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Capitolo 16_San Valentino ed un cuore spezzato?

Capitolo 16 -> San Valentino ed un cuore spezzato?

Claudio’s Pov

Ho passato questi giorni in istituto perché dovevo lavorare visto che la Boschi è ancora in ferie.
Non ho potuto allontanarmi da Roma anche perché ero reperibile e così ho passato questi giorni nel mio ufficio portandomi avanti con alcune perizie.
Sollevo lo sguardo dai fogli e guardo il monitor del mio PC e vedo le immagini che ritraggono Alice durante la sua vacanza di Capodanno.
Sospiro e leggo l’articolo dove viene riportato che l’ereditiera Alice Allevi Sant’Erasmo ha trascorso il Capodanno ad Ovindoli in compagnia dei suoi gemelli, di sua nonna, delle sue due amiche.
Osservo le immagini di Alice ed in alcune di esse Alice scia, in altre parla con le sue amiche, ed in altre gioca a palle di neve con i figli i quali sono di spalle rispetto al fotografo e poi c’è una foto in cui Alice è vestita in modo elegante con un bicchiere di Champagne in mano e parla con una ragazza riccia.

<< Sarà l’ultimo capodanno senza un nuovo amore? Noi speriamo di sì. Questa giovane donna si merita di innamorarsi e di sorridere!>> Leggo a voce alta le frasi finali dell’articolo online.

<< Innamorarsi! Come se il problema fosse l’assenza di un corteggiatore,>> dico a voce alta tra me e me.

<< Questi non hanno mai parlato con Alice,>> aggiungo continuando a a guardare le foto di Alice.

Sospiro e mi alzo dalla poltrona e mi avvicino alla porta per poi aprirla uno spiraglio e sento la voce di Alice che saluta qualcuno.

Apro maggiormente la porta e vedo Alice frugare all’interno della sua borsa mentre si avvicina alla stanza degli specializzandi.

Chiudo la porta e ritorno a sedermi sulla mia poltrona e cerco di ritrovare la concentrazione per poter proseguire il mio lavoro inutilmente visto che ho bisogno chiaramente di un ulteriore caffè nonostante non siano neppure le dieci del mattino.

Lascio tutto e mi dirigo verso la piccola sala ristoro ed una volta lì mi fermo ed osservo Alice seduta sullo sgabello mentre gira con una stecchetta il contenuto del bicchierino che si trova sopra il tavolino.
Sospira mentre continua a girare la bevanda calda.

<< Che giornata e non sono neppure le 10 del mattino,>> mormora senza staccare gli occhi dal caffè che ha davanti a sé.

<< Sacrofano che fai ? Parli da sola adesso?>> Le chiedo all’improvviso uscendo fuori allo scoperto.

<< Claudio,>> dice alzando lo sguardo dal bicchierino per poi posarlo su di me.

<< Come è andata la vacanza?>> Le chiedo mettendomi le mani in tasca.

<< Bene dai,>> si limita a dire senza aggiungere nessun ulteriore dettaglio.
È molto loquace stamattina!

<< E ho visto,>> dico  estraendo dalla tasca del camice il mio cellulare per poi posarlo sul tavolino accanto a lei.

<< Visto cosa?>> Chiede lei con un tono di voce che esprime chiaramente la sua  confusione.

<< Guarda pure tu,>> le dico sbloccando il cellulare e vado sul sito dove si trova l’articolo che parla di lei e le porgo il mio telefonino,,<< sei venuta bene in queste foto.>>

<< Ma che stai dicendo?>> Mi chiede lei per poi osservare lo schermo del mio cellulare e vede le varie immagini scattate i giorni scorsi.

<< Non si vedono i bambini vero?>> Chiede perlustrando l’articolo e le foto da cima a fondo.

<< No, ti vedi tu con tua nonna, la tua amica avvocato e quella ragazzina riccia,>> le rispondo con un tono serio.

<< Menomale che non si vedono. E si vede anche Giulia?>> Domanda lei incredula mentre continua ad osservare le foto.

<< E chi è questa Giulia?>> Domando io con un tono di voce confusa.

<< È una mia amica, che si trasferita a Roma. L’ho conosciuta ad Ovindoli ed ecco è incinta ed il padre non vuole saperne nulla di lei,>> mi risponde lei sinceramente per poi fare un sospiro.

<< L’hai conosciuta ad Ovindoli? Cioè l’hai conosciuta qualche giorno fa? E magari te l’ha sei pure portata a casa?>> Le chiedo sgomento e notando il suo sguardo colpevole capisco di averci preso e scuoto la testa.

