dire altro.
<< Cioè?>> Mi chiede lui con un pizzico di curiosità che trapela dal tono della sua voce.
Sospiro prima di parlare.
<< Hai presente zio Marco,ossia il cugino di nonno Riccardo?>> Gli chiedo perché l’ha incrociato questa mattina e lui annuisce.
<< Zio Marco crede che Giulia possa essere sua nipote!>> Esclamo liberandomi di questo pensiero e l’automobile sbanda .
<< Cosa?>> Chiede CC recuperando il controllo della sua adorata automobile per poi fermarsi nella piazzola che si trova poco distante.
<< Zio Marco ritiene che Giulia possa essere sua nipote, precisamente crede che suo figlio Pietro prima di morire abbia concepito Giulia,>> gli rivelo girandomi per osservare CC,<< a quanto pare Giulia ha gli stessi lineamenti e capelli della defunta sorellina di zio Marco e poi gli ricorda zia Stefania per gli atteggiamenti.>>
<< Ma tuo zio non ha sempre vissuto a Milano?>> Mi chiede CC con un tono scettico.
<< Quasi sempre, in realtà ha passato molto tempo a casa di nonno Riccardo. E anche Pietro era solito trascorrere tanto tempo nella capitale e a quanto pare aveva trascorso un lungo periodo a Roma prima di morire. E adesso zio vuole sapere se la sua teoria potrebbe essere vera,>> gli rivelo con un sospiro.
<< E sai che ha in mente di fare?>> Mi chiede CC ed io scuoto la testa.
<< Non saprei ma lui e nonno Riccardo si inventeranno sicuramente qualcosa,>> dico con un sospiro perché questo dettaglio mi preoccupa,<< spero solo che aspettino il mio ritorno per agire.>>
<< Puoi chiamare per avere notizie,>> mi dice lui cercando di rassicurarmi ed io annuisco proprio quando l’auto riparte.
Mi tolgo la giacca e resto con solo la camicetta smanicata visto che c’è caldo, chiudo gli occhi per qualche istante e mi godo il vento tra i capelli e quando CC mi guarda intensamente io abbasso gli occhiali da sole per nascondere il mio imbarazzo.
~~’
Claudio parcheggia fuori dall’albergo in cui si svolgerà il congresso e decido di parlare.
<< Qual è il programma?>> Chiedo appena CC spegne il motore.
<< Tranquilla non ti annoierei vedrai!>> Afferma lui con il suo tono da esperto.
<< Lo spero però volevo capire qual era perché è il mio primo congresso cioè sono curiosa dai dimmi,>> gli dico con un filo di nervosismo mentre lancio occhiate al cortile dell’albergo.
<< Va bene allora ti dico programma punto per punto. Primo ci facciamo assegnare le stanze e tu ti cambi senza perdere tempo, secondo relazione al congresso e tu prendi appunti,>> mi dice scendendo dall’automobile.
<< Certo,>> dico scendendo velocemente dall’automobile.
<< Terzo vai a mettere il costume da bagno e quarto tuffo in piscina… quinto mi prendi la giacca?>> Mi dice lui facendo il giro per raggiungere il bagagliaio.
<< La giacca?>> Gli chiedo incerta mentre mi sento osservata da alcune persone poco distanti da noi.
<< Mi prendi la giacca così ti dico il punto quinto,>> ribatte CC aprendo lo sportello del bagagliaio.
<< Si la tua giacca. Presa, ecco la giacca,>> dico afferrando la giacca di CC, il quale ha guidato indossando solo la camicia.
<< Quinto vai in stanza e ti fai bella se ti riesce,>> mi dice lui prendendomi in giro.
<< Grazie,>> rispondo con un tono sarcastico.
<< Sesto: cena in terrazza. E poi c’è il punto settimo che non ti dico,>> aggiunge lui con un sorriso che mi fa innervosire.
<< Perché?>> Gli chiedo con un tono nervoso.