<< Non ci credo. Dimmi che non è vero. Non sai neppure chi sia. Potrebbe essere pericolosa!>> Esclamo con un tono tra il nervoso e l’arrabbiato.

<< Giulia non è pericolosa! È una giovane ragazza orfana che ha bisogno di aiuto e di una famiglia!>> Esclama lei alzandosi in piedi dallo sgabello.

<< Come fai ad essere così ingenua?>> Domando senza riuscire a nasconde la vena sarcastica nella mia voce.

<< Non sono ingenua ma so riconoscere quando una persona è in difficoltà ed è sincera. Giulia è una brava ragazza, che ha sofferto e che ha bisogno di qualcuno che le dia una mano e che le dia amore. Io so cosa sta vivendo ed intendo aiutarla!>> Detto ciò mi piazza il caffè tra le mie mani e va via dalla sala ristoro lasciandomi da solo.

<< Conforti certo che così non riuscirai a conquistarla!>> Afferma Lara uscendo fuori dal suo nascondiglio ossia il muro.

<< << Proietti che vuoi?>> Le chiedo con un tono di voce acido.

<< Claudio potresti essere più gentile,>> risponde la voce della mia migliore amica uscendo fuori dallo stesso nascondiglio usato da Lara.

<< Beatrice che ci fai qui? E perché eri nascosta?>> Le chiedo assottigliando lo sguardo ed assumendo un’aria minacciosa.

<< Puff che noioso! Certo che se fai così non riuscirai mai a conquistare Alice, anche perché ha dei contendenti degni di nota,>> canticchia la mia migliore amica facendo un cenno a Lara, la quale mi allunga una rivista di gossip in cui si sono divertiti a paragonare le vacanze che Alice ha passato con i gemelli con quelle che il Presidente del Consiglio ha trascorso con suo figlio.
Scorro velocemente l’articolo che parla su come hanno passato le vacanze di Natale con i rispettivi figli solo che il Presidente del Consiglio ha trascorso questo giorni di vacanza nella sua terra d’origine mentre Alice ad Ovindoli in mezzo alla neve.

<< Certo che sta proprio bene Alice vestita così elegante,>> dice la mia amica indicando la rivista dove Alice indossa un vestito rosso elegante da sera modello sirena.





È splendida! Ammiro Alice avvolta in quel vestito elegante adatto per festeggiare Capodanno.

<< Quindi Claudio che intenzioni hai?>> Mi chiede la mia migliore amica mentre continuo ad osservare le varie foto.

<< Intenzioni?>> Chiedo distogliendo lo sguardo dalla rivista.

<< Dai che mi hai capito!>> Afferma la mia amica con un sorrisetto mentre  incrocia le braccia.
Sbuffo e sbatto la rivista nelle sue mani.

<< Ho da lavorare!>> Affermo per poi superare le due pettegole ed avviarmi verso il mio ufficio per poter stare in pace.

<< Claudio,>> mi dice lei appena varco la soglia del mio ufficio.
Sbuffo e mi dirigo dritto verso la mia poltrona mentre Beatrice chiude la porta della stanza.

<< Beatrice devo lavorare!>> Affermo prendendo in mano la mia pallina da tennis.

<< Claudio andiamo dai! Ho capito che Alice ti piace!>> Afferma lei facendo un passo avanti ed appoggia la mano sulla poltrona che si trova davanti alla scrivania.

<< Beatrice non hai di meglio da fare?>> Le chiedo con un tono sarcastico e lei alza gli occhi al cielo per poi sedersi sulla poltroncina.

<< Claudio ti ho visto i giorni scorsi poco distante dalla fontana di Trevi. Eri fermo ed osservavi casa di Alice!>> Afferma la mia migliore amica indicandomi.

<< Stavo facendo colazione in un bar che si trova lì vicino,>> le rispondo lanciando in aria la pallina.

<< Con tutti i bar che ci sono ti sei recato in uno che si trova davanti a casa di Alice per pura casualità? Ma fammi il piacere!>> Afferma la mia amica facendo un gesto eloquente con la mano.
Abbasso lo sguardo e guardo il monitor.

<< Alice ha deciso di aiutare una ragazza incinta che ha appena conosciuto,>> dico senza abboccare alla sua provocazione.

<< Mi sembra tipico di Alice per quanto ho potuto vedere,>> ribatte la mia amica con un tono di voce tranquillo ed io annuisco perché so quanto può essere generosa e buona la mia Sacrofano.