<< Perché è una sorpresa,>> si limita a dire lui per poi passarmi il mio trolley, chiudere il bagagliaio ed avviarsi verso l’ingresso dell’albergo mantenendo il suo borsone.
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<< E comunque un vero gentleman mi avrebbe già aiutato,>> gli dico dopo che la rotellina del trolley si incastra per l’ennesima volta nel ciottolato.
<< Con la valigia nana?>> Mi chiede lui girandosi per guardarmi ed io stufa di combattere col ciottolato decido di sollevare il trolley.
<< Anche con una bustina piccolissima mi avrebbe aiutato,>> borbotto nervosamente.
<< Non sarò un vero gentleman ma sono qui con te,Alice! Sbrigati abbiamo poco tempo. E come vedi io sono sotto e tu sei sopra per ora,>> mi dice lui sorridendo ed io salgo velocemente la scala che conduce alla mia camera da letto.
<< Ti odio, ti odio, ti odio CCSC capo Claudio stronzo Conforti ti odio… anche la chiave è rotta,>> dico a voce alta senza curarmi del fatto che qualcuno possa sentirmi o meno.
Finalmente riesco ad aprire la porta ed appena entro sistemo la valigia in un angolo e chiudo la porta con il piede.
Apro velocemente la valigia e velocemente mi cambio indossando degli abiti più adatti per partecipare al mio primo congresso di medicina legale.
Mi avvicino allo specchio e mi osservo.
<< Posso farcela,>> dico incoraggiandomi,<< devo solo prendere appunti per poi relazionare.>>
Chiudo gli occhi e respiro profondamente per darmi coraggio e quando sollevò le palpebre sono pronta.
Afferro la borsa e la mia giacca ed esco dalla stanza.
Velocemente raggiungo il punto in cui si terrà il congresso e mi guardo intorno per poter individuare Claudio, il quale sta parlando con due signori poco distanti e sto decidendo se raggiungerlo o meno quando qualcuno si schiarisce la voce accanto a me.
Mi volto e vedo un uomo di circa cinquant’anni che mi guarda con interesse.
<< Dottoressa Allevi Sant’Erasmo è un piacere averla al nostro congresso,>> mi dice l’uomo allungando la mano verso di me ed io lo imitò e lui si porta la mia mano all’altezza del viso per poi baciarmi la mano ed io avverto l’, istinto di strofinare la mano contro il tessuto.
<< Grazie. Sono molto felice di essere qui,>> gli dico usando un tono diplomatico mentre altre persone si avvicinano ed in poco tempo mi ritrovo circondata da dottori interessati più al mio cognome che a me.
<< Scusate colleghi, se vi disturbo,>> dice una voce che riconosco alla perfezione.
Mi giro per osservare CC, il quale mi sta circondando la schiena con un braccio per poi appoggiare la mano sul mio fianco.
<< Io e la mia fidanzata dobbiamo prepararci per partecipare,>> dice lui facendomi arrossire e lasciando tutti senza parole e prima di dire altro mi conduce lontano dal gruppetto.
<< Claudio che hai combinato?>> Gli chiedo a voce bassissima mentre avviciniamo alla prima fila.
<< Ho semplicemente eliminato la concorrenza,>> ribatte lui per poi sedersi in prima fila,<< questi posti ti permetteranno di poter seguire attentamente i vari interventi.>>
Mi siedo quasi di botto mentre non riesco a chiudere la bocca per la sorpresa e CC mi appoggia un dito sul mento come se volesse calmarmi.
~~’
<< Ottimo intervento,>> gli dico appena lui mi si avvicina visto che mi sono dovuta allontanare per poter rispondere ai gemelli
<< Ti sei persa l’ovazione finale,>> mi dice lui avvicinandosi a me e mi osserva con attenzione,<< tutto bene?>>
<< Si,>> dico mentre colgo le persone che ci commentano,<< hanno chiamato i bambini.>>
<< Hai preso appunti?>> Mi chiede quando alcuni dottori sono sempre più vicini a noi.
<< Si, si,>> dico indicando il blocco di fogli che tengo ancora in mano,<< ho anche registrato gli interventi.>>
<< Ottima idea, anche perché non sei in vacanza e ora seguimi,>> mi dice lui sfiorandomi il braccio.
<< Dove andiamo ? Ad un’altra relazione?>> Gli chiedo cercando di ricordare il programma degli interventi della giornata.
<< No, punto tre,>> mi dice lui sorridendo in modo enigmatico per poi allontanarsi.
<< Il costume,>> mormoro per poi correre nella mia stanza e svuotare il contenuto della valigia sul letto per trovare più velocemente il costume da bagno.
Guardo il costume da bagno che ho infilato in valigia all’ultimo, ossia un trikini.
Indosso il costume ed osservo il mio corpo allo specchio, che non mostra i segni di una gravidanza gemellare a parte il segno del taglio cesareo che però è perfettamente nascosto dal costume.
Recupero la crema dalla borsa ed indosso l’accappatoio per scendere in piscina.
~~’
<< Eccomi, eccomi,>> dico a CC appena arrivo davanti a lui.
<< Ma quanto ci hai messo?>> Mi chiede mentre mi tolgo l’accappatoio e sento lo sguardo degli uomini addosso..
<< Si lo so, perdonami, non trovavo il costume e la crema che era nella borsa,>> rispondo sventolando la confezione della crema che tengo in mano.
<< La crema ? Siamo in piscina ed usi la crema. Non è mica una seduta di solarium,>> mi risponde lui con un tono divertito.
<< E che io mi scotto nei punti critici come le palle, va bene la metto via,>> dico innervosendo mi visto che stiamo attirando maggiormente l’attenzione delle persone.
Sto per appoggiare la crema quando mi sento afferrare per il braccio per poi essere buttata in piscina.
Appena riemergo dall’acqua mi trovo CC accanto a me.
<< Facciamo una gara?>> Gli chiedo facendo emergere il mio lato sportivo.
<< Una gara?>> Mi chiede incredulo, annuisco e prima che possa rispondermi inizio a nuotare.
<< Così non vale!>> Protesta lui mentre io sono già partita.
<< Si muova Dottor Conforti, non vorrà tirarsi indietro?>> Gli chiedo lanciando un veloce sguardo da sopra le mie spalle.
Non so quanto tempo nuotiamo ed io riesco a battere CC.
Mi appoggio al bordo della piscina stanca per la nuotata.
<< Sei davvero veloce,>> mi dice sistemandosi accanto a me,<< non l’avrei mai detto.>>
<< Grazie del complimento,>> gli dico sarcastica mentre avverto la gamba farmi leggermente male. Così mi appoggio meglio al bordo e mi accarezzo la gamba come se ciò potesse alleviare il dolore che avverto.
<< Che hai?>> Mi chiede CC avendo notato il mio gesto.
<< Temo di averla forzata,>> dico cercando di sorridere e CC appoggia la sua mano sulla mia gamba.
<< Claudio la mano,>> gli dico cercando di allontanare la sua mano dal mio corpo.
<< Ti fa male se faccio cosi?>> Mi chiede lui facendo una leggera pressione ed io scuoto la testa.
<< No. Però levala che ci stanno guardando tutti,>> gli dico imbarazzata,<< menomale che non ho indossato un bikini.>>
<< Perché dici questo?>>.Mi chiede lui senza però allontanare la mano.
<< Perché saresti stato capace di levarmi la parte superiore o inferiore del costume,>> gli dico guardandolo dritto negli occhi,<< solo per farmi un dispetto.>>
<< Probabile,>> risponde lui mentre le sue labbra si incurvano in un sorriso.
<< Sei una peste,>> gli dico sorridendo a mia volta.
<< Nessuno mi ha mai chiamato in questo modo,>> ribatte lui facendo avanti ed indietro con la mano sulla mia gamba.