<< Quindi quale sarebbe il problema?>> Mi chiede lei con un tono confuso.

<< Per caso ho visto Alice col Presidente. Stavano parlando e c’era pure l’ex moglie ed i bambini. E poi il giorno dopo quando le ho detto di averla vista abbiamo finito per litigare,>> ammetto con un sospiro.

<< Dimmi che non hai detto qualche cattiveria delle tue?>> Mi chiede lei speranzosa ma io scuoto la testa.

<< Sei un disastro Conforti quando si parla di Alice,>> mi fa notare Beatrice con un sorriso divertito sulle labbra.

<< Non è divertente!>> Affermo immediatamente fulminandola con lo sguardo.

<< Invece lo è! Perché non hai mai avuto difficoltà con le donne ma con Alice invece sei in difficoltà e solo per un motivo: sei innamorato di lei!>> Afferma la mia migliore amica alzandosi dalla poltroncina.
Sto per ribattere ma lei alza la mano per zittirmi.

<< È inutile che ribatti, perché tanto so che è così mio caro Conforti! >> Esclama per poi allontanarsi  in direzione della porta ed una volta che appoggia la mano sulla maniglia si volta.

<< Muoviti, Claudio!>> Aggiunge per poi aprire la porta ed uscire.

<< Come se fosse facile parlare con Alice,>> mormoro lanciando contro il muro la pallina da tennis.

~~

Alice’s Pov

Arrogante!

Ma guarda te che presuntuoso!

Mr presuntuoso!

Venirmi a dire quelle cose come se io fossi una stupida ragazzina ingenua, credulona!
So benissimo come proteggere i miei figli e so anche che devo stare attenta a chi si avvicina ed infatti mi sono informata su Giulia, sulle suore, sul convitto e sui suoi ospiti abituali ma CC non mi ha dato neppure il tempo di dirlo perché è partito subito con la sua predica.

Ma stavolta mi sente, non può comportarsi così con me.
Entrò nella stanza degli specializzandi sul piede di guerra e sblocco il mio computer per recuperare un file dal mio drive ed avviare la stampa.

<< Ora ti faccio vedere se sono o meno un’ingenua,>> mormoro tra di me mentre la stampante inizia a fare il suo lavoro.

~~

<< Che fai di bello?>> Mi chiede Paolone osservando i miei movimenti e la sua frase fa in modo che l’attenzione di Ambra e Lara si focalizzi su di me.

<< Devo fare vedere questi fogli,>> mi limito a dire mentre vedo come tutti e tre cerchino di sbirciare il contenuto dei fogli nonostante siano lontani, per fortuna ho già fatto il logout dal mio drive e non possono accedervi per curiosare.

<< Di che si tratta?>> Mi chiede Ambra con curiosità.

<< Nulla di importante,>> dico infilando i fogli in una cartellina per poi recuperare la mia borsa ed il mio cappotto nello stesso istante in cui il computer si spegne.

<< Consegno questi e vado. Ci vediamo domani, ragazzi!>> Affermo per poi avviarmi fuori dalla stanza degli specializzandi.

<< Alice è sul piede di guerra, chissà cosa ha combinato Conforti,>> dice Ambra con un tono di voce basso ma che riesco lo stesso a cogliere.

<< Piuttosto poveri noi se Conforti non fa qualcosa di utile. Qui diventiamo pazzi se litigano quei due,>> ribatte Lara con uno sbuffo.

<< Ma perché hanno litigato quei due?>> Domanda Paolone con il suo accento siciliano cadendo dalle nuvole.

<< Paolone ma sei serio?>> Gli chiede Lara con un tono di voce più alto.
Ignoro il loro scambio di battute e raggiungo il più velocemente l’ufficio di Claudio e come al solito entro senza bussare.

<< Avanti! Prego, accomodati pure Alice!>> Afferma lui con il suo tono sarcastico mentre io avanzo velocemente verso la sua scrivania per poi lasciare cadere la cartellina con un tonfo sul ripiano della scrivania.

<< Che cos’è?>> Mi chiede lui dopo aver guardato la cartellina verde che cela il suo contenuto.

<< È tutto quello che c’è da sapere su Giulia, sulle Suore, sul convitto ed i suoi ospiti abituali. Come vedi non sono così sprovveduta ed ingenua, volendo posso ottenere informazioni su chiunque io voglia!>> Affermo rispondendo alla sua domanda e CC apre la cartellina ed inizia a leggere le informazioni racchiuse nel primo foglio.