<< Sono onorata di avere questo primato,>> dico mentre la gamba continua a darmi fastidio,<< ora però andrò in camera per far riposare questa gamba.>>
Detto ciò faccio leva sulle braccia ed esco dalla piscina.
Indosso velocemente l’accappatoio e dopo un cenno a CC mi dirigo nella mia stanza.
~’~
Sono nella mia stanza sdraiata sul letto intenta a scrivere sul tablet quando qualcuno bussa alla porta.
Mi sollevo e tiro un sospiro di sollievo nel notare che il dolore alla gamba è quasi ormai sparito grazie al riposo
Apro la porta senza chiedere chi sia e mi ritrovo Claudio vestito elegantemente, che solleva un sopracciglio dopo aver notato il mio abbigliamento.
<< Vieni così alla cena?>> Mi chiede lui notando il pantalone del pigiama che indosso e la camicia di Davide che indosso sopra alla canottiera.
<< Ceno in camera,>> gli dico con sincerità senza muovere un muscolo.
<< Perché?>> Mi chiede lui perplesso.
Sospiro ma rispondo lo stesso.
<< La gamba mi fa ancora male e vuole riposo, poi non voglio sentirmi lo sguardo delle persone addosso. Quindi resterò qui e mi farò portare la cena in camera senza subire occhiate e commenti bisbigliati,>> dico con estrema sincerità.
<< E tu pensi che non commenteranno la tua assenza? >> Mi chiede CC facendo un passo in avanti nella stanza.
<< Almeno non dovrò sentire,>> dico seguendolo con lo sguardo mentre lui si guarda intorno.
<< Allora ti faccio compagnia,>> nel dire ciò si avvicina al letto ed afferra il blocco di fogli,<< stavi rileggendo gli appunti?>>
<< Claudio stavo trascrivendo gli appunti sul tablet in modo da iniziare la relazione,>> dico chiudendo la porta per poi avvicinarmi a lui,<< aspetta cosa intendi con farmi compagnia?>>
<< Cenerò con te in questa stanza!>> Afferma lui serio ed io apro la bocca per parlare ma non mi escono le parole.
<< È il caso di ordinare,>> dice controllando l’orario sul suo orologio da polso.
<< No, aspetta non puoi restare,>> gli dico ritrovando le parole e gli afferro il polso,<< se non ti vedono penseranno che noi due siamo assenti perché intenti a fare altro.>>
<< Possono pure pensarlo e poi ti ho definita la mia fidanzata e visto quanto sono pettegoli lo sapranno tutti quanti,>> mi risponde lui con un sorriso sornione.
<< Sei incredibile,>> gli dico togliendo la mano dal suo polso.
<< Scegli tu dove vuoi cenare,>> ribatte CC guadagnandosi una mia occhiataccia.
Sbuffo e recupero dall’armadio il vestito da indossare per la cena.
<< Mi cambio e scendiamo per cenare,>> dico afferrando tutto ciò che mi serve per poi chiudermi in bagno in modo da prepararmi in solitudine.
Nel giro di un quarto d’ora riesco a prepararmi.
<< Ecco fatto,>> dico uscendo dal bagno scalza mentre CC è seduto su una poltrona e legge qualcosa dal mio tablet,<< Claudio lì ci sono informazioni riservate.>>
Gli dico seria appoggiando su di un’altra poltroncina il mio pigiama.
<< Della tua azienda immagino,>> si limita a dire lui sollevando lo sguardo dal tablet e fissandomi attentamente.
<< Che c’è?>> Gli chiedo leggermente a disagio.
<< Forse potremmo davvero cenare qui,>> dice lui alzandosi dalla poltroncina per poi appoggiare il tablet sul tavolino poco distante.
<< Scordatelo, ormai sono pronta,>> gli dico cercando con lo sguardo ii tacchi che ho abbandonato accanto all’armadio e velocemente lì recupero per poterli indossare,<< possiamo andare.>>
<< Come vuole lei madame,>> dice l’uomo accanto a me prendendomi in giro.
Recupero la borsa ed usciamo dalla stanza e CC resta in disparte mentre chiudo la porta a chiave.
<< Questa chiave mi odia,>> mi lamento mentre cerco di chiudere.
<< Fai fare a me, Sacrofano,>> mi dice CC mettendo una mano sopra la mia.
<< Se ci tieni tanto,>> gli dico facendo un passo indietro ed in quel momento suona il mio cellulare.
<< È una videochiamata, devono essere i bambini,>> dico dopo aver estratto il cellulare dalla borsa.
<< Mamma!>> Urlano in coro i bambini appena accetto la videochiamata e CC chiude la porta a chiave.
<< Angela, Claudio come state?>> Gli chiedo mentre iniziamo a scendere la scala.
<< Bene,>> mi risponde mio figlio mentre mia figlia guarda i lati dell’inquadratura.
<< Ma Claudio non c’è?>> Chiede la piccoletta.
<< Sono qui, >> ribatte il diretto interessato entrando nell’inquadratura.
<< Dove state andando?>> Domanda mio figlio facendosi spazio per essere inquadrato meglio.
<< A cena,>> ribatto mentre i miei figli si avvicinano ulteriormente alla fotocamera.
<< Ok. Ed il mio regalo quando arriva, Clau?>> Domanda Angela rivolgendosi direttamente a CC, il quale si schiarisce la voce.
<< Angela tranquilla domani vi compro i dolci,>> rispondo sorridendo ai miei figli.
<< Umh,>> si limita a dire la piccola.
<< Ora andate a cenare,>> dico in modo serio.
<< Abbiamo già cenato,>> mi risponde mio figlio,<< pizza e patatine.>>
<< Buoni ma non approfittate degli zii. Vi chiamo prima di andare a letto,>> gli dico sorridendo ad entrambi e mio figlio sta per parlare ma viene anticipato dalla sorella.
<< Stiamo già andando a dormire, mamma. Quindi ci sentiamo domani. Buona notte. Ciao ciao!>> Afferma per poi interrompere velocemente la videochiamata.
<< Hai riattaccato,>> dico osservando lo schermo del cellulare per poi spostare lo sguardo su CC, il quale fa spallucce.
<< Chissà che avrà in mente,>> dico per poi infilare il cellulare nella borsa mentre camminiamo.
<< Eccoci arrivati,>> dico intravedendo la terrazza dove si svolgerà la cena.
Claudio mi appoggio una mano sulla schiena e dopo aver chiesto ad un cameriere mi guida verso il nostro tavolo.
Mi siedo e mi guardo discretamente intorno.
<< Comunque è proprio vero,>> dice CC all’improvviso mentre io cerco di non fare caso agli sguardi dei curiosi.
<< Cosa?>> Chiedo perplessa riportando lo sguardo su Claudio Conforti.
<< È proprio vero che voi donne siete le creature più belle del mondo,>> mi risponde lui sorprendendomi.
<< Quindi tu non mi consideri una donna!! No, perché a come mi tratti sembrerebbe che realtà non,>> comincio a dire per poi notare la direzione del suo sguardo e mi porto una mano all’altezzadella scollatura del seno come se dovessi sistemarlo,<< uhm ho sbagliato vestito, lo sapevo. Dicevo a come mi tratti non si direbbe.>>
<< Beh prendiamo il tuo caso specifico,>> nel dire ciò mi indica con un lieve cenno della testa.
<< Si,>> dico in modo titubante.
<< Se ti guardi intorno, anche qui sta sera, potrai renderti conto e convenire con me sul fatto che si tu sei diversa. Cioè appartieni ad un’altra categoria,>> dice guardandomi dritto negli occhi ed io non riesco a non sorridere.
<< Dai dirla,>> gli dico con un sorriso perché sono certa che ha qualcosa in mente,<< dì la cattiveria.>>
<< Dai di la cattiveria, che sennò non ci credo non sei tu,>> aggiungo mentre lui sorride per poi bere un sorso di i vino dal bicchiere che tiene in mano.