<< Ho un investigatore privato di mia fiducia che nel giro di poco tempo può trovarmi tutte le informazioni su chiunque io voglia!>> Aggiungo incrociando le braccia.

<< Perché non me l’hai detto prima?>> Mi chiede lui alzando lo sguardo dai fogli.

<< E quando? Sei partito in quarta con la tua predica,>> rispondo accennando un sorrisetto ironico.

<< Alice,>> dice chiamandomi per nome.

<< Risparmia pure il fiato Claudio,>> gli dico riprendendo la cartellina dal tavolo,<< è tardi ed io devo tornare a casa ed occuparmi dei bambini e di Giulia che questa mattina è stata insultata dal suo ex dopo averli raccontato della gravidanza.>>

<< Senti ho esagerato stamattina ma,>> comincia a dire ma io scuoto la testa mentre infilo la cartellina nella mia borsa.

<< Alice fammi almeno parlare,>> aggiunge alzandosi dalla sua poltrona.
<< E cosa vorresti dirmi?>> Gli chiedo assottigliando lo sguardo.

<< È vero ho esagerato e forse non dovevo partire in quinta così,>> mi risponde lui inchiodandomi con i suoi occhi chiari.

<< Va bene, forse pure io ho esagerato,>> dico ammettendo la verità per poi sospirare,<< ma non sono abituata a sentire qualcuno che si intromette in merito alle mie scelte in merito ai gemelli. Sono abituata a gestirli da sola in pratica, certo ho l’aiuto di nonna e nonno ma loro sono dei nonni ed il loro compito è coccolare e viziare le due pesti.>>

<< D’accordo. Cercherò di non partire più in quinta,>> risponde lui per poi spostare lo sguardo sul  cappotto che tengo sul braccio.

<< Stai andando via?>> Mi chiede lui come se fosse stato colpito da una folgorazione.

<< Si, devo passare dal concessionario per scegliere l’automobile nuova. La mia sta dando dei problemi e preferisco cambiarla prima che mi abbandoni per sempre.>> Spiego brevemente sospirando.

<< Hai già qualche idea?>> Mi chiede CC con un tono di voce curioso.
Sorrido a causa della sua curiosità.

<< Una mezza idea, sono indecisa,>> dico mordendomi il labbro inferiore.

<< Potrei darti un’opinione da esperto in materia,>> propone lui sorridendo in modo affascinante.
Scoppio a ridere ed annuisco.

<< Va bene, allora potresti accompagnarmi se ti va.>>
Lui sorride e si libera del camice.

~~

<< È una bella macchina quella che hai scelto!>> Afferma CC mentre siamo sulla sua automobile per raggiungere casa mia.

<< Il Dottor Conforti ha trovato un’altra macchina bella quanto la sua bimba,>> gli dico prendendolo chiaramente in giro.

<< Ridi pure Sacrofano,>> risponde lui lanciandomi un’occhiataccia mentre io ridacchiò.

<< Scusa, ma è divertente,>>  ribatto io con il sorriso sulle labbra.

<< Almeno ti ho fatto ridere invece di urlare e sbraitare,>> ribatte lui prontamente lanciandomi una veloce occhiata.

<< Guarda che tu urli e sbraiti più di me, specie contro noi poveri specializzandi,>> gli dico indicandolo in modo accusatorio.

<< Solo perché molti di loro sembra che abbiano trovato la laurea nel pacchetto delle patatine,>> risponde alzando gli occhi al cielo.

<< Esagerato,>> gli dico scuotendo la testa.

<< Credimi non esagero. I tuoi figli sono più bravi di molti dei tuoi colleghi,>> mi dice lui con un tono di voce serio.

<< Credo che sia colpa a tutti i libri di medicina che ho letto alle due piccole pesti sin da quando erano nella mia pancia,>> dico ammettendo la verità per poi fare spallucce.

<< Scherzi vero?>> Mi chiede lui incredulo ed io scuoto la testa.

<< No. Durante la degenza in ospedale dopo l’incidente ho iniziato a leggere per prepararmi al test di medicina e leggevo a voce alta, cosa che ho continuato a fare per tutta la gravidanza ed una volta che sono nati per farli addormentare inventavo le favole che avevano come protagonisti ossa, muscoli etc. In pratica le informazioni che dovevo portavo per ogni singolo esame venivano trasformate in una favola e i miei bambini qualcosa hanno assorbito.>> Gli spiego con un po’ di imbarazzo perché lo so che non è da tutti fare ciò.