<< Ecco vedi, quello che è proprio disamante di te,>> comincia a dire lui per poi fermarsi un secondo senza perdere il contatto visivo,<< e che tu a modo tuo sei una bambina, cioè sei tenera come una bambina. Ed io credo non esista un’altra come te al mondo, almeno io non l’ho vista. E forse è per questo il motivo che io così spesso perdo il controllo con te.>>
Nel dire ciò appoggia il bicchiere sul tavolo ed io smetto di bere per poi appoggiare il bicchiere sul tavolo che lui mi riempie essendo ormai vuoto.
<< Stai flirtardo davvero con me?>> Gli chiedo senza riuscire a restare in silenzio.
<< Dal primo momento che ti ho vista, Alice,>> ribatte lui e nel suo sguardo colgo la serietà ma non posso crederci.
<< No, non è vero sei bugiardissimo. Sei cattivo non è assolutamente vero,>> dico scuotendo la testa mentre mi porto il bicchiere all’altezza della bocca
<< Dall’altra parte non sono l’unico a flirtare qui,>> ribatte lui in modo serio.
<< Io?>> Domando per poi bere un po’ di vino.
<< Uhm, uhm,>> risponde CC.
<< Ma quando mai, ma assolutamente no,>> ribatto cercando di difendermi.
<< Chi sa perché qualcuna si è iscritta a medicina legale,>> dice lui lasciando in sospeso la frase.
<< No, no! Tu stai insinuando che io mi sia iscritta per te?>> Gli chiedo mettendomi leggermente sulla difensiva.
<< Io penso proprio di sì!>> Afferma CC con un sorriso.
<< Assolutamente no, non è vero,>> replico stringendo tra le dita il bicchiere di vino.
<< Questo vestito è un segno evidente,>> risponde facendomi arrossire.
<< No, questo lascia stare. Ho già detto che è stato sbagliato. No, l’ho detto perché mi devi dire cosi,>> gli dico muovendomi a disagio sulla sedia.
<< Senti ad ogni modo ti è chiaro tra le mie allieva che sei la preferita o no? È evidente… ed è tanto chiaro che lì la ragione è precisa,>> nel dire ciò si avvicina lievemente a me.
<< Qual è? No, non lo voglio sapere. Non me lo dire. È meglio di no!>> Affermo mentre lui mi guarda in un modo così intenso che mi porta a svuotare il bicchiere.
<< La ragione è, credo, che tu sei assolutamente imprevedibile,>> mi dice inchiodandomi con il suo sguardo chiaro a cui non riesco a resistere.
<< Mi versi dell’altro vino?>> E l’unica cosa che riesco a dire e lui mi versa il vino.
Ceniamo in silenzio mentre nella testa risento le sue parole.
<< Io torno in stanza,>> dico appoggiando il tovagliolo sul tavolo per poi allontanare lievemente la sedia in modo da alzarmi.
<< Ti accompagno,>> mi dice Claudio alzandosi dalla sedia, mi alzo pure io ma appena faccio un passo mi rendo conto di essere troppo instabile sui tacchi e Claudio che si è accorto di ciò mi prende a braccetto e ci avviamo in direzione delle nostre stanze.
Scendiamo le scale ed i miei piedi chiedono pietà.
<< Piano, piano,>> gli dico mentre scendiamo i gradini.
<< Uno, due e tre,>> mi dice CC mantenendomi.
<< Piano, piano che ho i tacchi,>> gli ricordo mentre scendiamo gli ultimi gradini.
<< C’è l’ultimo,>> mi dice lui per poi scendere l’ultimo gradino.
<< Le stanze sono di qua, sono di qua,>> dico voltandomi in direzione delle stanze ma CC è fermo,<< che c’è?>>
<< Vieni,>> mi dice lui per poi iniziare a camminare verso la direzione opposta.
<< No, no sono di qua ti ho detto,>> gli dico indicando la direzione giusta mentre lui mi guida.
<< Conosco una scorciatoia,>> si limita a dirmi lui per poi trascinarmi verso una specie di grotta.
<< No, no, Claudio. Claudio non possiamo. non possiamo Claudio. Non possiamo,>> dico mentre entriamo in quella specie di grotta e lui mi bacia ed io non capisco più niente a causa delle sensazioni che avverto. Quando ci stacchiamo Claudio mi carica sulla sua spalla facendomi sgranare gli occhi e si dirige verso le nostre stanze.
<< Claudio,>> lo chiamo mentre sale la scala che conduce nella mia stanza ed appena arriviamo davanti lui apre la porta ed io mi ricordo che lui ha ancora la chiave della mia stanza.
<< Claudio,>> dico appena entriamo nella stanza e Claudio mi deposita a terra e chiude la porta.
<< Niente Claudio. Basta parlare,>> mi dice lui avvicinandosi a me di un passo e prima che dica altro mi bacia.
Mi lascio andare ed inizio a sbottonare la camicia di CC, mentre avverto le labbra di cc incresparsi in un sorriso.
Scalcio via i tacchi mentre Claudio abbassa la zip del mio vestito.
Faccio cadere la giacca di Claudio a terra mentre lui mi solleva per poi raggiungere velocemente il letto.
Nel giro di poco tempo siamo quasi nudi ad eccezione del mio tanga e dei suoi boxer.
Claudio mi sta baciando il seno mentre io stringo tra le dita i suoi capelli e dalla mia bocca fuoriesce un gemito quando mi succhia un capezzolo.
<< Claudio,>> lo chiamo mentre lui inizia a scendere e mi bacia la pancia per poi risalire e baciarmi sulle labbra mentre con la mano mi accarezza un fianco.
Chiudo gli occhi per un secondo.
<< Fai piano, non sono più stata con nessuno dopo Davide,>> gli rivelo con un filo di voce e la sua mano si blocca.
<< Nessuno?>> Mi chiede lui incredulo ed io annuisco.
Lui mi bacia nuovamente.
<< Farò piano,>> mi rassicura lui ed io annuisco e poi avverto la sua mano liberarmi dalla biancheria intima e capisco che si è liberato anche dalla sua.
Claudio mi bacia uno zigomo, poi le labbra ed il naso. A questo suo gesto sorrido e lui fa lo stesso.
Mi stringe a sé per poi entrare lentamente in me.
Chiudo gli occhi appena avverto la sua intromissione, ma Claudio si muove lentamente con molta delicatezza.
Apro gli occhi e nel suo sguardo colgo la paura di farmi del male.
<< Claudio sto bene, non mi rompo,>> lo rassicuro ma lui non sembra sicuro,<< puoi andare più forte.>>
E nel dire ciò gli circondo la vita con una gamba.
Lui sorride del mio gesto.
<< Oh no adesso sarà lento poi dopo chissà, mia cara Sacrofano,>> detto ciò riprende a muoversi lentamente ma i suoi movimenti mi strappano dei gemiti che mi porta a stringere la presa sulle sue spalle.
<< Dio Claudio , più veloce per favore,>> gli chiedo con la voce che esprime il piacere che provo.
<< Abbiamo tutta la notte,>> mi ricorda lui per poi aumentare la velocità.
Non so quanto andiamo avanti prima di raggiungere il piacere ma sono io che cerco il secondo round.
<< Non sei stanca?>> Mi chiede CC appena mi sistemo sopra di lui ed io scuoto la testa e sorrido.
<< Allora devo darmi da fare per stancarti in modo da conciliarti il sonno,>> mi dice CC sollevandosi lievemente per poi baciarmi il seno ed io mi stringo a lui.
Dopo il secondo round appoggio la testa sul torace di Claudio mentre lui mi accarezza su e giù la schiena, chiudo gli occhi e mi addormento mentre avverto le carezze di Claudio.