<< Ecco spiegato il motivo del loro interesse per la medicina,>> risponde CC scuotendo la testa per poi sorridere.

<< Ammetto di aver esagerato con le mie favole,>> dico facendo spallucce.

<< I gemelli sono in gamba,>> ribatte CC scalando la marcia.

<< Sono furbi quei due e pericolosi visto che una né pensano e cento né fanno,>> ribatto immediatamente pensando ai vari casini che hanno combinato.

<< Mi ricordano tanto la loro madre,>> mi risponde girandosi per un secondo e mi lancia uno sguardo significativo.

<< Touche!>> Esclamo alzando le mani proprio nel momento in cui CC si ferma nei pressi del cortile della mia abitazione.

<< Grazie del passaggio,>> dico sganciando la cintura di sicurezza mentre osservo CC,<< senti perché non entri in casa? Così puoi sia salutare i bambini sia controllare che Giulia non sia un pericolo.>>

<< L’unico pericolo penso che sia tu Sacrofano, visto come hai guidato quella povera Giulietta Alfa Romeo. Credevi di essere sulla pista della formula uno?>> Mi chiede lui con un tono sarcastico.

<< Dovevo assicurarmi che fosse come piace a me: veloce! >> Affermo mettendo su il broncio per poi incrociare le braccia.

<< La signora in giallo in versione automobilista da corsa,>> dice CC prendendomi chiaramente in giro ed ottiene come risposta una linguaccia da parte mia.
Claudio ride e scuote la testa.

<< Parcheggio ed entriamo da te,>> aggiunge osservando con attenzione lo spazio circostante e poi con poche manovre parcheggia la sua adorata automobile.

Scendiamo ed in silenzio raggiungiamo l’ingresso principale del mio palazzo.
Apro il portone e CC appena entriamo si guarda intorno mentre Mortimerina corre verso di me.

<< Ciao piccola,> dico inginocchiandomi per poter prendere in braccio la cagnolina.

<< È cresciuta,>> afferma CC sfiorando la testa della cagnolina appena ritorno in posizione eretta.

<< Si,>> dico con un sorriso proprio nel momento in cui le mie due piccole pesti spuntano nel corridoio.

<< Mamma! Claudio!>> Esclamano in coro correndo verso di me ed Angela salta in braccio a CC, il quale ormai si è abituato alla piccola peste.

<< Angela, Claudio,>> lì saluta prendendo meglio  in braccio mia figlia ed in quel momento arriva Giulia pure lei di corsa.

<< Claudio ti presento Giulia, Giulia ti presento il Dottor Claudio Conforti,>> dico presentando i due.

<< Così tu saresti l’amica di Ovindoli?>> Domanda CC con lo stesso tono che incute timore e che usa nei confronti degli specializzandi.

<< Claudio,>> mi limito a chiamarlo per nome a mo’ di avvertimento.

<< Sacrofano,>> ribatte il medico legale più presuntuoso della capitale.
<< Si, sono io,>> risponde Giulia con un po’ di imbarazzo.

<< Giulia non ascoltare a Claudio,>> dico rassicurando la mia giovane amica,<< non ha ancora capito che non è in istituto e non ha a che fare con gli specializzandi.>>

<< Sacrofano ti sfugge il dettaglio che tu sei una specializzanda,>> mi risponde CC per le rime socchiude le palpebre.
Gli pesto un piede.

<< Giulia vieni andiamo ad ordinare la cena,>> dico prendendola a braccetto.

<< Resti a cena con noi?>> Domanda Angela a CC fermandomi sui miei passi, mi giro e vedo la piccola che sfoggia il suo sguardo da cucciola per convincerlo.

<< Si, resta a cena,>> aggiunge il mio ometto sfoggiando pure lui i suoi occhioni da cucciolo indifeso
Conforti resta in silenzio e mi guarda come se mi volesse chiedere il consenso.
Sorrido ed annuisco.

<< Certo, resto a cena e vi spiego come si svolge l’autopsia!>> Annuncia CC con entusiasmo.

<< SI!>> Esclamano in coro i miei figli.

<< Bambini no!>> Esclamò cercando di placcare il loro entusiasmo.

<< Ovviamente vi spiego ciò in modo adatto alla vostra età,>> aggiunge CC con un sorrisetto soddisfatto.
Scuoto la testa ed alzo gli occhi al cielo.










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